13 maggio 1909: parte il Giro d’Italia

Luigi_Ganna

di Giacomo Laviosa

Il primo Giro d’Italia fu organizzato dal quotidiano sportivo La Gazzetta dello Sport. L’edizione partì il 13 maggio 1909 alle 2:53 per la prima tappa con arrivo a Bologna dopo 397 km a 28,090 di media oraria. Si concluse, ancora a Milano, con la vittoria di Luigi Ganna che ai cronisti, che gli domandavano come si sentisse, rispose con un emblematico: «Me brüsa el cü». La lista completa dei partecipanti al 1º Giro è tutt’oggi sconosciuta, nonostante sia considerato un documento storico. Tuttavia si sa che dei 127 corridori al via, solo 49 terminarono la corsa.

Il giro, in 8 tappe fra il 13 e il 30 maggio, vide i migliori ciclisti dell’epoca affrontarsi nella corsa rosa: Giovanni Gerbi, Giovanni Rossignoli, Luigi Ganna (cui andò la vittoria finale), Carlo Galetti, Eberardo Pavesi, Giovanni Cuniolo ed il francese Lucien Petit-Breton. I dispacci telegrafici, che venivano appesi in Piazza Castello per consentire ai tifosi di seguire l’evolversi della corsa, erano l’unico modo per avere aggiornamenti, salvo attendere il giorno successivo e la lettura del giornale.
Nel 1914 fu introdotta la classifica generale a tempo, che sostituiva quella a punti in vigore i primi anni e quell’anno il giro fu vinto da Alfonso Calzolari, nonostante la richiesta di squalifica (poi comminata in penalizzazione di tre ore dalla Gazzetta) da parte dell’Unione velocipedistica italiana, che gli imputava di essersi attaccato ad un’auto sulla Salita delle Svolte.
I maggiori protagonisti nei primi anni furono Ganna e Galetti e, dopo alcune annate interlocutarie e l’inizio della Prima guerra mondiale, si ebbero diversi protagonisti che diventeranno leggenda: Costante Girardengo, Giovanni Brunero, Alfredo Binda e Gaetano Belloni.
La partenza del Giro fu posta per tutte le edizioni a Milano tranne nel 1911 e nel 1929 (a Roma) e nel 1930 (a Messina), mentre l’arrivo fu piazzato ancora a Milano ad eccezione del Giro 1911, dove l’arrivo fu a Roma e nel 1912 dove l’arrivo fu disposto a Bergamo.

Giacomo Laviosa

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