135 mila euro per la Ucraina e … non solo 

di Gerolamo Spreafico

L’unico evento pubblico a Monza nella settimana che ha ricordato il quarto triste  anniversario dalla “Operazione speciale” della Russia in Ucraina, si è svolto sabato scorso 28 febbraio  presso la sala della Biblioteca dei Barnabiti di Monza nel convento di Santa Maria del Carrobiolo . Presenti 60 persone rappresentanti  della Chiesa locale e dei gruppi locali di sostegno all’Ucraina ma anche di cittadini che vogliono capire e che conoscono la Ucraina e stimano la loro resistenza . L’evento da titolo “La Pace … Giusta” , organizzato da  MASCI  (Movimento Adulti Scout della Brianza), dalla  Associazione Eskenosen di Como e dalla  Caritas di Monza, con l’adesione del Dialogo di Monza e dell’Associzione Amici del Dialogo, aveva due focalizzazioni:

1- la guerra contro la Ucraina e le possibilità che finisca nel modo più giusto possibile per il “martoriato popolo ucraino”.

2- la rete umanitaria territoriale cui tutti possono collaborare.

In sintesi gli interventi sul primo punto.

Alfredo SOMOZA – presidente ICEI (Istituto di Cooperazione Economica Internazionale) ha dato con la consueta chiarezza un quadro della situazione; non ha manifestato previsioni ma ha fatto intravedere due difficili scenari possibili di tregua nel conflitto: la scelta della Cina di non finanziare più la Russia ; la capacità della Europa unita di aprire o di collaborare alla apertura di  una tavolo diplomatico vero

Kateryna SADILOVA– analista indipendente di politica internazionale nella Associazione milanese Patto Atlantico, vive in Italia del 2011; ha lavorato presso il Consiglio di Sicurezza e Difesanazionale della Ucraina a Kiev ; in Italia  ha conseguito un Master in relazioni internazionali e politica estera:  “ La guerra contro l’Ucraina è, prima di tutto, una guerra esistenziale. Non nasce nel 2014 o nel 2022, ma affonda le radici in una lunga tradizione imperiale in cui la Russia ha negato all’Ucraina il diritto di essere nazione. Da oltre tre secoli viene messa in discussione la sua identità distinta, la sua lingua, la sua cultura. La storia ucraina è stata sistematicamente appropriata e riscritta come parte della “storia russa”, da Rus’ di Kyiv fino all’epoca sovietica.

Anche nei momenti più tragici, come l’Holodomor, la memoria è stata negata o manipolata. Oggi questa visione si traduce nell’idea che l’Ucraina non sia un soggetto sovrano, ma uno “spazio” da controllare o uno stato “artificiale”. L’aggressione è quindi il tentativo di cancellare una scelta identitaria: quella di essere europea, democratica e indipendente. Non è solo una guerra per il territorio, ma contro l’esistenza stessa di uno stato e di un popolo”… Nel dibattito le è stato chiesto se c’è qualcosa che l’opinione pubblica europea e in specie italiana non capisce di questa guerra: “Spesso in Europa, e in Italia in particolare, non si colgono le radici storiche di questo conflitto.

Senza comprendere il passato – imperiale, sovietico, post-sovietico – è difficile leggere correttamente il presente. Manca un dibattito serio e continuativo, capace di andare oltre la cronaca quotidiana. Nei talk show italiani raramente trovano spazio i rappresentanti della diaspora ucraina o gli studiosi che conoscono il paese sul campo. Anche molti giornalisti e intellettuali italiani che hanno viaggiato a lungo in Ucraina restano ai margini del confronto pubblico. Questo vuoto favorisce narrazioni semplicistiche, ambigue o apertamente filorusse. La disinformazione in Italia è un problema reale e sottovalutato. Senza strumenti critici adeguati, si rischia di interpretare l’invasione russa solo come uno scontro geopolitico, ignorando la sua dimensione storica e identitaria.”

Don Taras OSTAFIIV – Responsabile per la Comunità ucraina cattolica di rito bizantino di Monza ha offerto la testimonianza di chi non è potuto più tornare in Ucraina dopo la invasione e ha ripercorso la nascita della comunità cattolica di Monza dove i residenti ucraini e i profughi possono trovare sostegno, e pregare insieme. Don Tarasha ringraziato mons. Provasi per la possibilità che la Chiesa locale ha dato alla comunità di festire la Chiesa di Santa Maria degli Angeli in via zucchi a Monza il cui sito www.Chiesaucrainamonza.it riporta tutte le principali prese di posizione della Chiesa Cattolica o recentemente del Consiglio panucraino delle Chiese e delle Organizzazioni religiose secondo cui la Federazione Russa ignora in modo evidente , sistematico, intenzionale e cinico il diritto umanitario internazionale e i principi morali universali.

Il  secondo punto. La rete di sostegno umanitaria ha visto la  relazione di:

Mino SPREAFICO, pedagogista e animatore della associazione Eskenosen illustrando i  risultati raggiunti dalle intascabili  iniziative diraccolta fondi e della rete dei gruppi … Esordisce leggendo un post estratto nel linkedin di Soleterre: “quattro anni dopo , la guerra continua a contare i morti. Ma c’è un altro conteggio, più silenzioso, ostinato, quasi invisibile: quello delle nascite. In Ucraina, mentre le sirene interrompono il sonno e le città si ricompongono ogni giorno tra macerie e resistenza, c’è chi sceglie di mettere al mondo un figlio.

Non è solo una decisione privata. E un atto radicale. E una presa di posizione. Nascere, oggi, lì, significa contraddire la logica della distruzione. Significa affermare che la vita non arretra, che insiste, che trova spazio anche dove tutto sembra negarlo. Ogni bambino che viene alla luce è una promessa che si oppone alla paura, un gesto che sfida l’idea stessa di fine.

Le madri partoriscono spesso da sole, i padri sono lontani, al fronte o dispersi. Eppure, proprio dentro questa frattura, si apre una possibilità: quella di un futuro che non si arrende. Non perché sia certo, ma perché qualcuno ha deciso di crederci comunque. C’è qualcosa di profondamente umano, e insieme politico, in questo scegliere la vita mentre tutto intorno parla di morte. “

È una forma di resistenza che non fa rumore, ma costruisce. Noi lavoriamo per l’infanzia. E forse è da qui che bisogna ripartire: da ogni nascita come atto di fiducia, da ogni bambino come risposta. Perché, dopo quattro anni di guerra, la domanda non è solo quanto si è perso. Ma quanto, nonostante tutto, continua a nascere

 Riferisce poi i risultati della campagna di raccolta fondi lanciato lo scorso dicembre 2025. I risultati sono sorprendenti! Sono stati raccolti 135.000 euro per acquistare Gruppi Elettrogeni di grande potenza (da 40 a 170 Kva). I donatori di maggiore rilievo sono anzitutto la Famiglia Di Silvano Fumagalli  di Monza che ha donato 35.000 euroe la Fondazione Garzanti Ravasi di Milano tramite l’amico di Eskenosen Roberto Mauri che sta procedendo ad una donazione di 100.000 euro.  Oltre somme di taglio inferiore ma significative. 

Spreafico termina con una altra frase evocativa che ispira il lavoro di tutti noi:

“La responsabilità è la cura per un altro essere quando venga riconosciuta come dovere, diventando «apprensione» nel caso in cui venga minacciata la vulnerabilità di quell’essere’” (Hans Jonas).

Questa frase ci esorta a non trattare il tema della solidarietà come un Hobby intermittente ma come una pratica quotidiana con cui dobbiamo fare i conti ogni mattina quando ci svegliamo e ascoltiamo le notizie del mondo

Spreafico ha poi passato la parola a padre Luca BOVIO –missionario della Consolata per 17 anni in Polonia che oggi risiede a Kiev e che a  marzo dell’anno scorso è stato nominato primo Direttore delle  Pontificie Opere Missionarie in Ucraina, ha illustrato  la vita terribile nelle città ucraine e ha segnalato alcune esperienze di aiuto seguite personalmente : “ AKiev si soffre molto per lamancanza di energia elettrica con 3 o 4 ore al giorno di erogazione della corrente… gli ascensori ad esempio funzionano a tratti e immaginate cosa può accadere alle persone anziane o a coloro che abitano al 30 piano ..la metropolitana di Kiev è aperta H.24 e si possono vedere migliaia di persone già preparate a trascorrevi al notte dato il ripetersi degli allarmi aerei . La popolazione vorrebbe la fine della guerra senza tradire però le migliaia di morti che ognuno ha tra conoscenti e parenti” . Padre Luca ha sottolineato la importanza degli aiuti umanitari sia dal punto di vista materiale sia come testimonianza di una vicinanza alla resistenza di un popolo.

Ha chiuso Roberto D’Alessio del Masci “Per noi sostenere la Ucraina è diventato un obbligo morale.Alcuni di noi hanno conosciuto in Ucraina la resistenza in atto dal febbraio 2022; molti hanno accolto e aiutato i profughi qui in Brianza. Sempre abbiamo apprezzato il valore morale e il coraggio che il ” martoriato popolo ucraino” esprime: condividiamo la lotta per un cessate il fuoco che prepari a una Pace più giusta possibile, più duratura possibile” e invitiamo tutti a continuare la campagna di sostegno e a dare voce alle vittime.

 

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