16 settembre 1904: il primo sciopero nazionale

primo scioperoSardegna 1904: Buggerru, costa occidentale nella regione dell’Iglesiente. A quel tempo era un borgo di oltre 9 mila anime, la maggior parte minatori costretti a lavorare in condizioni disumane, sottopagati, a cui venivano imposti turni di lavoro massacranti, che spesso soffrivano di tubercolosi e silicosi e che a volte rimanevano vittime di incidenti mortali sul lavoro.Alla miniera lavoravano anche qualche migliaio di donne e bambini addetti alla cernita e al lavaggio dei minerali, con orari di lavoro di 10-12 ore giornaliere. Non esisteva il giorno di riposo, nè i contratti di lavoro e tutti dipendevano dai “caporali” che decidevano assunzioni, licenziamenti, sanzioni.

La maggior parte di loro viveva in baracche o in enormi cameroni alla stregua dei forzati. Le condizioni di vita erano durissime, il salario giornaliero di una donna non bastava nemmeno all’acquisto di un chilo di zucchero. In 4000 decisero di iscriversi alla Lega di resistenza di Buggerru per rivendicare il miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita e un salario più equo.

minatoriBaggerru

Questa la situazione della popolazione locale alla quale era contrapposta un élite di dirigenti della miniera che, trasferitasi dalla Francia e dalla Svizzera, aveva ricreato nel paese un ambiente culturale e ricreativo riservato alla  loro ristretta  cerchia, tanto che il paese venne soprannominato “la petite Paris”. Tutto era di proprietà della società francese: i pozzi, le officine, le case, la scuola, la chiesa, il cimitero,  la terra, lo spaccio aziendale  dove tutti erano obbligati ad acquistare i generi alimentari, naturalmente a prezzi più alti della norma, così che i salari ritornavano nelle casse della società.

La consapevolezza di vivere in condizioni di estremo sfruttamento, trasformò il diffuso malcontento  in una protesta che esplose  a seguito di una circolare emessa da Achille Georgiades, direttore della miniera, dove si comunicava che, a partire dal giorno successivo, la pausa tra i due turni di lavoro, del mattino e del pomeriggio, sarebbe stata ridotta di un’ora. Questo significava meno riposo e  un’ora in più di lavoro.

MinierabaggerruFu la goccia che fece traboccare il vaso. La domenica successiva, 4 settembre,  mentre la delegazione sindacale era in trattativa, gli operai si riunirono di fronte alla sede della direzione generale , ma i titolari della ditta decisero di chiamare l’esercito.

Il risultato fu l’uccisione di tre operai e il ferimento di molti altri, uno dei quali morì pochi giorni dopo.

Il 16 settembre, la Camera del Lavoro di Milano, per protestare contro l’eccidio dei minatori, proclamò il primo sciopero nazionale che durò sei giorni e a causa del quale Giolitti, allora capo del Governo, fu costretto alle dimissioni.

Daniela Zanuso

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