La riscoperta della Venere di Milo

venere-di-milo-ridEra il 1820 quando sull’isola di Milo, nell’arcipelago delle Cicladi, fu ritrovata una statua destinata a diventare tra le più celebri al mondo, la Venere di Milo, figura-simbolo della mitologia greca e icona della bellezza classica, risalente all’età ellenistica ed attribuita ad Alessandro di Antiochia.

La storia della sua scoperta e del suo successivo acquisto è piuttosto controversa poiché esistono molteplici versioni tra loro discordanti. Secondo la maggior parte delle fonti, la scultura sarebbe stata rinvenuta l’8 aprile 1820 da un contadino di Plaka, Yorgos Kentrotas, nei pressi dell’antico teatro dell’isola di Milo, allora parte dell’Impero Ottomano. Kentrotas era alla ricerca di pietre per la costruzione della sua casa quando venne raggiunto dal comandante navale Voutier Olivier, insospettito dal fatto che nei pressi di un teatro si potessero trovare inestimabili reperti, e da due militari della nave francese Estafette approdata pochi giorni prima sull’isola greca. Il contadino, dunque, durante le sue ricerche al fianco del comandante francese, scoprì e dissotterrò prima il busto in marmo di quella famosa donna priva di entrambe le braccia, e, successivamente, incoraggiato da Voutier a scavare ulteriormente, riuscì a scovare la parte inferiore della statua, le gambe coperte da un drappeggio e il rispettivo basamento.

Circa due settimane più tardi, il 19 aprile 1820,  grazie all’esploratore francese Jules Dumont d’Urville si compì il destino della donna di marmo che sarebbe divenuta la Venere di Milo. In viaggio per una ricognizione idrografica del bacino del Mar Nero a bordo della nave francese Chevrette, durante una sosta sull’isola, Jules Dumont d’Urville venne a conoscenza dell’eccezionale scoperta effettuata dal contadino e, dopo aver visto la statua, ne comprese l’inestimabile valore. Cercò dunque di acquistarla e trasportarla sulla nave ma il netto rifiuto del capitano lo costrinse a cambiare i piani. 

Proseguendo nel suo viaggio, giunto a Costantinopoli, Jules Dumont convinse l’ambasciatore francese a seguirlo sull’isola di Milo per portare a termine l’acquisto della statua. Nel frattempo il contadino stava per vendere l’opera al dragomanno del sultanato di Costantinopoli ma i francesi, essendo disposti a pagare qualsiasi prezzo, riuscirono ad accaparrarsi la statua che poi donarono con tutti gli onori al re di Francia Luigi XVIII.  Il prezioso reperto fu regalato dallo stesso sovrano al Museo del Louvre, dove ancora oggi si trova, che lo catalogò sotto il nome di Venere di Milo.

VenereMiloStretta

Martina Mantegazza

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