2 luglio 1877: nasce Hermann Hesse

hesseNasce il 2 luglio del 1877 nel Württemberg tedesco Hermann Hesse, autore di Siddharta e premio Nobel per la Letteratura. I suoi genitori, di religione pietista, sono stati missionari in India e proprio l’atmosfera culturale che respira in casa influisce non poco sulla formazione del futuro scrittore, che cresce in Svizzera, dove frequenta un seminario da cui sarà presto espulso per cattiva condotta.  È invece nella biblioteca del nonno che Hesse apprende la poesia e a filosofia del XVIII secolo, leggendo anche autori contemporanei come Turgenev e Ibsen. Ha già pubblicato le prime raccolte di poesie e i primi romanzi quando decide di trasferirsi, insieme alla moglie, in una casa contadina nella campagna del Baden in Germania, per condurre una vita a diretto contatto con la natura.

La scrivania di Hermann Hesse ricostruita presso il museo di Gaienhofen dedicato allo scrittore.

La scrivania di Hermann Hesse ricostruita presso il museo di Gaienhofen dedicato allo scrittore.

Ma la tranquillità contadina non gli basta e, nel 1911, parte per un viaggio in oriente, in cui viene a diretto contatto con quella cultura che già era ben presente nel suo ambiente famigliare. Proprio dalle suggestioni del pensiero indiano, della cultura induista e buddhista nasce Siddharta, il romanzo di formazione definito da suo stesso autore come un “poema indiano”, che, pubblicato nel 1922, conobbe una stagione d’oro negli anni Sessanta divenendo libro di culto per i giovani hippie americani.

“Hai appreso anche tu quel segreto del fiume: che il tempo non esiste?”.

Un chiaro sorriso si diffuse sul volto di Vasudeva. “Sì Siddharta” rispose.
“Ma è questo ciò che tu vuoi dire: che il fiume si trova dovunque in ogni istante, alle sorgenti e alla foce, alla cascata, al traghetto, alle rapide, nel mare, in montagna, dovunque in ogni istante, e che per lui non vi è che presente, neanche l’ombra del passato, neanche l’ombra dell’avvenire?”. “Si, questo” disse Siddharta. “E quando l’ebbi appreso, allora considerai la mia vita, e vidi che è anch’essa un fiume, vidi che soltanto ombre, ma nulla di reale, separano il ragazzo Siddharta dall’uomo Siddharta e dal vecchio Siddharta. Nulla fu, nulla sarà: tutto è. Tutto ha realtà e presenza”.

Sempre uguale e sempre diverso, il fiume diventa per il protagonista del romanzo l’immagine della realtà della vita, liberata dalle categorie di spazio e tempo, in una visione universale in cui vengono in qualche modo riassorbiti i contrasti dell’esistenza. Primo fra tutti quello tra mondo e spirito, incarnato dalle figure di Narciso e Boccadoro, i protagonisti di un altro celebre romanzo di Hesse.

U acquarello dipinto da Hermann Hesse. L'autore di Siddharta fu anche pittore.

U acquarello dipinto da Hermann Hesse. L’autore di Siddharta fu anche pittore.

Ma se da un lato lo scrittore tedesco rimase sempre affascinato da un certo tipo di misticismo orientale, dall’altro si dimostrò sempre particolarmente lucido rispetto agli eventi storici del suo tempo, restando sempre lontano dalle ideologie più totalitarie. A differenza di molti scrittori e filosofi contemporanei (tra cui anche un gigante come Thomas Mann) non viene preso da entusiasmo allo scoppio della prima guerra mondale: nel novembre del 1914, dalle colonne della Neue Zϋrcher Zeitung rivolge al popolo tedesco un appello di ‘umanità’, contro ogni nazionalismo. Anni più tardi, in pieno regime nazista, sul medesimo giornale firma uno scritto di protesta contro la sottrazione della casa editrice subita dall’ebreo Gottfried Bermann Fischer e si prodiga attivamente in favore degli emigrati tedeschi.buddha

Fortemente critico nei confronti del nazionalismo e degli idoli borghesi, Hesse è però convinto che l’artista possa fare ben poco per cambiare la storia del proprio tempo. Se non proporre alle persone modelli alternativi di pensare il mondo e la vita, non l’affermazione di sé a tutti i costi ma il raggiungimento di un’armonia con il mondo. Ossia quel ‘sorriso dell’unità sopra il fluttuare delle forme’ che si disegna, infine, sul volto di Siddharta.

Francesca Radaelli

 

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