20 settembre 1870: la breccia di Porta Pia

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di Giacomo Laviosa

All’inizio del settembre 1870, si era consumata una battaglia destinata a cambiare gli equilibri politico-diplomatici in Europa per molti anni: la battaglia di Sedan. La Prussia di Bismarck aveva inflitto una pesante sconfitta alla Francia di Napoleone III, migliore alleato italiano ma, nello stesso tempo, maggiore protettore del dominio papale su Roma. Venuta meno la protezione francese si avviarono le manovre per l’annessione della città eterna.
In una lettera personale, Vittorio Emanuele II scongiurava Pio IX di abbandonare pacificamente il potere temporale, risparmiando un inutile spargimento di  sangue. Da parte pontificia, però, si volle far constatare al mondo intero la violenza di cui la santa Sede era oggetto e quindi si dispose la resistenza armata, garantita soprattutto dagli zuavi (volontari quasi tutti di provenienza francese, belga o olandese) .

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il maggiore Giacomo Pagliari colpito a morte dall’esercito papalino

Le truppe italiane allora varcato il confine,  il 20 settembre 1870 cannoneggiarono le mura di Roma, aprendovi una breccia presso Porta Pia, attraverso la quale penetrarono nella città. Dopo qualche  ora di combattimento e modeste perdite d’ambo le parti venne alzato il segnale della resa.

Il dominio temporale dei papi terminava dopo più di 1000 anni. A Pio IX non restò che rifugiarsi in Vaticano e dichiararsi prigioniero politico dello Stato  italiano. L’Italia trovava così la sua capitale, ma, per contro,  la questione romana era tutt’altro che risolta.

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