25 aprile 1974: la Rivoluzione dei garofani

rivoluzionegarofani

di Giacomo Laviosa

In aprile, a Lisbona, le giornate sono già calde e i mercati sono pieni di fiori, garofani in particolare,  a simbolo della libertà ritrovata e della voglia di smetterla con la guerra e le repressioni. I cittadini di Lisbona cominciarono così a donare garofani rossi ai propri militari, molti dei quali ponevano i fiori nelle canne dei loro fucili.

Era il 25 aprile del 1974 e i militari e la popolazione portoghese, uniti in un solo fronte, abbatterono il regime reazionario e subimperialista  di Caetano. Fu un evento straordinario, che restituì centralità in Europa ad un piccolo paese come il Portogallo, fino ad allora rimasto estraneo ai progressi politici, civili e sociali del resto del Continente ed immobilizzato dalla morsa di una dittatura reazionaria e  refrattaria ad ogni cambiamento.

Il crollo del regime è anche derivato dalle lotte delle colonie e dei territori d’oltremare che, a quel tempo, il Portogallo salazarista teneva sotto il proprio dominio: Capo Verde, Guinea Bissau, Macao, Angola, Mozambico e Timor Est. I movimenti di liberazione che cominciarono ad operare  in questi paesi, dal Secondo Dopoguerra in poi costrinsero ad un sempre maggior sforzo economico e militare la madrepatria portoghese, senza che tuttavia essa riuscisse a reprimerli. I giovani portoghesi che espletavano il loro servizio militare nelle colonie africane e a Timor Est,  entrarono a contatto col desiderio di libertà di quelle popolazioni e dei movimenti che esse sostenevano ed alle cui aspirazioni davano rappresentanza ed esecuzione pratica.

lisbona murales
Fu così che gli ideali socialisti rivoluzionari, come un contagio positivo, si diffusero dalle colonie  ribelli alla madrepatria minandone l’edificio dell’Estado Novo, ovvero lo Stato dittatoriale, corporativo e monopartitico fondato da Salazar  e guidato, a partire dal 1970, da Caetano.  Nacque così il Movimento dei Capitani (Movimento dos Capitães), poi divenuto Movimento delle Forze Armate (Movimento das Forças Armadas), la cui sigla MFA avrebbe conquistato grande notorietà a partire dal 25 aprile 1974.

Fu in quel giorno, infatti, che partì l’operazione di destituzione di Caetano e di liquidazione della polizia politica (la famigerata DGS, già nota come PIDE), l’unico apparato dello Stato che, a  rivoluzione in atto, si dimostrò fedele al regime e la cui resistenza fu fiaccata in una sola ora, dalle 21 alle 22 di sera di quello stesso  giorno.

Il colpo di Stato, attuato dai militari del MFA col sostegno della popolazione, cominciò a mezzanotte e 20 minuti del 25 aprile 1974  e si concluse ufficialmente alle 23.20 del giorno stesso con la promulgazione, da parte del Generale Spinola, della Legge Numero 1 nota come  “Destituzione dei dirigenti fascisti” con cui si decretavano la destituzione del Presidente della Repubblica e del Primo Ministro, lo scioglimento dell’Assemblea Nazionale e del Consiglio di Stato ed il passaggio dei poteri alla Giunta di Salvezza Nazionale composta dai membri  del MFA.

Subito dopo vennero approvati i decreti legge con cui si destituivano i governatori civili delle province e  si scioglievano il partito unico ANP (Acção Nacional Popular), la DGS, la Legione Portoghese, la Gioventù Portoghese e tutte le altre associazioni di regime.

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Il periodo successivo, noto come Processo Rivoluzionario in Corso, vide comunque gettare le basi della nascente democrazia portoghese che, negli anni successivi, avrebbe attenuato l’iniziale vigore del socialismo militare e rivoluzionario a favore di un maggior pluralismo aperto anche alle forze politiche più moderate e conservatrici. Fino alla vittoria dei socialisti alle prime elezioni libere del 1976 con il passaggio del potere dai militari ai civili.

Recita il preambolo della Costituzione Portoghese, redatta nel 1976: “Il 25 aprile 1974, il Movimento delle Forze Armate, coronando la lunga resistenza del popolo  portoghese e interpretando i suoi sentimenti profondi, ha rovesciato il regime fascista.  Liberare il Portogallo dalla dittatura, dall’oppressione e dal colonialismo ha rappresentato una trasformazione rivoluzionaria e l’inizio  di una svolta storica della società portoghese.

La Rivoluzione ha restituito ai portoghesi i diritti e le libertà essenziali. Nell’esercizio  di questi diritti e libertà, i legittimi rappresentanti del popolo si riuniscono per elaborare una Costituzione che corrisponda alle  aspirazioni del paese.  L’Assemblea Costituente conferma la decisione del popolo portoghese di difendere l’indipendenza nazionale, di garantire i diritti fondamentali  dei cittadini, di stabilire i principi fondamentali della democrazia, di assicurare il primato dello Stato di diritto democratico e di aprire  il cammino verso una società socialista, nel rispetto della volontà del popolo portoghese, mirando alla costruzione di un paese più libero,  più giusto e più fraterno”.

La Rivoluzione dei Garofani segnò la nascita della democrazia in Portogallo e la fine del colonialismo a Capo Verde, in Guinea Bissau, in Angola  e in Mozambico.

La rivoluzione in una canzone: “Grândola vila morena” di José Afonso

La trasmissione di questa canzone nel programma radiofonico di “Rádio Renascença” diede il segnale d’inizio, alla mezzanotte in punto del 25 aprile 1974, alla Revolução dos cravos (Rivoluzione dei garofani) che mise fine alla dittatura portoghese, che durava da cinquant’anni. Una canzone scelta dai militari proprio perché parlava di fraternità, di pace e di uguaglianza.

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