L’incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II (che non avvenne a Teano)

Incontro di Teanodi Francesca Radaelli

Ebbe luogo il 26 ottobre del 1860 lo storico incontro “di Teano” tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II. Fu avvenimento decisivo del Risorgimento italiano, la data è certa, il luogo, a dire il vero, un po’ meno (questa la ragione delle virgolette). La notizia, accolta dalle cronache del tempo e passata poi in molti manuali di storia, in assenza di una relazione ufficiale delle autorità militari, è stata in seguito messa fortemente in dubbio dagli storici sulla base di testimonianze di alcuni dei personaggi che assistettero all’evento e che indicarono come punto dell’incontro il quadrivio di Taverna della Catena nel comune di Vairano Patenora, essendo peraltro vero che a Teano i due protagonisti si dettero il saluto di commiato, dopo aver cavalcato affiancati sin lì”. A dirlo è Giuseppe Monsagrati, storico del risorgimento e autore della voce Teano dell’enciclopedia Treccani, che ha deciso di prendere autorevolmente posizione sulla questione proprio nel 2011 – anno del 150° dell’Unità d’Italia.

Non più a Teano, dunque, ma a Vairano. L’incontro mantiene in ogni caso un valore simbolico importantissimo e segna di fatto il passaggio di sovranità sui territori appena conquistati dalla spedizione dei Mille.

Partita il 6 maggio del 1860 dal porto di Quarto, in Liguria, con due vascelli carichi di 1089 uomini, la spedizione guidata da Garibaldi sbarca l’11 maggio 1860 a Marsala in Sicilia. Il 15 maggio le Camicie Rosse ottengono la prima vittoria contro l’esercito borbonico, nella battaglia di Calatafimi, il 27 maggio entrano a Palermo, conquistando in seguito anche Messina. Di lì il 18 agosto Garibaldi sbarca in Calabria, il 7 settembre è a Salerno, quindi a Napoli, dove incontra il ministro dell’Interno del governo borbonico. Le truppe borboniche si ritirano sul Volturno, e quando il 1° ottobre 20mila soldati borbonici partiti dalla fortezza di Capua si dirigono verso i garibaldini subiscono un’ulteriore sconfitta.

i Mille

Insomma le Camice Rosse stanno risalendo l’Italia. E il governo del Regno di Sardegna, guidato da Cavour, teme che Garibaldi possa giungere fino a Roma, provocando l’intervento del re di Francia Napoleone III e mettendo a repentaglio le conquiste effettuate. Il re di Sardegna Vittorio Emanuele II occupa i territori pontifici nelle Marche e nell’Umbria, quindi si dirige verso sud per fermare l’avanzata dei Mille. Ma Garibaldi, malgrado la diffidenza verso Cavour, non intende mettere in discussione l’autorità di Vittorio Emanuele II, né il suo ruolo nel processo di unificazione italiana.

E così, superato il fiume Volturno il 25 ottobre, incontra Vittorio Emanuele II il giorno successivo nel quadrivio di Taverna della Catena e  saluta il sovrano come re d’Italia, segnando in questo modo  il passaggio del potere sulle regioni meridionali dalle autorità garibaldine a quelle piemontesi. Garibaldi accompagna quindi il re a Napoli, dove Vittorio Emanuele  II fa il suo ingresso trionfale il 7 novembre. Quindi, il 9 novembre, l’eroe dei due mondi si ritira nell’isola di Caprera. Aspettando che i tempi siano maturi per tentare una nuova impresa.

 

 

 

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