3 Generations, una famiglia quasi perfetta

about_rayPresentato all’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma, e già uscito in tutte le sale italiane, 3 Generations – Una famiglia quasi perfetta (dal titolo originale “About Ray“), diretto da Gaby Dellal, ha tutto il potenziale per essere una piccola perla del cinema a tema LGBT, e non solo. 

Protagonista della storia è un giovane transessuale (FtoM Female to Male), ovvero una ragazza che ha deciso di intraprendere la transizione per diventare del sesso opposto, un maschio.
Non è la prima volta che il cinema racconta di giovani ragazze che sentono la necessità di trascendere il loro vero genere fingendosi uomini, esempi possono essere il film Boys Don’t Cry o Tomboy, ma si trattava comunque di produzioni indipendenti, non legate alla distribuzione mainstream, e che si limitavano a raccontare questo tipo di realtà come una condizione finta, nascosta e occultata agli altri. Non è il caso di questa pellicola.
 
Lo schermo ci catapulta da subito al fulcro della questione, con la voce del protagonista che condivide con lo spettatore questa frase: “Ogni anno soffio sulle mie candeline ed esprimo lo stesso desiderio: vorrei essere un maschio”.
Ray (Elle Fanning), ci viene presentato con queste parole mentre è intento a sfrecciare per le strade di New York sul suo skateboard. Un mezzo di trasporto che sarà ricorrente come valvola di sfogo per il ragazzo, quando la situazione in casa sarà troppo opprimente, e che darà occasione al regista per creare immagini quasi astratte.about_ray_poster
 
La destinazione del viaggio sulla tavola a quattro ruote la porta ad un incontro con la sua famiglia e un medico. Un incontro che è destinato a darle una buona notizia. Ray può, infatti, intraprendere la cura ormonale ma, essendo minorenne, ha bisogno della firma di entrambi i genitori su un documento.
Il giovane non vede l’ora di iniziare la terapia e cambiare vita, cambiare scuola, staccare da quel passato che lo riconosce con un nome che non ritiene suo, Ramona. Da questo momento tutto potrebbe sembrare così immediato, semplice e veloce, ma non sarà così. Una delle due firme necessarie, quella del padre, figura sempre mancata nella vita del ragazzo, sarà difficile da ottenere. Questo documento diverrà quindi come un testimone che i personaggi si passano nel corso del film. Stropicciato, appallottolato, sballottato, piegato e imbustato. Questo foglio è la rappresentazione dell’obiettivo, del desiderio espresso da Ray ad ogni suo compleanno. 
 
La mancanza della figura paterna è solo uno dei diversi motivi per il quale la famiglia del protagonista non è definibile come tradizionale. Il giovane infatti vive con sua madre Maggie (Naomi Watts), sua nonna materna Dolly (Susan Sarandon) e la compagna di quest’ultima, Frances (Linda Emond). Una famiglia tutta al femminile, eccetto Ray, l’unico maschio della casa, se si tralascia quel piccolo dettaglio che è il suo sesso. Le donne adulte del gruppo sembrano volere in tutti i modi escludere dalle proprie vite la figura maschile, nonostante questa sarà indispensabile per il raggiungimento dell’obiettivo di Ray.
 
Ray nonostante tutto, non è altro che un giovane ragazzo che, come qualsiasi adolescente, cerca di lottare con una realtà che non sente sua. Dalle parole della compagna di classe, per la quale ha una cotta, al ponte in acciaio rosa, non scelto casualmente di quel colore, che si troverà a skateare, il mondo sembra continuamente sbattergli in faccia che non è un uomo come sente di essere.
 
3 Generations è una commedia delicata e sincera, autentica. Ed è proprio la ricerca dell’autenticità e ciò che essa comporta, nel bene e nel male, che pervade tutto il film. Un tema così difficile e controverso, ma sempre più esposto mediaticamente, è forse stato trattato in questa pellicola in un modo in cui mai era stato fatto. La confusione, non voluta ma comunque subita dalle persone che stanno accanto a Ray, è rappresentata in modo emblematico dal loro continuo confondersi nel rivolgersi a lui a volte usando il maschile, a volte usando il femminile. La richiesta è quella di superarla, per raggiungere ciò che dall’inizio un personaggio come Ray ha bisogno dalle persone che la amano: comprensione, accettazione e sostegno.
 

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