Globetrotters e il basket diventa spettacolo

Harlem Globetrotters

di Giacomo Laviosa

Gli Harlem Globetrotters sono nati con lo scopo di intrattenere il pubblico nelle sale da ballo americane durante l’intervallo degli spettacoli delle big bands.  Nel 1927 al Savoy Hall di Chicago, un ebreo di nome Abe Saperstein, ebbe l’originale idea di montare due canestri da basket e organizzare un incontro sfida tra i suoi Five Savoy, giganti di colore, e cinque  spettatori del pubblico, per una scommessa di cento dollari.
Cominciarono allora le fortune di questo gruppo che prese ben presto il nome di Harlem, il nome del quartiere nero di New York, per enfatizzare la loro origine afro-americana anche in segno di protesta dato che, all’epoca, ai neri era interdetta la partecipazione ai campionati  nordamericani di basket e baseball, i due più importanti sport nazionali. Nonostante l’alto tasso tecnico, Abe Saperstein si rese presto conto che al pubblico piaceva soprattutto la parte d’intrattenimento dello spettacolo, con i tanti risvolti  comici. Dopo la Seconda guerra mondiale, i Globetrotters divennero veramente “globetrotters”, trasformando a poco a poco il loro stile di gioco fino ad arrivare a proporre uno stile sempre più  comico che li contraddistingue  rendendoli più noti per lo spettacolo che offrono che per lo sport praticato. Nel tempo, hanno vestito la maglia del team grandi campioni, come il mitico Wilt Chamberlain, stella dell’NBA tra gli anni ’60 e ’70, e Earvin “Magic” Johnson. Lo show degli Harlem Globetrotters, però, non si limita alla sola pallacanestro ed alla partita giocata contro la squadra avversaria. I giocatori,  vestiti con la classica divisa a stelle strisce, appassionano sempre gli spettatori, specialmente i bambini, coinvolgendoli in scherzi e giochi spassosi.
Oggi gli Harlem Globetrotters si allenano pubblicamente al Walt Disney World Resort a Orlando, Florida. Nel 2013 è stato assegnato loro il Premio  Eddie Hamel, riservato agli sportivi impegnati contro il razzismo.

Giacomo Laviosa

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