A Bergamo due iniziative per la pace

Due le iniziative che si svolgeranno a Bergamo nei prossimi giorni e che hanno per tema la pace.

La prima è il 6° appuntamento GIOVANI DELLA PACE organizzato  per l’11 Maggio 2019 ore 15.00  (Piazza Vittorio Veneto)  dal Sermig – Arsenale della Pace di Torino.

Una città, una piazza, testimonianze di pace, decine di migliaia di giovani da tutta Italia e delegazioni da altri Paesi del mondo, nel segno del dialogo, della solidarietà, dell’impegno a costruire un mondo migliore.
Giovani e adulti insieme per chiedere pace in un mondo segnato dai conflitti, pace in una società sempre più divisa, pace nelle relazioni personali.
Qui programma e informazioni: https://www.giovanipace.org/
 
La seconda iniziativa è il Festival “Fare la pace” dal titolo quanto mai attuale “In nome del popolo sovrano: inquietudini, sogni e realtà” che si svolgerà sempre a Bergamo dal 15 al 19 maggio e prevede un programma ricco e articolato.
Qui programma  e informazioni: https://bergamofestival.it/programma/

Questi anni di insistente crisi economica hanno portato alla luce profonde mutazioni nel tessuto sociale della vita collettiva. Si è in particolare resa manifesta l’ampiezza di uno scollamento che separa sempre di più le masse popolari dalla cultura delle cosiddette élite, il senso comune dai saperi specialistici, i ceti medi dalle rappresentanze istituzionali. In questa incomprensione sempre più conclamata è venuto meno il ruolo dei vecchi corpi intermedi che assicuravano una elaborazione culturale e politica ai problemi e allo scontento della cosiddetta gente.

Il campo del confronto politico ha visto così emergere e trionfare un po’ ovunque forze di governo che si presentano come dirette rivendicazioni delle ragioni popolari. Il popolo sembra essere andato al potere. Ovunque nel mondo il consenso pubblico va a forze politiche di aperte posizioni sovraniste e di chiari orientamenti protezionistici. Gli umori sociali in cui tutto questo si rende possibile sono quelli che congiungono malcontento a utopia, problemi reali e risposte immaginarie, effettivi limiti di sistema a irrealistiche prospettive di cambiamento. Il tutto assecondato dalla demagogia dei nuovi leader politici che rischia di cavalcare una rabbia che, non riportata alla ragione, potrebbe trovare nuovamente sbocchi potenzialmente drammatici. In nome del popolo sovrano

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