A solo

a_solo-pardiLondra, 1927: Albert Hall è un musicista di successo, apprezzato per i suoi concerti al pianoforte, uomo schivo e riservato, sta vivendo un momento di sofferenza dovuto alla fine del matrimonio con Eliza, sua moglie per dieci anni. Una sera, durante un concerto, gli sembra di vedere fra il pubblico in sala un antico amore, degli anni in cui frequentava il conservatorio, e ne resta talmente sconvolto da non riuscire a suonare in modo adeguato alle aspettative del pubblico e della critica.

Precipitato in una forte crisi personale ed artistica, stroncato dai giornali, Albert rifiuta di proseguire i concerti, si allontana dalla musica e si chiude in se stesso.

Per cercare di superare questa fase, l’uomo si affida alle cure del Dottor Shwert, psicoanalista e padre di un suo allievo, e inizia un percorso di introspezione e di recupero dei ricordi, riesaminando quegli eventi che hanno segnato la sua vita e influenzato la sua personalità.

Albert racconterà al medico il suo rapporto con i genitori, supponenti e inclini alla critica nei suoi confronti, delle difficoltà di conformarsi alle aspettative sociali di quella ricca borghesia inglese alla quale egli stesso appartiene, ma, soprattutto, rievocherà la storia d’amore che ha segnato la sua vita, quella relazione pericolosa avuta con John, quando entrambi erano studenti al conservatorio.

Durante le sedute si instaura col medico un legame umano che supera il freddo rapporto professionale e si evolve in una sorta di amicizia, nonostante questo, Albert non si accorgerà del fatto che, in fondo, anche il Dottor Shwert è in cerca di aiuto.

Annalisa Pardi, scrittrice pisana, insegnante di teatro e scrittura drammaturgica e romanzesca, ripropone e approfondisce il personaggio di Albert Hall, che compare già tra i protagonisti del suo precedente romanzo Trio, pubblicato nel 2014 anch’esso con l’editore monzese Leone.

In questa storia lo incontriamo in un momento precedente, e scopriamo un uomo vulnerabile, sensibile e profondamente solo, che viene percepito da chi lo circonda come una persona la cui perfezione intimorisce.

L’autrice lo dipinge, invece, in tutta la sua umanità, nei momenti in cui si racconta senza reticenze allo psicoanalista, e soprattutto quando rievoca tutti i dettagli di un amore sofferto e rischioso, che andava vissuto e consumato nel più assoluto segreto, e che Albert, invece, fantasticava di poter vivere alla luce del sole.

Una storia introspettiva, narrata con sensibilità e delicatezza, in cui il vero protagonista è il punto di vista di Albert sulla sua stessa vita e sugli eventi e i condizionamenti che lo hanno portato ad essere l’uomo che è mentre racconta: solo, introverso e capace di esprimersi unicamente attraverso la musica.

 

Valeria Savio

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