Accoglienza in famiglia: un esperimento a Milano

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accoglienzadi Francesca Radaelli

Una formula innovativa di accoglienza, che mira  all’inclusione sociale dei richiedenti asilo e, nello stesso tempo, consente allo Stato di risparmiare risorse. Coinvolgendo i cittadini e sovvenzionando coloro che saranno disponibili a offrire ospitalità.

L’esperimento partirà all’interno del Comune di Milano, che ha pubblicato lo scorso 30 dicembre un bando volto a creare un elenco di famiglie disponibili ad ospitare richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale. Ciascuna di esse riceverà, da fondi statali, un rimborso spese di 350 euro mensili, che potranno arrivare sino a 400 in caso di accoglienza di più persone.

Il progetto è rivolto ad ospiti dei centri SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) che hanno già raggiunto lo status di titolari di protezione internazionale, ottenuto il quale sono autorizzati a rimanere nelle strutture finanziate dal Ministero dell’Interno per un massimo di 6 mesi.

La modalità di accoglienza in famiglia progettata dall’assessorato alle Politiche sociali del capoluogo lombardo permetterebbe di risparmiare non poco sui costi della gestione dei richiedenti asilo. Ed è proprio numeri alla mano che il Comune risponde alle obiezioni sollevate da diversi esponenti politici sull’opportunità di promuovere, anche economicamente, l’accoglienza dei rifugiati nelle famiglie milanesi.  Sottolineando in primo luogo che i fondi utilizzati sono statali e fanno parte delle risorse già destinate, a monte, allo SPRAR. E facendo poi notare che, se la permanenza nei centri SPRAR ha un costo di 35 euro pro capite al giorno, il costo preventivato dell’accoglienza in famiglia sarebbe di appena 10,50 euro, mentre la sperimentazione – che all’inizio coinvolgerà 5 rifugiati per poi estendersi ad un numero massimo di 20 persone – avrà un costo complessivo di 42 mila euro (6 mesi di accoglienza x 20 destinatari x 350 euro), a fronte dei 128.800 euro dell’ospitalità nei centri SPRAR.

“L’accoglienza in famiglia dei rifugiati – afferma l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino – ci permetterà non solo di sperimentare forme nuove e più efficaci di solidarietà e inclusione sociale, ma anche di razionalizzare l’uso delle risorse statali destinate ai richiedenti asilo, con un risparmio addirittura del 70% sulla spesa media per l’ospitalità”.

Non solo, questo “esperimento” potrebbe aprire la strada a nuove iniziative e soluzioni, da applicare ad altre problematiche sociali.

“Molto presto – annuncia Pierfrancesco Majorino – daremo avvio ad una sperimentazione simile rivolta agli sfrattati e alle persone che si trovano in difficoltà abitativa, per attivare il coinvolgimento dei cittadini, con il supporto e il coordinamento del pubblico, anche sul fronte dell’emergenza casa. Le famiglie solidali andranno così ad aggiungersi alle tante iniziative messe in campo in questi anni dall’Amministrazione per affrontare il problema”.

Le famiglie che intendono partecipare al bando dell’Amministrazione potranno inviare la domanda di partecipazione fino al 15 gennaio 2016. Sarà compito del Consorzio e della Cooperativa Farsi Prossimo (enti convenzionati con il Comune di Milano per la gestione del progetto SPRAR e convenzionati con la Prefettura di Milano per l’emergenza profughi) individuare le persone destinatarie del progetto di accoglienza, tra i cittadini titolari di protezione internazionale e destinatari di servizi istituzionali di accoglienza e di progetti occupazionali.

Francesca Radaelli

 

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