Addio alla cassa integrazione

magazzino-lavoroLa cassa integrazione non ci sarà più. Sarà introdotta l’Aspi, l’assicurazione sociale per l’impiego, che mira ad incentivare la ricerca di un nuovo posto tagliando l’assegno erogato lo spiega  Nicola Salvagnin  in un articolo scritto per IncrociNews settimanale online della diocesi di Milano. 
Nel 2014, volenti o nolenti, a finire in cassa integrazione sarà proprio la… cassa integrazione. Quella ordinaria è sì foraggiata dalle imprese, ma ormai la quantità di prestazioni erogate supera di gran lunga i fondi esistenti. Quella in deroga, poi, è al collasso. Pagata dalla fiscalità generale, deve far fronte a centinaia di migliaia di situazioni di difficoltà (e si fa fatica pure a conoscere il vero numero di persone beneficiarie dell’indennità). Concessa dalle Regioni e foraggiata dallo Stato, sta mandando in tilt il Governo stesso, costretto ogni tre mesi a trovare ingenti somme per pagare addirittura gli arretrati maturati. Una delle ragioni per cui le varie “manovre” fatte nel 2013 faticavano sempre a trovare una copertura: e i soldi per la Cig dove li troviamo?

L’Italia è l’unico Paese ad usare questo ammortizzatore sociale per chi rischia di perdere il posto di lavoro. Uno strumento diventato ormai una babele di norme, di eccezioni alla regola, di casi particolari, di tutele più o meno lunghe. Ottimo per i casi di temporanea difficoltà aziendale (“alleggerisce” gli stipendi da pagare), pessimo come metodo per permettere di ricollocarsi o quand’è usato come lunga via d’uscita dal posto di lavoro morto. Non esiste in Italia una valida macchina pubblica che aiuti i disoccupati a ricollocarsi o a riqualificarsi; ricevere per anni una discreta indennità non è per nulla di stimolo a trovare una nuova occupazione.

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