Fiore degli Aim: «Pronti a far esplodere il palco»

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Domenica 14 giugno, sul palco riscaldato dai Sandflower, seguiranno gli AIM, gruppo brianzolo DOC. Composto da Fiore – voce e chitarra; dai gemelli Camisasca: Marco – basso e cori, e Matteo – batteria, noti nel territorio per le organizzazioni delle serate a base di musica live, al Carroponte di Sesto San Giovanni e al Parco di Villa Tittoni di Desio. Il 10 febbraio 2015 è uscito il loro ultimo lavoro: “Finalmente a casa“, album prodotto in italiano, grazie a un suggerimento ricevuto da Federico, il chitarrista dei Ministri.

Ma sentiamo cosa ha da raccontarci Fiore..

Cosa pensate del BRF ?
Per la Brianza è una situazione molto interessante. Noi suoniamo da almeno dieci anni e la situazione è decisamente cambiata. Se volevi andare a un concerto, dovevi recarti a Milano. Oggigiorno c’è la possibilità di rimanere in Brianza, perché per ogni sera c’è un evento. Tutto questo anche grazie ai gemelli Camisasca e a tante altre persone, che si sono impegnate per ottenere questi risultati. Anche quest’anno, c’è proprio un bel fermento.

Il fatto di suonare insieme a IO?Drama, dato che tra voi esiste questo legame, che cosa crea in voi?

Sicuramente, la voglia di suonare meglio degli altri. (ride) Chissà, magari la possibilità fare qualche pezzo insieme, live. Dipende anche da quanto tempo abbiamo..

E invece, suonare prima degli Afterhours?

Beh. Sicuramente, è una band che rispetto, perché ha diffuso ciò che è la musica alternativa. Personalmente, non li seguo, però massimo rispetto per ciò che hanno fatto.

Parlando del vostro album “Finalmente a casa”, il termine “casa” a cosa fa riferimento?

Secondo te, che cos’è?

A mio parere potrebbe indicare che siete arrivati a un punto della vostra esistenza in cui state bene.

Ah, questa potrebbe essere un’interpretazione. A me, viene da aggiungere che se esiste un punto in cui si può star bene, a volte si fa fatica a rimanerci dentro: talvolta, si preferisce una strada più semplice, non assumersi responsabilità, ignorare i problemi.

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Come sta andando l’album?

Bene. È uscito il 10 febbraio, e sono successi tanti fatti interessanti, come l’esser stati assorbiti dall’etichetta Locusta Booking. Sono nate delle collaborazioni stimolanti, come suonare in apertura a gruppi come i Zen Circus al Magnolia. Anche i nostri concerti stanno andando bene. Poco tempo fa siamo stati a Malta, per un festival. Sono contento di approdare al BRF, soprattutto perché sono un brianzolo DOC.

Come mai avete scelto l’utilizzo dell’italiano?

Nei dischi precedenti tutti i lavori sono in inglese, tranne il penultimo che si intitola “We are saves” in cui abbiamo collaborato con il chitarrista dei Ministri, Federico Dragonia, e mentre mettevamo nero su bianco le idee, mi ha suggerito di provare a comporre un pezzo in italiano. Abbiamo realizzato uno dei primi singoli in lingua madre che è “Nemico in casa”, che è andato molto bene. Dato che a noi piace molto cambiare e sperimentare, abbiamo colto questa sfida. Provocazione che ha portato con sé una gran fatica, perché passare da una voce che fa da contorno, a parole sensate, non è stato semplice. Ho collaborato con un amico scrittore, brianzolo anche lui, e grazie al suo aiuto sono emerse queste nove tracce. Sono soddisfatto soprattutto del sound: è stato registrato tutto in presa diretta, mantenendo il nostro spirito quello caratteristico dei live, un po’ sporco, ma energico.

Tra le canzoni sono stata colpita da “Vittoria”, me la puoi raccontare?

È anche uno dei miei pezzi preferiti! Prende spunto da uno dei concerti che avevamo fatto a Malta. Ha in sé questa ambivalenza, potrebbe essere dedicato a una persona, così come a un’idea. Personalmente, la riconduco più a un’idea e a un modo di porsi. È interessante il fatto che una persona possa leggerla come meglio la sente. Il punto è chiedersi come si possa stare in piedi nonostante i fatti che accadono. Rimane comunque in un dialogo aperto, una sospensione, per cui ognuno deve comprendere e viversela ogni giorno.

Quali aggettivi useresti per descrivervi?

Imprevedibili, instintivi, energici, nostalgici, malinconici e arrabbiati.

Qualche dichiarazione particolare?

Dico solo al popolo brianzolo di accorrere il 14! Noi siamo pronti a far esplodere il palco e il parco! Sostenete la scena!

Chiara De Carli

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