Al Castello Visconteo di Novara gli artisti dell’Ottocento

di Costanza Tannaro

Novara non fa parlare di sé solo per il nuovo regolamento di polizia (no ad abiti succinti, no a bevande in vetro, no a bici legate ai pali), ma anche per le sue mostre. L’ultima, inaugurata e aperta fino al 24 febbraio, è bella e importante: “Ottocento in collezione. Dai Macchiaioli a Segantini“. E’ bella e importante perché vanta un comitato scientifico di tutto rispetto e due curatori qualificati, Sergio Rebora ed Elisabetta Staudacher. 

G. Fattori – Artiglieri sul Lungarno

Propone opere che arrivano dal collezionismo privato. Ottanta tra tele e sculture di autori  quali  Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Giovanni Fattori, Domenico e Gerolamo Induno, Silvestro Lega, Angelo Morbelli, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giovanni Segantini, Federico Zandomeneghi, citando solo i nomi dei più famosi e amati dai collezionisti. Nella seconda metà dell’Ottocento, dopo l’Unità d’ Italia, spiegano i curatori, aumenta in modo consistente il fenomeno del collezionismo di dipinti e sculture prodotto da artisti del tempo, più di quanto non avvenga negli anni precedenti. Sono i borghesi, i nuovi imprenditori e  i ricchi commercianti, attratti dall’opera d’arte come emblema del nuovo status symbol.

G. De Nittis – Eleganze a Hyde Park

Il moltiplicarsi di esposizioni nazionali di belle arti nell’ambito di più ampie mostre di prodotti industriali, agricoli e scientifici – scrivono Staudacher e Rebora –  rappresenta inoltre un momento di confronto tra la produzione di artisti di estrazione culturale diversa, agevolando la composizione di una fisionomia sfaccettata  e geograficamente trasversale di alcune collezioni.

La prima parte della mostra informa dell’affermazione delle poetiche del vero: si passa così dai temi storico-risorgimentali alla vita del nuovo stato sabaudo. Negli anni Sessanta dell’Ottocento vi è forte attenzione per il paesaggio come per il ritratto sia pittorico sia fotografico. Negli anni Novanta, pittori e scultori si interrogano sulla funzione sociale dell’arte, manifestando maggiore attenzione ai temi del lavoro, della povertà e dell’ingiustizia da un lato e dall’altro elaborando tecniche innovative come il divisionismo o risentendo degli influssi internazionali del Simbolismo.

G. Pelizza da Volpedo – Il ritorno dei naufraghi

La mostra novarese è organizzata da METS Percorsi d’arte in collaborazione con il Comune, la Fondazione Castello, ATL della Provincia e big Ciaccio Arte col patrocinio della Comunità Europea. Main sponsor Banco BPM.

Costo del biglietto: intero € 10 ridotto € 8, scolaresche € 5

Sito ufficiale: http://www.metsarte.com/

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