Alibaba e il sogno cinese 2.0

di Laurenzo Ticca

Consumate gente , consumate e soprattutto consumate in rete comodamente seduti sul divano di casa vostra. La nuova frontiera e’ rappresenta dall’ e-commerce. La piattaforma più nota è probabilmente Amazon, ma , nella guerra tra i giganti del commercio online, si profila una minaccia . Viene da Oriente. Le vie della seta oggi sono le autostrade della rete e il signore assoluto si chiama Jack Ma.

Cinese, ex insegnate di inglese, un’attitudine spiccata per la vendita. Un visionario che ha saputo trasformare un’intuizione in un sogno e il sogno in una multinazionale che nel 2015 ha sviluppato un giro d’affari pari a 450 miliardi di euro.
Lui, Jack Ma, è l’inventore di Alibaba, piattaforma nata in Cina e decisa a conquistare il mondo. Un market place costruito a partire da un’ idea molto semplice: mettere in contatto soprattutto piccole e medie aziende in Europa e nel mondo con il mercato cinese, in prospettiva un miliardo di consumatori.

Una storia, quella di Alibaba che getta luce sulla Cina, le sue ambizioni, lo sviluppo impetuoso che sta vivendo e soprattutto le trasformazioni economiche e sociali che il gigante rosso attraversa.

Nata nel 1999, oggi Alibaba ha oltre 46.000 dipendenti, 434 milioni di compratori, un miliardo di prodotti in vendita, 100.000 i brand presenti sulla piattaforma. Ogni giorno Alibaba consegna 42 milioni di pacchi. Se Amazon sfrutta il Black Friday americano per offrire prodotti scontati, Jack Ma si è inventato l’11/11 , il Single’s day, giorno in cui i singles di tutto il mondo possono farsi un regalo grazie a forti ribassi dei prezzi praticati sulla piattaforma. Bene, l’undici novembre scorso, in sole 12 ore sono stati venduti prodotti per 12 miliardi di dollari. Con un click sono stati acquistati televisori orologi smartphone e anche vetture.

A proposito di automobili, il giorno in cui la Maserati è approdata alla piattaforma Alibaba in diciotto secondi sono stati venduti 100 esemplari del Suv Levante, ultimo nato nella casa modenese. 100 cinesi che attraverso il mouse hanno speso tra i 70 e i 100.000 euro. Avanguardia di quel ceto medio in forte crescita che l’anno scorso ha superato per la prima volta quello americano (secondo un rapporto di Credit Suisse sono 109 milioni i consumatori cinesi che possono considerarsi ceto medio contro i 92 milioni di statunitensi ). Un trend in crescita che nel 2030 consentirà ad una classe media sempre più ampia di sostenere la crescita della seconda economia del pianeta.

 

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