Ancora una volta vincono le motivazioni

tifosi irlandesi

di Luigi Losa

Mettiamola così: loro, gli irlandesi (quelli di Dublino) sapevano che potevano fare il colpaccio di passare il turno e che noi, gli italiani, eravamo già lì a strologarci su come mettere sotto la Spagna lunedì prossimo avendo già liquidato la faccenda della qualificazione. Loro, gli irlandesi (quelli di Dublino) non volevano poi essere da meno dei ‘connazionali isolani’ dell’Irlanda del Nord (quelli di Belfast) che pure erano già con un piede agli ottavi.

Risultato: loro, gli irlandesi (quelli di Dublino, giuro non lo ripeto più, tanto ormai l’avete capito, mica siete tonti) pronti via sono partiti alla carica e ci hanno dato dentro, ci hanno dato dentro che nei soliti cinque minuti finali (85’ segnava l’orologio) ci hanno rifilato un gran bel gol di testa con Robbie Brady di gran lunga il migliore dei suoi. Per la verità Bonucci e Sirigu sono stati a guardarsi negli occhi una frazione di secondo in più invece di guardare l’irlandese che arrivava come un treno in corsa.

Per la verità Bonucci e Sirigu non è che abbiamo brillato per tutta la partita: il primo con la ‘scimmia sulla spalla’ (copiato dal Corriere) della seconda ammonizione che gli avrebbe fatto saltare la Spagna e dunque mai deciso e duro come al solito e come serve; il secondo con l’ombra di Buffon dietro la porta per scacciare la quale si è avventurato in uscite da brivido puro, spesso e volentieri fuori tempo e misura.

Così il pacchetto di mischia difensivo azzurro che pure è il punto di forza della squadra di Antonio Conte e della storia calcistica della patria (‘primo non prenderle’ ammoniva paron Nereo Rocco), ha dovuto affidarsi a Barzagli e Ogbonna che mica si sono tirati indietro nel confronto con i rocciosi e rubizzi biancoverdi che sbucavano da tutte le parti e hanno randellato la loro parte (ah, quanto è stato salutare per i due giocare in Germania e in Inghilterra).

Certo davanti a loro dovevano fare schermo quantomeno Sturaro e Thiago Motta che non solo hanno fatto rimpiangere Parolo e De Rossi ma addirittura fatto venire la nostalgia di Verratti e Marchisio (rimasti a casa perché azzoppati). Il primo preso in mezzo dalla furia irlandese ha perso la trebisonda, il secondo ha confermato la sua flemma ‘brasilera’ (calma, ragazzi che devo pensarci su un tantino e fare il tocchetto di fino se no non mi diverto).

Gli altri due, anzi tre, di centrocampo, De Sciglio, Florenzi e Bernardeschi, pronti via hanno subito preso delle belle mazzolate che li hanno frenati e fatto pensare alle loro preziose e milionarie gambette. Sono rimasti Immobile e Zaza a fare i gladiatori nell’arena su un campo praticamente di patate in uno stadio, quello di Lilla dove han tenuto chiuso anche la copertura mobile per aumentare l’umidità e metterci in difficoltà.

Unica attenuante, se cambi otto giocatori tutti insieme non è che puoi pensare che la squadra si trovi a memoria anche se hai fatto tutti gli allenamenti che vuoi.

Ma d’altro canto se sei già qualificato chi te lo fa fare di rischiare? E così capisci perché non valeva nemmeno la pena di mettere a rischio più di tanto i garretti di Insigne che pure se il suo tiro a giro entra in porta anziché finire sul palo, la partita è tutta un’altra storia.

Annotazione a parte riguardano i tifosi: le immagini ci hanno regalato volti rubizzi, pieni di birra ed ebbri di felicità (ho invertito gli aggettivi perché erano più ‘ciucchi’ di passione genuina e orgoglio nazionale che di Lager, Ale e Stout, le bevande che vanno per la maggiore). Uno spettacolo a parte che ha in fondo meritato il premio della vittoria e di giocarsela con la Francia (ciao, ciao anche se mai dire mai).

Bon, è andata, abbiamo perso, abbiamo rimesso i piedi per terra mentre già stavano volando sulla luna e adesso pensiamo alle furie rosse che sono un poco spelacchiate come la capigliatura di Iniesta un vero ‘scienziato’ del pallone.

Per il resto, il quadro degli ottavi si è completato e quello tra Italia e Spagna sarà il vero match clou dell’intera fase visto che Germania-Slovacchia, Francia-Irlanda, Inghilterra-Islanda sulla carta appaiono scontate quanto a risultato finale. Questo per la parte destra del tabellone, quella che fa incazzare tutti i tifosi visto che ci son finiti tutti gli squadroni e guarda caso l’Italia.

La sua rivale del girone, il Belgio babau che ha faticato a battere la Svezia quanto noi, e che ha finito a pari punti (ma ha perso con gli azzurri), vola dall’altra parte del tabellone e incontrerà l’Ungheria. Certo il resto della compagnia ovvero Svizzera-Polonia, Galles-Irlanda del Nord e Croazia-Portogallo (visto che Ronaldo è capace ancora di fare gol, e che gol, magari dopo aver visto l’ennesima prodezza del rivale di una vita Messi in Copa America?) ti fa pensare che la strada per i quarti e oltre sarebbe magari stata più agevole.

Ma scusate ‘nu poco, dove si gioca? In Francia. E se tra Spagna, Italia e Germania tra ottavi e quarti due delle tre vanno a casa chi se ne avvantaggia tra le restanti Francia e Inghilterra nell’eventuale quarto? Se tanto mi dà tanto, alla faccia di sorteggi, ranking Uefa e Fifa, teste di serie e vattelappesca, i ‘blues’ di Deschamps e di le roi Platini prima della caduta, si sono preparati bene la strada almeno per la semifinale se non proprio per la finalissima del 10 luglio allo Stade de France.

Per adesso prendiamoci pure la pausa di due giorni di disintossicazione dal ‘balun’.

 

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