Animali fantastici e dove trovarli: la recensione

animali-fantasticidi Mattia Gelosa

Nel 1926, il magizoologo Newt Scamander approda dall’Inghilterra a New York con una valigia carica di creature magiche. Deve compiere una missione segreta e non farsi scoprire dai no-mag (cioè i babbani), ma l’incidente più scontato possibile, ossia uno scambio di valigetta, fa sì che un ignaro newyorkese apra questo “vaso di Pandora” e scateni non i mali, ma i mostri.

Simpatici, ben fatti, tutti diversi: sono loro i protagonisti veri della prima parte del film, complice anche un Redmayne in perenne atteggiamento riservato, quindi poco coinvolgente, e personaggi secondari ultra stereotipati.

Il cast lavora bene e così la parte dedita agli effetti speciali, mentre a deludere sono proprio la sceneggiatura della Rowling e la regia di Yates: la storia è debole, confusa, lenta e noiosa nella prima parte, movimentata ma senza ritmo e creatività nella seconda. La regia, invece, sa di accademismo privo di inventiva, mentre le scenografie sono precise nel ricreare l’ ambiente a livello storico, ma non emozionano.

Senza dare ulteriori particolari del film, visto che gli snodi sono pochi, quello che manca è quel mix di generi che aveva reso Harry Potter una saga capolavoro sin da subito: lì avevamo personaggi chiari e a tutto tondo, misteri in stile giallo, venature ironiche da commedia per ragazzini, momenti horror e politici, sottotemi come la lotta bene/male o l’amicizia che, seppur non originali, davano un po’ di spessore in più alla vicenda.

Animali fantastici ” manca di questo mix e soprattutto non ha un target definito: troppo infantile l’inizio, troppo cupo il finale, con un cambio di genere che andrebbe bene solo se lo spettatore crescesse, come per magia, appunto, di diversi anni nel giro di un’ora.

Tutto da bocciare?

Ovviamente no, perchè, come detto, innanzitutto si salva il cast, di ottimo livello a partire da Redmayne, sempre bravo anche in un personaggio malriuscito.

Infine, questo film è buono se considerato come premessa a una nuova serie: abbiamo i maghi perseguitati in America dalla setta dei Nuovi Salemiani, il terrore causato dall’inizio delle malefatte di Grindelwald, il tema della diversità che inizia ad essere toccato. Proprio su questo punto, però, viene spontanea una riflessione: i no-mag rifiutano la magia e costringono i maghi ad essere segregati e nascosti, ma a questa situazione di razzismo non si affianca mai una riflessione sul fatto che in quegli anni gli Stati Uniti ancora erano in piena segregazione razziale contro i neri, difatti inesistenti nel film.

Peccato, perchè questo parallelismo avrebbe aiutato a dare ancora più forza al messaggio contro la diversità, che invece potrebbe supportare di più la lotta all’omofobia, visto che pare che Grindelwald in futuro si vedrà nel ruolo di fidanzato di niente poco di meno che Albus Silente!

Ecco, tutto parte da questa avventura del 1926, ossia da quando Newt Scamander inizia a scrivere il suo libro “Animali fantastici e dove trovarli”, un volume che poi sarebbe diventato un fondamentale manuale di testo degli studi di Harry Potter ad Hogwarts.

L’aggancio fra la nuova saga firmata J.K. Rowling e il mondo del maghetto più famoso di sempre finisce praticamente qui: qualche accenno alla scuola di magia di cui sopra, la presenza degli Auror, il nome di Grindelwald e di qualche creatura già conosciuta chiudono, per fortuna, la lista del “già visto” o del cosiddetto “fan service”.

Insomma, un film di scarso livello di contenuti, ma supportato da una buona forma e interessante se visto come un lungo incipit a una nuova serie di avventure.

La Rowling e la produzione, però, adesso devono iniziare a lavorare sul serio, perchè quello visto finora non può bastare.

 

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