Ogni anno perdiamo terreno

Ogni anno il mondo perde l’equivalente dell’Italia di terreno agricolo. Lo comunica il Rapporto per la sostenibilità alimentare, prodotto dalla Fondazione Barilla e dal Milan Center for Food Law and Policy. Dal rapporto, presentato il 22 aprile Giornata mondiale dedicata al Pianeta, si ricavano informazioni preoccupanti. Il 40% della superficie terrestre è utilizzato per la produzione agricola e zootecnica, ma negli ultimi 40 anni, ben il 30% di questi terreni coltivabili è diventato improduttivo. Questo significa che ogni anno perdiamo una superficie agricola grande come l’Italia.

Inoltre, la disponibilità di terra coltivata è meno della metà nei Paesi che ne avrebbero maggiore necessità, cioè quelli più poveri e con popolazione più numerosa. La scarsità di risorse idriche è la causa principale di questo sbilanciamento, ma si potrebbero fare politiche di miglioramento per un utilizzo più equo del suolo.


Tre le proposte concrete. Prima fra tutte evitare lo spreco alimentare. Ne abbiamo già parlato in altri articoli e non ci stancheremo di sottolineare questo aspetto così rilevante del problema: oltre un terzo del cibo prodotto non arriva sulle nostre tavole e in vari modi finisce in pattumiera. Da solo basterebbe a sfamare quasi un miliardo di persone malnutrite o che soffrono la fame.

Secondo punto: utilizzare il terreno agricolo per produrre cibo e non biocarburanti che servono per alimentare le auto.

Terza proposta: scegliere cibo che richieda meno suolo. Ben l’80% dei terreni sono utilizzati per il mangime che serve a sfamare gli animali, ma la carne è solo il 17% del cibo che assumiamo.

In conclusione è urgente una riflessione e soprattutto una revisione dell’intero sistema agro-alimentare globale. 

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