Antoni Gaudì y Cornet, l’architetto di Barcellona

Gaudí_(1878)di Daniela Annaro

Gaudì è Barcellona, Barcellona è Gaudì. Pochi architetti possono vantare questa specularità tanto quanto l’architetto catalano. Antoni y Cornet Gaudì  nasce  a Reus, nella Catalogna meridionale il 25 giugno 1852, Il babbo lavora e vende il rame e lui va a studiare a Barcellona , all’università, ma più che occuparsi di architetturaama la filosofia e l’estetica e tra i suoi punti di riferimento c’è  Eugène Viollet-le-Duc,  ingegnere e architetto, ma  soprattutto teorico  del recupero del  gotico francese.

Tutto questo rappresenta una sorta di viatico al  Modernismo, il movimento catalano che vedrà in Gaudì il massimo esponente. Modernismo in Catalogna, Art Nouveau in  Belgio e Francia, Liberty in Italia, Jugendstil in Germania,proprio per capire quanto Antoni Gaudì sia stato un protagonista del proprio tempo e non a caso sette delle sue opere dal 1984 sono state inserite nel Patrimonio Unesco.

A soli 31 anni, nel 1882, diventa architetto capo del Tempio Espiatorio della Sagrada Familia. Non è ancor’ oggi completata, nella migliore delle ipotesi lo sarà nel   2026. Il procedere dei lavori è discontinuo e dipende in larga parte dall’afflusso delle donazioni. Come accaduto per altri progetti destinati a durare uno o più secoli (per esempio la Basilica di San Pietro o il Duomo di Milano) la chiesa è stata consacrata ancora non conclusa,  nel 2010, da  Benedetto XVI.

Sagrada_familia

Sagrada Familia

Un’opera, questa, che lo impegna tantissimo per tutta la vita, soprattutto in età avanzata. E se la Sagrada Familia è la costruzione identificabile immediatamente  con Gaudì, nella sua biografia conta tantissimo l’incontro  con un ricco  industriale di Barcellona, il conte Eusebi Guell, vero mecenate e uomo di raffinata cultura. E’ con lui (e per lui )che costruisce alcune delle  sue opere migliori come , per esempio, il Parc Güell. Siamo nel 1900 e a partire da questo anno il genio di Gaudì si scatena. Disegna tantissimo, alcuni progetti  si realizzano: Casa Vicens, Palazzo Guell, il Collegio  di Santa Teresa del Gesù.

Una visione dello spazio   molto personale non solo sul piano decorativo, ma anche strutturale. Forme  ricche di complesse simbologie, costruzioni per le quali   utilizza materiali nuovi che lui stesso modella. Le Corbusier  lo definisce “il plasmatore della pietra, del laterizio e del ferro” come, per esempio, Casa Batlò del 1906.

Casa Batllò

Casa Batllò

Appare come  modellata  da mani gigantesche, ricoperta da pietre  di vetro di colori diversi, con i balconi che sembrano essere delle ossa, per non parlare del tetto ricoperto di squame ondeggianti.  Un organismo vivente più che un edificio esattamente come proclamava Gaudì,  e dunque come organismo  deve  rispettare le leggi della natura.

Più ottiene  successo nella ricca ed effervescente Barcellona, più Gaudi abbandona la vita mondana richiudendosi in se stesso, nella propria fede cattolica di cui è  fervente credente.Il 7 giugno 1926, con miseri panni addosso, è investito da un tram. Nessuno riconosce in lui il celebre architetto della Sagrada Familia a cui sta ancora lavorando se non il prete dell’ospedale dei poveri dove viene ricoverato. Muore tre giorni dopo. Al suo funerale  partecipa tutta Barcellona, estremo omaggio all’uomo  che renderà universale la loro città.

 

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