Auto elettriche: sarà l’anno buono?

di Francesca Radaelli

Non più a gas o a cherosene, niente più carbone mai più metano”. Così cantava Rino Gaetano 46 anni fa, fotografando un mondo che si muoveva – e si riscaldava – grazie al petrolio, il famigerato ‘oro nero’ che è stato e continua a essere causa di immense ricchezze e terribili guerre.
Oggi forse la situazione  non è molto cambiata, anche se si parla sempre di più di energie rinnovabili e automobiliche funzionano a elettricità. E sembra essere messo sempre più in discussione quello che è stato, e che ancora è,  il ‘motore’ del mondo.

A remare in questa direzione è la progressiva trasformazione delle politiche energetiche di alcuni stati, che sempre più prevedono forme di incentivazione volte a sostenere gli acquisti di veicoli ‘green’.

Tra questi, a partire da quest’anno e forse un po’ a sorpresa, c’è anche l’Italia. Con l’anno nuovo, infatti, entra in vigore il cosiddetto ‘ecobonus’ inserito dal governo nella manovra finanziaria, che si propone di favorire l’acquisto di auto elettriche o ibride, attraverso una serie di incentivi fiscali. Un emendamento controverso, che ha suscitato l’ennesima spaccatura tra le diverse anime del governo, fortemente voluto dalle correnti più ecologiste del Movimento 5 Stelle e duramente criticato da diversi esponenti della Lega. Ma che è sopravvissuto ai vari interventi effettuati sul testo della legge di bilancio e che segna il debutto in Italia di un meccanismo di incentivazione per le auto elettriche, che guarda a quelli già da tempo adottati da altri paesi europei, dalla Norvegia alla Germania.

Incentivi fino a 6mila euro per le auto ecologiche

Viste come una possibile soluzione al problema sempre più grave dell’inquinamento urbano, le vetture che funzionano a elettricità non riescono a conquistare il mercato di massa soprattutto per via del prezzo ancora troppo elevato, e non certo alla portata di tutte le tasche. Uno sconto di seimila euro come quello previsto dall’ecobonus potrebbe in tal senso fare la differenza.

L’incentivo è applicabile però solo a determinate condizioni. Occorre precisare infatti che il contributo di 6.000 euro è previsto solo per chi rottama la vecchia auto e compra un veicolo elettrico nella fascia di emissioni 0-20 grammi/km di Co2, mentre per la fascia di 21-70 grammi/km di Co2, si scende a 2500 euro. Senza rottamazione, si avranno rispettivamente 4mila o 1.500 euro. La misura sarà adottata in via sperimentale per gli anni 2019, 2020 e 2021, e si applica all’immatricolazione di un’auto a basse emissioni di anidride carbonica, tanto ai veicoli totalmente elettrici quanto a quelli ibridi.

Previsti sgravi fiscali anche per l’acquisto e l’installazione di infrastrutture per la ricarica dei veicoli alimentati a energia elettrica, compresa l’eventuale richiesta di un nuovo contatore fino a un massimo di 7 kW: la detrazione prevista è pari al 50% dell’imposta lorda su una spesa totale massima di 3mila euro.

Per promuovere la mobilità elettrica, il governo ha previsto lo stanziamento di 60 milioni di euro per il 2019. Ulteriori 140 milioni sono previsti tra il 2020 e il 2021: probabilmente saranno ricavati proprio dalla cosiddetta ‘eco tassa’ sulle auto più inquinanti, che tante polemiche ha suscitato.

Una tassa sull’inquinamento?

È infatti l’altra faccia della medaglia, il ‘malus’ che fa da contraltare al bonus, la parte più controversa della misura varata dal governo. Il maxiemendamento prevede infatti un’imposta sull’acquisto di auto nuove parametrata alla quantità di CO2 emessa mediamente per km dal veicolo. L’imposta, che sarà applicata dal primo marzo 2019 al 31 dicembre 2021, prevede  una suddivisione in quattro fasce di emissioni di CO2: per 161-175 g/km ammonterà a 1.100 euro, per 176-200 a 1.600 euro, per 201-250 a 2.000 euro, mentre sopra i 250 comporterà un versamento aggiuntivo di 2.500 euro. L’imposta non sarà però applicata ai veicoli per uso speciale, vale a dire camper, veicoli blindati, ambulanze, auto funebri, veicoli con accesso per sedia a rotelle, caravan, gru mobili, carrelli dolly, rimorchi per trasporto eccezionale.

Nel 2018 il mercato delle auto elettriche è cresciuto del 148%

Se i commenti più critici alla misura hanno sottolineato, tra le altre cose, il pericolo di disincentivare l’acquisto di vetture nuove, prolungando la circolazione di quelle vecchie, comunque più inquinanti rispetto ai nuovi modelli anche non elettrici, bisogna però dire che il mercato si sta già muovendo di per sé verso i veicoli più green. Basta guardare ai dati recentemente diffusi dall’Unrae, l’associazione delle case automobilistiche estere. Numeri che si riferiscono al 2018, anno in cui – è bene precisarlo – il settore dei veicoli elettrici non ha goduto di nessun tipo di incentivo statale. E che fotografano un mercato in cui il calo complessivo delle vendite raggiunge supera il 3% e l’unico settore in crescita è proprio quello delle auto green, che ha registrato un aumento delle immatricolazioni in tutti i mesi dell’anno, e un incremento totale delle vendite pari al 148% rispetto all’anno precedente. Le auto ibride (benzina/diesel + elettrica) hanno registrato un aumento delle vendite pari a oltre il 30%. In particolare la crescita è stata del 28% per le immatricolazioni di veicoli HEV (Hybrid Electric Vehicles) e del 60% per le PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicles).

Nelle aree urbane continua però a salire il livello di emissioni di CO2: nel mese di dicembre la media ponderata ha fatto segnare un incremento del 7,1% (a 120,6 g/km) e a fine anno dell’1,8% a 114,4 g/km, rispetto ai 112,4 dell’anno precedente. Insomma, da una parte l’allarme sull’inquinamento urbano si fa sempre più pressante, mentre dall’altro lato il mercato dell’automotive anche in Italia sembrerebbe muoversi sempre più verso l’elettrico.

La mossa del governo a sostegno delle auto green sarà in grado di indirizzare il mercato in modo più radicale? Il 2019 sarà l’anno dell’auto elettrica nel nostro Paese? Senza dubbio occorrerà considerare anche altri fattori, primo fra tutti la diffusione di colonnine di ricarica per i veicoli green.

La denuncia di FIAB & Co.

Intanto però diverse associazioni impegnate sul fronte della mobilità sostenibile lanciano un allarme che riguarda un altro provvedimento inserito nella Legge di stabilità. Il Governo ha infatti inserito una modifica pericolosa al Codice della Strada: si tratta di una norma, il comma 103, che obbliga i Comuni a consentire “in ogni caso” a tutte le auto elettriche e ibride la circolazione nelle aree pedonali e nelle ZTL.

A nostro parere”, si legge nella lettera sottoscritta, tra gli altri, dalla Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta), da Legambiente, da Cittadini per l’aria, “questo intervento è una mostruosità che riporta indietro il Paese di almeno 50 anni, cancellando con due righe improvvisate i risultati raggiunti in decenni su mobilità sostenibile e tutela di piazze e strade delle città italiane, a danno di abitanti, commercianti, turisti e monumenti, alla faccia anche della sicurezza delle persone“. “E’ questo il cambiamento?”, si domandano le associazioni. “E’ davvero il ritorno al passato della motorizzazioneche occupa ogni spazio urbano l’unica direzione che si intende prendere per mostrare la “novità”? Dov’è finito l’impegno alla “dieta del traffico”, ossia a togliere auto dalle città per renderle di nuovo vivibili e sicure, sottoscritto da tanti candidati, compreso il vicepremier Di Maio, in campagna elettorale?”

 

 

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