Qui i bambini giocano ancora per strada

Daniela Zanuso

Non si sa esattamente chi abbia dato avvio all’iniziativa, si sa che l’ultima campagna è partita da Borgomaro, un paesino di 900 abitanti vicino ad Imperia. Qui, il primo cittadino da anni si sta impegnando per mantenere intatto quello che oggigiorno viene considerato un vero tesoro: i bambini. In questo paesino sono circa 80, non male in rapporto al numero degli abitanti. Il Sindaco Massimiliano Mele, dopo aver investito in scuola materna ed elementare, campo da volley e da calcetto, parco giochi super attrezzato, ha deciso di far apporre all’ingresso del paese un cartello: ”Rallentare. In questo paese i bambini giocano ancora per strada”. E’ stata gettata nel cestino la vecchia ordinanza che proibiva ai bambini di giocare per strada e con quella nuova il sindaco ha deciso di aprire il centro del paese alle famiglie e ai loro figli . I bambini girano in bicicletta,  giocano con la corda, con la palla …

E siccome è un’ idea che costa poco e fa bene alla comunità,  altri sindaci l’avevano già copiata da tempo. Sfruz in Trentino pare sia stato uno dei primi e anche Licenza in provincia di Roma, a cui hanno fatto seguito Fiorano Canavese in Piemonte, Tagliacozzo e  Lentella in Abruzzo, Sorbo in Campania. Naturalmente ognuno ci ha messo del suo, per cui le varianti sono numerose: oltre alle strade aperte ai soli bambini, i sindaci offrono agevolazioni per chi sposta la residenza e fa frequentare ai figli  la scuola del paese, o la possibilità di acquistare casa a prezzi davvero stracciati con il solo impegno di abitare nel comune. 

Legambiente, che da anni ha promosso l’iniziativa “100 strade per giocare”, quest’anno il 15 aprile è tornata con il tradizionale appuntamento a Faenza. La strada diventa in questo modo luogo di gioco e di incontro, di spazio vissuto con ritmi lenti, sottratta alle automobili, al rumore del traffico e all’inquinamento del benzene e del monossido di carbonio.

Una rincorsa insomma,  a cercare di mantenere quell’equilibrio tra popolazione anziana e giovani che, considerata la bassa natalità del nostro Paese, sono diventati un bene prezioso.

 

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