Servizio Civile: un’esperienza che lascia il segno

di Fabrizio Annaro

La scadenza del bando del Servizio Civile Universale 2021 destinato ai giovani dai 18 ai 29 anni non compiuti, italiani, comunitari o non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia, è il prossimo 10 febbraio alle ore 14:00. 

Svolgere il Servizio Civile è un’esperienza che lascia il segno. Lo confermano le testimonianze di alcuni giovani che stanno svolgendo Servizio Civile. Iniziamo con le testimonianze di Jessica, Gaia, Joshua, Eleonora che sono attualmente in servizio presso le strutture de La Cooperativa la Meridiana. Altre testimonianze sono reperibili in un podcast realizzato dalla Cooperativa Spazio Giovani 

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Jessica 29 anni: ogni attimo passato con loro mi ha emozionato! 


Ogni sorriso che ho ricevuto è stato come un tesoro per me. Sono soddisfatta del mio viaggio perchè, non so se sono arrivata al cuore di qualcuno ma sicuramente nel tragitto ogni ospite mi ha insegnato qualcosa e ogni attimo che ho passato con loro mi hanno fatto emozionare. Spero comunque col mio servizio di avergli trasmesso un po’ di amore, quello che loro hanno infinitamente trasmesso a me. 

 Gaia 28 anni: ho imparato che la gioia si trova nelle piccole cose

Un percorso ricco di emozioni, dove ho imparato che spesso la gioia si trova nelle piccole cose: negli istanti trascorsi in compagnia, nei sorrisi che un residente decide di donarti, nell’ascoltare le storie di vita di ognuno di loro e nel vederli felici insieme a te.

Joshua  23 anni: la malattia “non sconfigge” gli ospiti

Ogni giorno, poter osservare come la pesantezza della malattia non sconfigga gli ospiti ma, al contrario, doni loro un motivo per scoprire e apprezzare al massimo il cuore vitale di ciò che ci circonda, ci aiuta nel divenire più leggeri anche noi.

Eleonora 22 anni: vivere nel qui ed ora

C’è una cosa che il Paese, meglio i residenti, mi stanno insegnando: quella di vivere nel qui ed ora, non in maniera rancorosa nel passato, non in maniera ansiosa nel futuro, ma esattamente qui, nel presente. Non ci si ricorda di ieri, non si sa ancora nulla del domani, godiamoci allora il presente, l’unica realtà che ci è dato di vivere davvero. Ad aprile dell’anno prossimo avrò terminato il servizio. La maggior parte dei residenti, una volta finito questo mio viaggio, non si ricorderà di me, eppure sapere che anche solo per un istante, loro sono stati felici, divertiti o emozionati al mio fianco o insieme a me, beh, questo mi basta e penso sia un bell’insegnamento per tutti quanti. Se non sono le emozioni che proviamo quelle che contano davvero, allora ditemi voi, che cos’è?