Baviera, terra di storia e tradizione

Dal 28 marzo al 1°aprile, le classi quinte alberghiero del Collegio Ballerini di Seregno sono state coinvolte in una gita culturale alla scoperta della tradizione dei produttori di birra bavaresi e della storia della regione, con le sue peculiari città d’arte.

Prima destinazione del viaggio degli studenti è stata Kulmbach, città nota per la sua storia e tradizione di mastri birrai. La birra qui prodotta, infatti, la “Kulmbacher”, premiata in tutto il mondo, segue da sempre disciplinari di produzione rigidissimi e rispettosi della tradizione.

Proprio per questo motivo la prima meta dell’uscita scolastica è stata subito oggetto di grande interesse per i ragazzi partecipanti, dato che hanno finalmente potuto vedere concretamente ciò che era soltanto stato studiato a scuola: quando la teoria diventa realtà, la passione per l’enogastronomia diviene fascino e sincera ammirazione. Inoltre, grazie a Fabio Mondini, personaggio di alta levatura dell’AIS Italia (Associazione Italiana Sommelier),  le classi hanno avuto la possibilità di visitare il museo del malto e il maltificio “Kulmbacher”, strutture normalmente riservate ad un pubblico esclusivissimo o, in parecchi casi, completamente precluse ai visitatori.

foto di gruppo della 5^D

Nei due giorni successivi l’interesse dei ragazzi è stato sapientemente portato sulla storia della regione, attraverso due città universitarie, tra le più conosciute e particolari della Baviera: Bamberg e Wurzburg. In entrambi i casi gli studenti sono stati seguiti da guide locali, che, con una preparazione non indifferente e degna di nota, li hanno accompagnati attraverso il passato delle due città, usando come riferimenti i monumenti e le antiche strade, per non parlare di strutture degne di riconoscimenti dell’UNESCO, come la Residenza Reale di Wurzburg o la cattedrale gotica di Bamberg. Anche in questo caso a farla da padrone è stata l’esclusività del percorso seguito: non è quasi mai concesso dalle autorità turistiche locali l’accesso, o anche solo la visita, di molte delle strutture e dei luoghi visitati invece dalle classi, e tutto questo va ad impreziosire quello che è stato il programma dell’uscita culturale.

Dagli organizzatori, a cui va un grande riconoscimento, non è stato tralasciato neanche il lato umano, come spesso accade nell’organizzazione delle gite scolastiche: l’ultimo giorno i ragazzi hanno avuto l’occasione di visitare l’ex campo di concentramento di Dachau, sempre con l’ausilio di una preparatissima guida. In una mattinata hanno avuto di nuovo la possibilità di tastare concretamente quello che fino a quel momento avevano soltanto intravisto studiando a scuola: il risultato è stato un momento di raccoglimento e di riflessione non indifferente sui drammi verificatisi in quel luogo. Istanti, questi, che vanno ad evidenziare la profondità dei legami e delle relazioni che si sono creati tra i ragazzi grazie ad una scuola che vuole insegnare anche i valori della la vita e non soltanto lo studio sui libri.

È opinione comune degli studenti che questa uscita culturale andrebbe riproposta anche in futuro, sia perché costituisce un percorso completo attraverso la storia, la tradizione e la bellezza della Baviera, sia perché porta alla luce una serie di legami interpersonali che solo una scuola diversa dalle altre può creare, mantenere e migliorare come è stato fatto per quella che, per tutti, rappresenta la gita più speciale: l’ultima uscita scolastica prima della maturità.

Federico Zagagnoni

5^ Alberghiero D

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