Benvenuto, Francesco

La redazione di Scaccomatto dà il benvenuto a Papa Francesco dedicando al Santo Padre le sue riflessioni.

Papa Francesco ti onoro perché la tua missione è finalizzata a portare la Chiesa al servizio di tutti.

Fa’ che il tuo pensiero ci aiuti a divulgare, a spargere come semi di polline la parola “misericordia”, affinchè tale essenza possa arrivare all’evoluzione del Vangelo, ma per questo è necessario l’impegno e l’umiltà di tutte le persone.

Mi piaci anche quando dici: “Io chi sono per giudicare?”. Giudicare chi ha commesso malefatte o chi non si è comportato bene, ma soprattutto “Io chi sono per giudicare”? la delicata questione delle coppie di fatto e dell’omosessualità.

A mio parere siamo tutti uguali davanti agli occhi del Creato.

Bisogna far capire alla popolazione e all’opinione pubblica, che spesso critica e ignora tale realtà, che l’omosessualità non è una malattia. Io credo che queste persone debbano essere aiutate a innalzare il loro grido, che debbano essere tutelate e che si debba garantire loro una dignità di uguaglianza, di bellezza, verità e giustizia, come il Mistero ci insegna e trasmette attraverso le Sacre Scritture.

Ognuno è libero di esprimere la propria sessualità come meglio crede, senza giudizio; e pensare che proprio Gesù era il primo che frequentava gli ultimi della società di allora, come esattori delle tasse, prostitute, usurai e repubblicani.

Gesù diceva: “Non giudicate se non volete essere giudicati”. Dobbiamo essere più aperti e accoglienti, come anche tu, papa Francesco, ci ricordi di fare memoria sempre. Grazie!

Gianluca

 

“Il vero potere è il servizio. Bisogna custodire la gente, aver cura di ogni persona con amore, specialmente dei bambini dei vecchi di coloro che sono più fragili che spesso sono nella periferia del nostro cuore”

Il Papa ha un’attenzione particolare nei confronti dei malati e degli umili e alle condizioni di vita di queste persone. Invita chi si prodiga ad aiutarli a partire dai loro familiari che svolgono un ruolo importante perché “abbiamo bisogno dell’affetto dei famigliari perché ci conoscono meglio per sentirci amati, della loro protezione per sentirci sicuri, della loro compagnia per non sentirci abbandonati, della loro comprensione e pazienza per non considerarci un peso e un disturbo. Abbiamo bisogno del loro aiuto per poter affrontare la malattia e le sue conseguenze”.

La famiglia ha sempre avuto un ruolo centrale nella cura e i familiari hanno un compito importante, per questo vanno sostenuti e aiutati. Il ruolo fondamentale, e più difficile, è stare vicino a un malato e renderlo consapevole della sua condizione per arrivare a una sorta di “accettazione”. Chi sta vicino a una persona con difficoltà deve armarsi di tenacia e tanta pazienza e deve anche avere il cuore umile e disposto all’ascolto. Il Papa, secondo me, tiene tanto alla gente e al loro benessere perché ha interiorizzato il significato della sua missione, che è esortare a fare del bene a quelli che ci amano, ma anche e soprattutto a quelli che ci odiano, come dice il Vangelo.

La caratteristica di papa Francesco è anche quella di fare azioni concrete in favore delle persone in una certa condizione, come ad esempio le Sante Messe che lui celebra all’interno del penitenziario romano di Rebibbia. Egli va per dire ai carcerati che se per gli uomini e la giustizia essi sono colpevoli, per Dio e ai suoi occhi loro possono sperare nel perdono perché Dio, nella sua infinita bontà, può perdonarli, se essi arrivano a un pentimento e a una consapevolezza di ciò che hanno fatto.

Farsi prossimo è una cosa molto difficile ma è utile per seguire l’insegnamento di Gesù. Per me significa stare vicino all’altro, aiutarlo, stargli accanto senza sostituirsi a lui ma lasciandolo libero di scegliere e sbagliare.

Custodire ha un’accezione di assistenza e protezione. Il custode ha cura, cerca di evitare che la persona si metta in pericolo senza però ostacolarla. Custodire vuole dire “tenere nel proprio cuore”, è dal saper custodire che si può instaurare un rapporto di fiducia.

Cristina

Foto Ansa

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