Biennale Architettura, al via la 16ª edizione

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Al via la sedicesima edizione della Biennale Architettura aperta al pubblico a Venezia (Giardini e Arsenale) fino al 27 novembre 2016. Tagli di nastri, ieri 28 maggio, con il presidente del consiglio Matteo Renzi e il presidente  della Biennale di Venezia Paolo Baratta.

Pubblichiamo l’intervento del curatore, l’architetto cileno Alejandro Aravena.

Durante un suo viaggio in America del Sud – racconta Alejandro Aravena – Bruce Chatwin incontrò un’anziana signora che camminava nel deserto trasportando una scala di alluminio sulle spalle. Era l’archeologa tedesca Maria Reiche, che studiava le linee di Nazca. A guardarle  stando con i piedi appoggiati al suolo, le pietre non avevano alcun senso, sembravano soltanto banali sassi. Ma dall’alto della scala, le pietre si trasformavano in uccelli, giaguari, alberi o fiori.

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Alejandro Aravena – foto Giorgio Zucchiatti

[…]Vorremmo che la 15ª Mostra Internazionale di Architettura offra «un nuovo punto di vista, come quello che Maria Reiche aveva dall’alto della scala. Di fronte alla complessità e alla varietà delle sfide che l’architettura deve affrontare, Reporting from the front si propone di ascoltare coloro che sono stati capaci di una prospettiva più ampia, e di conseguenza sono in grado di condividere conoscenza ed esperienze, inventiva e pertinenza con chi tra noi rimane con i piedi appoggiati al suolo.»

Studio Bernaskoni
Studio Bernaskoni

[…]La nostra proposta curatoriale è duplice: da una parte, vorremmo ampliare la gamma delle tematiche cui ci si aspetta che l’architettura debba fornire delle risposte, aggiungendo alle dimensioni artistiche e culturali che già appartengono al nostro ambito, quelle sociali, politiche, economiche e ambientali. Dall’altra, vorremmo evidenziare il fatto che l’architettura è chiamata a rispondere a più di una dimensione alla volta, integrando più settori invece di scegliere uno o l’altro.

Padiglione Italia
Padiglione Italia

Reporting from the front riguarderà la condivisione con un pubblico più ampio dell’opera delle persone che scrutano l’orizzonte alla ricerca di nuovi campi di azione, offrendo esempi in cui più dimensioni vengono sintetizzate, integrando il pragmatico con l’esistenziale, la pertinenza con l’audacia, la creatività con il buonsenso. Questi sono i fronti da cui vorremmo che vari professionisti ci dessero notizie, condividendo storie di successo e casi esemplari in cui l’architettura ha fatto, fa e farà la differenza.

Paulo David
Paulo David

Per individuare tali esempi, siamo partiti da quattro diverse angolazioni:

Temi: Siamo giunti a un elenco di problematiche da affrontare. Disuguaglianza, sostenibilità, insicurezza, segregazione, traffico, inquinamento, spreco, migrazione, calamità naturali, casualità, periferie e carenza di alloggi sono problemi in cui i bisogni primari i diritti umani sono a rischio. Siamo andati a cercare professionisti creativi, innovativi e desiderosi di avventurarsi in campi così complessi.

Progetti: Eravamo a conoscenza di progetti che secondo noi avevano apportato un contributo.

Architetti: Abbiamo contattato coloro che ammiriamo, o che avevano alle spalle una produzione qualitativamente costante.

Candidature spontanee

Continuando su questa linea, siamo passati a invitare le persone. Non ci eravamo prefissati alcuna quota geografica, di età o di genere: abbiamo cercato soltanto la qualità. Alcuni non hanno mai risposto. La maggior parte ha accettato la sfida e ha iniziato un dialogo con il team curatoriale.

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Alonso De Santos Estudio

Volevamo che la selezione finale fosse in grado di evidenziare alcune caratteristiche: per esempio, desideravamo dare risalto a quegli studi che, anche nelle circostanze più convenzionali (costruire edifici), hanno risposto con precisione e coerenza alle richieste, hanno realizzato i bisogni e i desideri che li avevano originati, resistendo alla prova del tempo. Volevamo insistere (e continueremo a farlo finché non diventerà un denominatore comune) su quegli esempi che, evitando tendenze e mode, hanno resistito alla tentazione di inutili orpelli.

Arsenale di Venezia - Sale d'armi
Arsenale di Venezia – Sale d’armi

Volevamo riuscire a mettere insieme una certa “massa critica” di architetti, più o meno giovani, più o meno famosi, che fossero alla ricerca di un infinito senza tempo, pur rimanendo desiderosi di rispondere alle sfide dei nostri giorni. Abbiamo cercato progetti capaci di integrare più di una dimensione alla volta, componendo vecchie tematiche in modo originale, per muoversi in avanti. In ogni caso, era fondamentale ci fosse una proposta; limitarsi a sollevare la consapevolezza di un problema (o fare ricerca), a prescindere da quanto rilevante fosse la sfida, non era abbastanza.

Paolo Baratta
Paolo Baratta

L’importanza del problema o la difficoltà delle circostanze non dovrebbe giustificare i professionisti dal non rispondere con un’architettura di qualità. Né era sufficiente l’approccio opposto: edifici belli, ma che non riescono a esprimere quale problema cerchino di affrontare non sono stati selezionati. Abbiamo fatto del nostro meglio per scegliere esempi che affrontano un problema importante e per il quale una architettura di qualità ha fatto la differenza“.

Alejandro Aravena

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