Bill Viola alla Cripta del Santo Sepolcro a Milano

di Daniela Annaro

Cinque uomini contro una parete scura sono in attesa di un evento. Contemplano, riflettono, si stupiscono, si interrogano. Attendono la manifestazione di un ente superiore? Il Quintetto del Silente o più propriamente “The Quintet of Silent” (2000), come   l’artista americano Bill Viola (New York, 1951) ha intitolato l’opera, suggerisce questo. Un video di grandissima suggestione che è  parte della mostra che si aprirà il prossimo 18 ottobre in un contesto di forte spiritualità: la Cripta del Santo Sepolcro  a  Milano (Piazza San Sepolcro,1).


Una chiesa sotterranea, testimonianza della Milano romana, la Mediolanum del I secolo d.C. Un luogo amatissimo da San Carlo e  da Federico Borromeo, riaperto da poco più di un anno, dopo mezzo secolo di chiusura al pubblico. Ed è proprio qui che l’artista Bill Viola esporrà tre opere, fino al 28 gennaio 2018. Oltre a The Quintet of Silent, ci saranno The Return (2007) e Earth Martyr (2014).


Bill Viola
è un artista di fama internazionale, è stato tra i primi a utilizzare i video, media che è diventato la sua cifra distintiva. Da quarant’anni crea installazioni video-architettoniche, performance di musica elettronica, rappresentazioni video su schermi piatti, video per trasmissioni televisive, per concerti musicali, per opere teatrali e per  spazi sacri. E I suoi lavori affrontano temi universali.


Si rifanno a un sapere legato alla ricerca spirituale dell’uomo, al bisogno di trovare risposte alle grandi domande sulla natura, la vita, la morte, domande che tutti noi ci poniamo ogni giorno.

È una linea sottile, quella tra la vita e la morte. Nessuno di noi vuole pensare a quanto sia fragile la nostra esistenza, ma per me la bellezza dell’universo nasce proprio da questa fragilità.”  

E’ quanto ama ripetere Viola che ha iniziato la sua carriera d’artista in Italia, studiando  a Siracusa, dove si è laureato in Studi Sperimentali, e vivendo a lungo a Firenze . E’ qui che  ha avuto modo di approfondire e conoscere l’arte rinascimentale italiana. Un’influenza che ritroviamo in molti suoi lavori, compresi questi nell’allestimento alla Cripta del Santo Sepolcro.

 

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