Bud Spencer, addio al gigante buono

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di Mattia Gelosa

Si è spento ieri a 86 anni Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer. Nato a Napoli nel 1929, l’attore in realtà divenne prima celebre come sportivo, grazie a una carriera come pallanuotista e nuotatore ricca di successi anche internazionali: prima trionfa come nuotatore in Italia, quindi vince alcune medaglie ai Giochi del Mediterraneo in entrambe le discipline e infine partecipa con buoni risultati alle Olimpiadi di Roma 1960.

Le svolte nella sua vita, però, saranno molte, tra cui anche una che lo porta a lavorare come autore di testi per Ornella Vanoni con la casa discografica RCA.

192 cm per 125 kg facevano di Carlo un atleta dal fisico possente, per cui venne chiamato a fare diverse comparse in film del filone peplum come Quo vadis? E frequentando, anche se fugacemente, l’ambiente conosce Maria Amato, figlia del produttore Peppino. Dopo una parentesi come produttore in RAI, morto il suocero Carlo si troverà in crisi finanziaria, per cui tenterà di approfondire la conoscenza del mondo del cinema.

La prima pellicola che lo vede protagonista è lo spaghetti-western Dio perdona…Io no! Dove fa da spalla a Mario Girotti. Data l’usanza di usare pseudonimi anglofoni per dare lustro al genere, i due devono ricorrere a nomi d’arte: Carlo diventa Bud Spencer, citando una nota marca di birra, Mario Terence Hill. Il film esce nel 1967 e lancia la coppia, che diverrà un simbolo del genere, soprattutto del filone dello spaghetti-western in salsa comica: saranno ben 18 i film fatti assieme, fra cui indimenticabili sono Lo chiamavano Trinità (1970) e il sequel …continuavano a chiamarlo Trinità, successi di botteghino in Italia e in tutta Europa.

In parallelo, Bud lavora anche come comparsa in 4 mosche di velluto grigio di Dario Argento e nel filone dei film di Piedone lo sbirro, quattro opere a partire dal 1973 per la regia di Steno.

Del 1974 è l’altro cult, …altrimenti ci arrabbiamo! Dove a farla da padrone sono ormai le celebri scene delle scazzottate, che non mancano anche in Io sto con gli ippopotami del 1979 di Italo Zingarelli.

In questo periodo riceve il premio Jupiter come star più famosa della Germania, riconoscimento che sarà superato in importanza da quello che gli conferirà nel 1999 il TIME, che lo incorona attore italiano più famoso al mondo davanti a Terence Hill.

Dopo il 2000 la sua carriera sarà costellata di lavori per serie tv in Spagna, Australia, Germania e poi in Italia.

Nel 2003 chiude la carriera con un difficile ruolo drammatico in Cantando dietro i paraventi di Ermanno Olmi, che mette in luce le sue doti attoriali. Il 7 maggio 2010 Bud Spencer e Terence Hill ricevono il David di Donatello alla carriera.

I suoi film sono ancora oggi trasmessi in tutto il mondo e conquistano sempre per la capacità di far sorridere in modo genuino: quei colori spenti dal tempo che ne ha deteriorato le pellicole danno una patina ancora più mitica a capolavori che oggi diventano anche testimonianza eterna di una leggenda italiana.

 

Una celebre scazzottata dal film …Più forte, ragazzi! Del 1972.

 

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