La casa del papa e nonna Europa

enzo_biffidi Enzo Biffi

Una bella domenica di primavera, luce intensa e nuvole infinite, come non sentire l’aria fresca sulla pelle? C’è voglia di giorni nuovi, di brezza che risveglia la faccia, di idee che mutano in energia, insomma lo spirito giusto per andare al seggio. Oggi voto per la signora Europa e, complice il clima, mi sento “euro-ottimista”. Penso all’Europa come alla nonna che tutti hanno avuto: i nipoti le urlano contro, le saltano perfino addosso, le occupano anche la sedia a dondolo ma lei attende calma. Tante cose ha visto la vecchia signora e conosce il tempo del furore e il tempo della quiete. Penso al Danubio di  Strauss e al vino da abbinare alla Paella, al cielo di Paros  e al tamburello salentino, e ad un arcobaleno che unisce l’immenso oceano e il piccolo mare di Portofino e poi suoni misti, odori confusi e ancora frontiere in abbandono e muri che cadono… la storia che pulsa, la vita che vive.

Rientro appagato dal mio gesto di buon cittadino, godendomi il meritato riposo steso sul divano, la televisione mi avvicina immagini di un luogo lontano, dove uomini divisi nell’aspetto ma uniti nello spirito si incontrano, per il valore stesso del gesto. L’incontro. Vedo il papa appoggiare se stesso ad un muro, papaprima il viso poi una mano a toccare un muro duro e cieco, un muro sbagliato come tutti i muri lo sono. Poi lo sento invitare due nemici nella propria casa, gli amici non hanno bisogno di inviti, offre la sua casa senza paura a due nemici divisi da un muro. Come un buon muratore sa fare, come umile operaio della storia, apre una breccia nel muro, prova a sfondarne la materia, fingendo di non sapere dell’armatura e del buon cemento di cui è fatto. Altri uomini, altri operai hanno costruito quello e altri muri. Uomini e operai, colleghi diversi e lontani ma armati degli stessi utensili, chiamati ora  a dividere la stessa casa, a sedersi allo stesso tavolo, a inventare un alfabeto comune.

Signora, nonna Europa Europe_satellitericorda loro di altri muri crollati   sotto il peso del coraggio e delle buone idee. Signora Europa forse sarebbe stato giusto invitarti  a quell’incontro, avresti potuto raccontare di te e di quanto sia faticoso, ma appagante, trasformare le macerie di muri che dividono in materiale prezioso per costruire  case che uniscono.

Cari Beppe, Matteo, Marie e compagnia scettica,urlante, sbraitante e triste, nonna Europa e un anziano signore di bianco vestito oggi ci aiutano a vedere oltre il muro, una piccola crepa da dove vedere: luce intensa, nuvole infinite, operai demolitori e primavere  e futuro.

 

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