Parola da salvare

Prosopopea

Proopopèa (non com. proopopèia) s. f. [dal lat. prosopopoeia, gr. προσωποποιία, der. di προσωποποίεω «personificare», comp. di πρόσωπον «faccia, persona» e ποιέω «fare»]. 1. figura retorica che consiste nel dare parola a defunti o a persone immaginarie o assenti oppure nel conferire prerogative umane ad animali,

Sbigottito

sbigottito agg. [part. pass. di sbigottire]. – 1. Profondamente turbato, sgomento, spiacevolmente sorpreso: rimanere, restare s.; la famigliuola sbigottita Che vede il caro padre venir manco (Petrarca); anche con riferimento ad animali: la vasta Fuga de’ greggi sbigottiti (Leopardi).

Bizzeffe

bizzeffe [dall’arabo bizzāf, dial. bizzēf «molto»]. – Nella locuzione a b., in grande quantità: fare soldi a b.; a primavera, fiori a b., e, a suo tempo, noci a b. (Manzoni). Rara e antica la variante biseffe: io ne ho di questo mio argomento gli esempi a biseffe (Beccaria).

Bellimbusto

bellimbusto (anticamente bèll’imbusto) s. m. [composto di bello e imbusto]. – Uomo fatuo e di ricercata eleganza nel vestire. Amante della bella vita, guappo, ma anche damerino, cicisbeo, dandy.

“Un monarca fiacco e astuto, calvo e bellimbusto, scansafatiche, per caso sfiorato dalla gloria, su di noi regnava allora”. (Aleksandr Sergeevič Puškin)

Inghippo

inghippo  s. m. [voce gergale roman., di provenienza ebraica, che significò in origine «debito»]. – Imbroglio, trucco, inganno: fare un i.; senza inghippi. Nell’Italia meridionale, tresca amorosa.

Quisquilia

quisquìlia (pop. quisquìglia) s. f. [dal lat. quisquiliaearum, propr. «immondezza, feccia»].
1. ant. Imperfezione, impurità: de li occhi miei ogne quisquilia Fugò Beatrice col raggio d’i suoi (Dante).
2. Minuzia, inezia, cosa di nessun conto: occuparsi, discutere di quisquilie; litigare per quisquilie;

Sconquasso

Sconquasso: azione e risultato dello sconquassare; urto, scossa rovinosa e fragorosa che provoca gravi danni agli oggetti: entrò di corsa nel salotto e fece uno s. della cristalliera; si sentiva uno s. infernale
1 Mettere a sconquasso, sconquassare.

Cianfrusaglia

cianfrusaglia (o cianfruscàglia) – Cosa minuta e senza valore; nel plurale, e anche nel singolare collettivo, insieme disparato di oggetti minuti e di nessun valore.

Per esempio, “un armadio, un cassetto, un negozio pieno di cianfrusaglie”.

Bazzicare

Bazzicare – Praticare, frequentare assiduamente persone o luoghi, per lo più in senso di biasimo.

“Bazzicare in una casa, in un caffè”; “Bazzicare per il quartiere”; “Bazzicare con dei poco di buono”…

Farneticare

Farneticare – Parlare a sproposito, in modo sconclusionato, per febbre o per essere in uno stato confusionale. Delirare, vaneggiare, ma con significato meno specifico che delirare.

Per estensione: dire cose irragionevoli, cervellotiche.

Pleonastico

La parola “pleonastico” è un aggettivo maschile che deriva dal sostantivo pleonasmo, le cui radici si rintracciano nel verbo greco πλεονάζω che significa sovrabbondare. Nasce per descrivere una figura retorica, una caratteristica della narrazione: un’aggiunta lessicale, grammaticale o sintattica non

Pariglia

parìglia [dal francese pareille, a sua volta derivato dal termine del latino popolare *parĭcŭla, da par ‘pari, uguale’].

  1. Coppia di cose uguali o simili.

a. Coppia di cavalli da tiro molto simili nella statura, nell’aspetto somatico e spesso anche nel colore del mantello, ma anche per metonimia, carrozza tirata da una pariglia di cavalli.

Screanzato

screanzato agg. [der. di creanza, col pref. s-]. – Di persona che non conosce le norme della buona educazione, o non le rispetta; maleducato: ragazzi s.; un vecchio s.; anche come sost.: sei proprio uno s.!; non fate gli screanzati. ◆ Avv. screanzataménte, non com., in modo screanzato, senza creanza:

Obbrobrio

La parola obbrobrio è un sostantivo maschile che significa una condizione di infamia e disonore: sembra accompagnata da un sentimento di disprezzo intensamente sottolineato dalle consonanti occlusive e vibranti che si inseguono nella parola.

Bighellonare

bighellonare  – Andare a zonzo senza meta, oziando; perdere il tempo invece di lavorare, ciondolare, gironzolare, trastullarsi.

Derivato da bighellóne s. m. (f. –a) [da bigolone]. – Chi perde il suo tempo andando in giro, fannullone: i curiosi e i b. principiavano a fermarsi lì d’intorno e a far capannello (Collodi); ’Ntoni, … un b. di vent’anni,

Ramingo

Ramingo agg. [der. di ramo] (pl. m. –ghi). – 1. Di uccello che, uscito dal nido e ancora incapace di volare, salta di ramo in ramo. 2. Che va errando senza una meta precisa e senza un luogo dove poter sostare a lungo: se ne andò per il mondo povero e r.;

Squinternato

Squinternare v. tr. [der. di quinterno, con pref. s- (nel sign. 2)] (io squintèrno, ecc.). – 1. Scomporre i quinterni e le legature di libri, fascicoli o quaderni: s. un volume per rilegarlo di nuovo. In usi iperb., sfasciare, ridurre in cattive condizioni libri o quaderni: guarda come hai squinternato quel povero vocabolario! Anche nella forma intr. pron.: il volume si è tutto squinternato.

Pusillanime

puṡillànime (ant. puṡillànimo) agg. e s. m. e f. [dal lat. tardo pusillanimis, composto di pusillus «meschino» e anĭmus «animo»]. – 1. Vile, pavido, meschino, privo di volontà e di forza d’animo: un uomo p.; una persona p.; gente p.; questo non è atto di re magnanimo, anzi d’un pusillanimo giovinetto (Boccaccio); più spesso come sostantivo: è un p.; siete dei p.; questi sono ragionamenti da pusillanimi; mi si dirà che sono un buono a nulla, un p., e che dovevo eseguire gli ordini (Manzoni).

Genetliaco

genetlìaco agg. e s. m. [dal lat. genethliăcus, gr. γενεϑλιακός, der. di γενέϑλιος «natalizio»] (pl. m. –ci). – Proprio della nascita, che riguarda la nascita; anticamente era usato soprattutto con riferimento all’oroscopo: computi g.; astrologia g. (e genetliaci, s. m., erano detti coloro che compilavano gli oroscopi).

Bistrattare

Bistrattare: trattare male, maltrattare, strapazzare: ci rincresce essere a questo modo bistrattati (Machiavelli); Gertrudele teneva sotto [le educande], le bistrattava, faceva loro scontare anticipatamente i piaceri che avrebber goduti un giorno (Manzoni); ha la cattiva abitudine di b. la moglie davanti a tutti; il professore era nervoso e durante l’esame ha bistrattato lo studente.