Parola da salvare

Epigono

Epìgono s. m. [dal gr. ἐπίγονος, propr. ‘nato dopo’, composto di ἐπί ‘sopra, dopo’ e tema di γίγνομαι ‘diventare, nascere’ / γονος ‘prole, figlio, discendente’].  

Ciurlare

ciurlare v. intr. [etimologia incerta, forse voce onomatopeica] – Vacillare, tentennare, dimenarsi.

Il ciurlo, nel XVI secolo, era un giro di danza su di un solo piede.

Il termine ciurlare è attestato per la prima volta nella Canzone d’un Piagnone, un testo anonimo del 1498.

Panegirico

Panegìrico s. m. panegyrikos (logos) discorso dell’adunanza, da panegyris riunione del popolo, composto di pan- tutto e agyris riunione

Nell’antica Grecia il panegirico era il discorso a carattere celebrativo che si teneva nelle adunanze festive del popolo. I Romani lo dedicavano ad un personaggio illustre (solitamente un imperatore o un uomo di potere) e nella religione cristiana il panegirico era in onore di un santo.

Barcamenare e barcamenarsi

Barcamenare, o nella forma più comunemente utilizzata, quella intransitiva, barcamenarsi. Deriva dalla giustapposizione delle parole barca e menare (dal latino tardo, condurre o spingere) e sta ad indicare la capacità di destreggiarsi, come un uomo di mare, in acque difficili da attraversare.

Cincischiare

Cincischiare (pop. tosc. cincistiare) dal latino: incidere, tagliare 

1. Tagliare malamente; deturpare, sciupare (un foglio, un tessuto)

2. Più comune: sgualcire, spiegazzare (di un vestito)

3. fig. di parole: biascicare, smozzicare, pronunciare male.

4. Usato assol., perder tempo in lavori senza concludere nulla, indugiare.

Zuzzurellone

żużżurellóne (anche żużżurullóne, żużżerellóne, żużżerullóne) s. m. (f. -a) [voce onomatopeica], tosc.

Più nota per essere l’ultima parola del dizionario italiano, zuzzurellone definisce, in modo scherzoso, un ragazzo o adulto che si comporta ancora come un bambino spensierato, amante  del gioco e dello scherzo. Infantile, bambinesco, mattacchione, burlone.

Ignavo

Ignavo [dal lat. ignavus, der. di gnavus, forma ant. di navus “attivo”, col pref. in-²], lett. – agg. privo di volontà attiva e di forza spirituale, pigro, abulico.

E’ ignavo il fannullone che non vuole far fatica, ma anche  il codardo, il vile, che per comodità non prende posizione, che sta con il “piede in due scarpe” che non agisce mai né nel bene né nel male.

Corbelleria

La parola corbellerìa (sostantivo singolare femminile) deriva dalla parola corbello, che è un cesto di vimini o di rami intrecciati di forma rotonda.

È venuto con il tempo a significare stupidata, sciocchezza ma anche un’azione grave fatta con un po’ troppa leggerezza, senza realmente

Gaglioffo

gagliòffo agg. e s. m. (f. –a, poco com.) [etimo incerto].

Di persona buona a nulla, sciocca e ignorante o goffa: quanto è gaglioffa!; più frequente come sostantivo: comportarsi da g., come un g.; per lo più usato come epiteto ingiurioso: che vuole da me quel g.?; non è altro che una gaglioffa!

Inopinato

inopinato agg. [dal lat. inopinatus, comp. di in2 e opinari «pensare»], letter. – Impreveduto, impensato; che avviene contro ogni aspettazione: fatti, mutamenti i.; se n’avvien per casi inopinati Che tu stia in sella e ch’io rimanga a piede (Ariosto); un po’ sbalordito dagli i. accidenti che m’intervenivano (I. Nievo).

Infinocchiare

infinocchiare v. tr. [der. di finocchio; l’origine del sign. 2, variamente spiegata, è tuttora incerta] (io infinòcchio, ecc.), fam. – 1. non com. Condire con semi di finocchio. 2. Nell’uso com., ingannare, imbrogliare, raggirare dando a intendere cosa non vera: si è lasciato i.; cerca di non farti i. da lui; raccapezzandosi finalmente ch’era stata infinocchiata (Manzoni).

Nonnulla

nonnulla sostantivo m. [lt. nonnulla «alcune cose», pl. neutro di nonnullus (cioè non nullus «qualche»)]

Il significato in latino è proprio di “qualcosa”  nel senso di una cosa da poco, priva di importanza, minima, irrilevante, trascurabile, insignificante. Una minuzia, una quisquilia.

Si dice anche di persona incapace, inetta, priva di qualità positive.

Sacripante

Sacripante  [sa-cri-pàn-te] s.m. Uomo robusto di aspetto imponente, forte e valoroso; (spreg.) spaccone, smargiasso, gradasso (in particolare nelle locuz. fare il sacripante); (scherz.) furbo, birbante, briccone 

2. Chi si batte con generosità e spavalderia senza conseguire nessun risultato. Avverso al mondo, avversi a me gli eventi. E la colpa è tutta mia che sono un Sacripante e un Don Chisciotte (Carducci, II-5-216 )

Infingardo

infingardo: in·fin·gàr·do/aggettivo.
1. ant. Che s’infinge, che simula, quindi falso, mentitore, o anche, riferito a cose, ingannevole, illusorio.

2. Di persona che, per cattiva volontà, fugge ogni fatica, ed è molto lenta e pigra nell’operare.

Gozzoviglia

Gozzoviglia (gozzaviglìa) s.f. [forse lat. tardo *gaudibilia, der. di gaudere «godere»]. 

1. Baldoria consumata in allegria e spassosa compagnia. Mangiare e bere fuor di misura e chiassosamente. Abbandonandosi anche a intemperanze, stravizi; crapula, bagordo, bisboccia. Boccaccio, Dec., 8-2 (239): si rappattumò con lui, e più volte insieme fecer poi gozzoviglia.

Lambiccare

Lambiccare (ant. limbiccare) v. tr. [der. di lambicco] (io lambicco, tu lambicchi, ecc.). – Distillare mediante il lambicco; fig., esaminare, ponderare con cura, minutamente.

Discettare

Discettare:  v. tr. e intr. [dal latino disceptare «disputare», propr. «ricercare, investigare», comp. di dis1 e captare «cercare di prendere»] (io discètto, ecc.; aus. avere)

1. Letter. disputare, contendere, discutere

  1. 2. Trattare un argomento, esaminare un problema  ma per lo più con ostentazione e facendo sfoggio di eloquenza e di abilità dialettica. (B Croce I-50: La sillogistica è arte di esporre e discettare).

Panciolle

lettera Ppanciòlle avv. [der. di pancia, foggiato scherz. con la terminazione –olle dei nomi di alcune località toscane, come Bracciolle, Marignolle, Terzolle], tosc. – Nella locuz. in panciolle, a pancia all’aria, e quindi in ozio, senza far nulla.

Imperscrutabile

Imperscrutàbile aggettivo maschile [dal lat. tardo imperscrutabĭlis, der. di perscrutari «perscrutare», col prefisso negativo in-].

– Che non si può scrutare, in cui non si può e non si deve spingere lo sguardo indagatore della mente.

È una parola molto evocativa, che esprime un concetto molto delicato:

Sollucchero

Sollùcchero  (o sollùchero) s. m. [der. di sollucherare]. 

1. Sensazione di intenso godimento o di compiacimento, provocata da  parole, fatti, idee che soddisfano il desiderio  e lusingano la propria vanità. Stato di grande soddisfazione.