Parola da salvare

Forbito

forbito agg. [part. pass. di forbire].

1. Nitido, terso: le treccie bionde, Ch’oro f. e perle Eran quel dì a vederle (Petrarca).

Portento

portènto s. m. [dal latino portentum, propr. «presagio, segno celeste», der. di portendĕre «presagire» (v. portendere)]. – 1. Avvenimento o fatto che si presenta fuori dell’ordine naturale delle cose o che comunque ha dell’eccezionale e del meraviglioso: Era apparito in que’ dì gran prodigi, Portenti, auguri e segni e casi strani (Pulci); oh anno de’ portenti, Oh primavera de la patria (Carducci).

Ingarzullire

ingarzullire v. intr. e intr. pron. Ringalluzzire, mostrare brio e compiacimento un po’ fatui. Comportarsi con eccessiva vivacità.

Termine regionale toscano, forse incrocio di ingalluzzire con arzillo.

Idiosincrasia

idiosincraṡìa s. f. [dal greco ἰδιοσυγκρασία ‘particolare temperamento’, composto di ἴδιος ‘particolare’ (v. idio-) e σύγκρασις ‘mescolanza’ (v. sincrasi)]. Avversione, insofferenza per qualcuno o qualcosa.

Uggioso

Uggioso /ug·gió·so/

Aggettivo che deriva dal termine uggia che può raccontare uno stato d’animo caratterizzato da noia, tedio e malumore oppure, specularmente, può descrivere un paesaggio, un luogo dove non arriva il sole, umido e ombroso.

Citrullo

Citrullo /ci·trùl·lo/

Sostantivo e aggettivo maschile utilizzato per indicare una persona sciocca, che agisce con poco senno. Deriva da una variante napoletana della parola ‘cetriolo’ cetrulo.

Grimaldello

grimaldèllo s. m. [dal nome proprio Grimaldo (un tempo frequente), per un’antica personificazione scherzosa o gergale].

Tondino di ferro ritorto a una estremità, usato al posto della chiave per aprire o forzare serrature: i g. del fabbro, dei ladri;

aprirono, o con grimaldello, o con altro artificio, il detto serrame (Sacchetti).

Maramaldo

maramaldo s.m. uomo che si comporta con malvagità e prepotenza, soprattutto con i deboli, gli indifesi, gli sconfitti: comportarsi da maramaldo. Colui che infierisce sull’avversario sconfitto. Canaglia, delinquente, farabutto, furfante, gaglioffo, malfattore, manigoldo, mascalzone, ribaldo, scellerato.

Per antonomasia, dal nome di Fabrizio Maramaldo, capitano di ventura calabrese, che nella battaglia di Gavinana (nei pressi di Pistoia) del 1530 uccise crudelmente il condottiero avversario Francesco Ferrucci, già gravemente ferito.

Gradasso

Gradasso s. m. Millantatore, spaccone, smargiasso.

Fare il gradasso, minacciare qualcuno ostentando un coraggio che non si ha.

Gradassata, millanteria del gradasso (P.Verri, 1769)

Il termine deriva dal nome di Gradasso, personaggio temerario e impulsivo dell’Orlando Innamorato di Matteo Maria Boiardo e dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto. 

Alacre

àlacre (meno com. alàcre) agg. [dal lat. alăcercris] letter. – Vivace, sveglio, sollecito, attivo, infaticabile;

fig., aperto, duttile, operoso, brillante, zelante. 

Avv. alacreménte, con fertile e sollecita attività, infaticabilmente: lavorare, operare alacremente.

Lapalissiano

lapalissiano agg. [dal nome del capitano fr. Jacques de Chabannes signore de La Palice] – Ovvio, evidente, detto di una verità o di un fatto talmente manifesti e naturali che sarebbe ridicolo enunciarli.

Il termine affonda le sue radici in un episodio storico che risale al Cinquecento.

Pantagruelico

Pantagruelico aggettivo singolare maschile: degno o proprio di Pantagruel, protagonista del primo (di cinque) romanzi di Rabelais, edito nel 1532, Gli orribili e spaventosi fatti e prodezze del molto rinomato Pantagruel re dei Dipsodi, figlio del gran gigante Gargantua.

Buontempone

Giuggiolone

giuggiolóne s. m. (f. –a) [derivato di giuggiola; cfr. bietolone, zuccone e simili]. – Persona semplice, bonacciona, lenta nell’azione e nei movimenti, dal cervello non molto sviluppato. Si dice per esempio di un ragazzo cresciuto fisicamente innanzi tempo ma rimasto ingenuo, inesperto.

Galvanizzare

galvanizzare v. tr. [der. di galvanico]

1.a. ant., med. Sottoporre un corpo animale all’azione della corrente di una pila voltaica o della corrente elettrica.

   b. fig. Eccitare, infondere entusiasmo e un’improvvisa energia.

Castigamatti 

castigamatti (tosc. gastigamatti) s. m. [composto di castigare e matto]. – Propr., bastone con cui un tempo si metteva ordine nei manicomi.

È un termine usato scherzosamente per indicare uno strumento di castigo, per esempio un bastone o una frusta,

Epigono

Epìgono s. m. [dal gr. ἐπίγονος, propr. ‘nato dopo’, composto di ἐπί ‘sopra, dopo’ e tema di γίγνομαι ‘diventare, nascere’ / γονος ‘prole, figlio, discendente’].  

Ciurlare

ciurlare v. intr. [etimologia incerta, forse voce onomatopeica] – Vacillare, tentennare, dimenarsi.

Il ciurlo, nel XVI secolo, era un giro di danza su di un solo piede.

Il termine ciurlare è attestato per la prima volta nella Canzone d’un Piagnone, un testo anonimo del 1498.

Panegirico

Panegìrico s. m. panegyrikos (logos) discorso dell’adunanza, da panegyris riunione del popolo, composto di pan- tutto e agyris riunione

Nell’antica Grecia il panegirico era il discorso a carattere celebrativo che si teneva nelle adunanze festive del popolo. I Romani lo dedicavano ad un personaggio illustre (solitamente un imperatore o un uomo di potere) e nella religione cristiana il panegirico era in onore di un santo.

Barcamenare e barcamenarsi

Barcamenare, o nella forma più comunemente utilizzata, quella intransitiva, barcamenarsi. Deriva dalla giustapposizione delle parole barca e menare (dal latino tardo, condurre o spingere) e sta ad indicare la capacità di destreggiarsi, come un uomo di mare, in acque difficili da attraversare.