Parola da salvare

Infinocchiare

infinocchiare v. tr. [der. di finocchio; l’origine del sign. 2, variamente spiegata, è tuttora incerta] (io infinòcchio, ecc.), fam. – 1. non com. Condire con semi di finocchio. 2. Nell’uso com., ingannare, imbrogliare, raggirare dando a intendere cosa non vera: si è lasciato i.; cerca di non farti i. da lui; raccapezzandosi finalmente ch’era stata infinocchiata (Manzoni).

Nonnulla

nonnulla sostantivo m. [lt. nonnulla «alcune cose», pl. neutro di nonnullus (cioè non nullus «qualche»)]

Il significato in latino è proprio di “qualcosa”  nel senso di una cosa da poco, priva di importanza, minima, irrilevante, trascurabile, insignificante. Una minuzia, una quisquilia.

Si dice anche di persona incapace, inetta, priva di qualità positive.

Sacripante

Sacripante  [sa-cri-pàn-te] s.m. Uomo robusto di aspetto imponente, forte e valoroso; (spreg.) spaccone, smargiasso, gradasso (in particolare nelle locuz. fare il sacripante); (scherz.) furbo, birbante, briccone 

2. Chi si batte con generosità e spavalderia senza conseguire nessun risultato. Avverso al mondo, avversi a me gli eventi. E la colpa è tutta mia che sono un Sacripante e un Don Chisciotte (Carducci, II-5-216 )

Infingardo

infingardo: in·fin·gàr·do/aggettivo.
1. ant. Che s’infinge, che simula, quindi falso, mentitore, o anche, riferito a cose, ingannevole, illusorio.

2. Di persona che, per cattiva volontà, fugge ogni fatica, ed è molto lenta e pigra nell’operare.

Gozzoviglia

Gozzoviglia (gozzaviglìa) s.f. [forse lat. tardo *gaudibilia, der. di gaudere «godere»]. 

1. Baldoria consumata in allegria e spassosa compagnia. Mangiare e bere fuor di misura e chiassosamente. Abbandonandosi anche a intemperanze, stravizi; crapula, bagordo, bisboccia. Boccaccio, Dec., 8-2 (239): si rappattumò con lui, e più volte insieme fecer poi gozzoviglia.

Lambiccare

Lambiccare (ant. limbiccare) v. tr. [der. di lambicco] (io lambicco, tu lambicchi, ecc.). – Distillare mediante il lambicco; fig., esaminare, ponderare con cura, minutamente.

Discettare

Discettare:  v. tr. e intr. [dal latino disceptare «disputare», propr. «ricercare, investigare», comp. di dis1 e captare «cercare di prendere»] (io discètto, ecc.; aus. avere)

1. Letter. disputare, contendere, discutere

  1. 2. Trattare un argomento, esaminare un problema  ma per lo più con ostentazione e facendo sfoggio di eloquenza e di abilità dialettica. (B Croce I-50: La sillogistica è arte di esporre e discettare).

Panciolle

lettera Ppanciòlle avv. [der. di pancia, foggiato scherz. con la terminazione –olle dei nomi di alcune località toscane, come Bracciolle, Marignolle, Terzolle], tosc. – Nella locuz. in panciolle, a pancia all’aria, e quindi in ozio, senza far nulla.

Imperscrutabile

Imperscrutàbile aggettivo maschile [dal lat. tardo imperscrutabĭlis, der. di perscrutari «perscrutare», col prefisso negativo in-].

– Che non si può scrutare, in cui non si può e non si deve spingere lo sguardo indagatore della mente.

È una parola molto evocativa, che esprime un concetto molto delicato:

Sollucchero

Sollùcchero  (o sollùchero) s. m. [der. di sollucherare]. 

1. Sensazione di intenso godimento o di compiacimento, provocata da  parole, fatti, idee che soddisfano il desiderio  e lusingano la propria vanità. Stato di grande soddisfazione.

Desueto

desüèto agg. [dal latino desuetus, part. pass. di desuescĕre ‘disavvezzare‘ ‘perdere l’abitudine’]

1. Non più abituato a qualche cosa; in questo sign., è meno com. che dissueto.

2. Non più in uso, uscito dall’uso: parole d., termini d., consuetudini ormai d.;