Celebrato il decimo anniversario della Casa della carità

colmegnaIn un auditorium affollato di autorità civili e religiose, di personalità del mondo della cultura, dell’impresa e della politica, di semplici cittadini, di ospiti, operatori, volontari e amici della Casa, a dieci anni esatti dall’inaugurazione ufficiale del 24 novembre 2004, si è svolta oggi la celebrazione del decimo anniversario della Casa della carità di Milano. Una tappa importante nella vita di un’istituzione che in dieci anni ha accolto e ospitato 2.507 persone bisognose provenienti da 95 diversi Paesi.

Nell’occasione l’Arcivescovo di Milano, Cardinale Angelo Scola e il filosofo Massimo Cacciari, insieme al sociologo Mauro Magatti e al presidente della Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” don Virginio Colmegna, hanno discusso sul tema “Carità e cultura. I poveri hanno molto da insegnarci”.

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il filosofo Massimo Cacciari con il Cardinal Scola

Reagendo alla provocazione lanciata dal filosofo Massimo Cacciari, secondo cui “la cultura oggi non conosce né povertà né ricchezza e per la quale il povero è povero di spirito e insegue la ricchezza del ricco”, il cardinale Scola ha ribadito con forza l’esigenza che “la cultura sia parte integrante dell’esercizio della carità e che si recuperi a pieno il concetto di gratuità”.

Rispondendo, invece, a don Colmegna che, della Casa, aveva sottolineato la capacità di “saldare ospitalità e cultura, carità e contemplazione, carità e giustizia, carità e gratuità” secondo il volere del Cardinal Martini, l’Arcivescovo ha augurato alla Fondazione e a tutte le opere di carità “di crescere, perché Milano riesca ad assumere quella fisionomia di metropoli di cui non si è resa ancora conto”.

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il Cardinal Scola con don Colmegna

“La volontà del cardinal Martini – ha aggiunto il Cardinale Scola al termine dell’incontro – che esistesse in città un luogo di gratuità consapevole come la Casa della carità ha visto in questi 10 anni una sua realizzazione. Ora, perché questa esperienza continui, c’è bisogno di sviluppo e lo sviluppo non può prescindere dall’aiuto e dal sostegno di tutta la comunità cristiana e non solo”. In questi anni, ha concluso don Colmegna, “abbiamo sentito forte l’abbraccio della città, ma non smettiamo di chiederlo perché la sensazione è che con questa crisi economica e questa situazione internazionale, la domanda di aiuto e di cura stia crescendo”.

La Casa della Carità in dieci punti

Ufficio stampa Casa della carità

fotografie di Matteo Cogliati

 

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