“Celo, celo, mi manca…” ma Gianni Bellini le ha proprio tutte

Ho conosciuto Gianni Bellini grazie ad una ”dritta“ di Daniele Bonesso, che ci ha fatto visita al Centro per parlarci del suo libro su Giacinto Facchetti.

Anche l’incontro con Daniele fu molto interessante: lui coniugò passione e competenza e seppe interessare anche chi non conosceva nulla del grande capitano nerazzurro.

“Dovresti conoscere Gianni Bellini, una persona incredibile, il più grande collezionista di album e figurine Panini. Se riesci a farlo venire qui, scoprirete un mucchio di cose interessantissime”, mi disse lo stesso Bonesso. Contattai subito Gianni che, fin dall’inizio,  si mostrò interessato e disponibilissimo. Ed eccolo qui al Centro.

Oltre ad essere il più grande collezionista di figurine e album Panini, Gianni si è rivelato una vera miniera di aneddoti calcistici, ma non solo di quelli. Sentirlo raccontare con una passione che, si capisce anche solo guardandolo, gli viene dal cuore è troppo bello. Semplice, simpatico e coinvolgente. Ragazzi, parenti, volontari ed operatori lo hanno ascoltato con grande interesse e curiosità, tempestandolo di domande e manifestando un gradimento altissimo.

Gianni Benelli con Valerio

Grazie Gianni per averci regalato un “amarcord” di grande simpatia, di rara umanità ed averci trasmesso la tua passione contagiosa. Oltre ad un mitico collezionista abbiamo conosciuto una persona di grande spessore che, siamo certi, possiamo annoverare tra i nostri cari amici.

Paolo De Gregorio

Ci racconta la sua storia: ha 53 anni, è sposato, papà e nonno, abita a San Felice sul Panaro, nel basso modenese, una zona purtroppo colpita dal terremoto del 2012. E’ considerato il maggior collezionista al mondo di figurine di calciatori Panini. Pare che nessuno ne abbia tante quante ne ha lui.

Quando è nata questa passione?

La passione per la raccolta  di figurine del calcio, soprattutto della Panini, è nata intorno ai 12 anni, con un vuoto in quegli anni dell’adolescenza  in cui si pensa ad altro,  ed è ripresa dopo il matrimonio.  Tifoso del Modena naturalmente, ma simpatizzante anche del Milan.

Quanti album hai collezionato?

Io ho una raccolta di 4000 album solo di calcio di cui 2300 della Panini. In media in ogni annata ne colleziono un centinaio ( la Panini ne immette sul mercato circa 70 all’anno) . La Panini,   è a livello mondiale  è il maggior produttore di figurine. Ora con la ditta modenese ho un bellissimo rapporto: mi chiedono consigli sulle pubblicazioni e, spesso, vedo che sono raccolti.

Dove conservi tutti questi album?

Questa è una questione un po’ complessa, diciamo che la camera degli ospiti e quella di mia figlia (dopo che si è sposata) sono diventate luoghi dove conservare album e figurine.

Hai una collezione a cui sei particolarmente legato?

Mentre collezionavo l’album del 1972-73, stavo impazzendo perché mi mancava Ivano Bordon, allora 2° portiere dell’Inter: non riuscivo a trovarlo. Un mio compagno di scuola, invece, l’aveva e mi aveva chiesto 500 figurine in cambio. Io sono andato a casa e ho contato le mie doppie: ne avevo 495. Sono andato in edicola a comperare un pacchetto di figurine per arrivare a 500. Sapete cosa ho trovato in quel pacchetto? Proprio Bordon!

Ci sono aneddoti divertenti riguardo la  tua raccolta?

Ce ne sono tanti,  come quello di Pizzaballa che mi raccontò che non gli avevano fatto la foto perché il giorno in cui arrivarono i fotografi, lui era malato. Da lì è nata la leggenda per cui la figurina di Pizzaballa era la più rara in assoluto. Lui stesso ammette di esser diventato famoso più per la figurina mancante che per quello che ha fatto in 20 anni di serie A (fu perfino il terzo portiere ai Mondiali del ’66 in Inghilterra, ma pochi se lo ricordano). Poi c’è l’aneddoto della Panini che negli anni ’90   decide di liberare i magazzini. Mi chiamano  perché hanno  album da vendere e io ne ho comperati alcuni : quello del primo anno, quello Messico ’70 e qualcos’altro. Ora la quotazione (peraltro non credo veritiera) del primo album è di 10 mila €. Mondiali 2006: dopo tanto penare andiamo in Germania a vedere i mondiale, la partita era Italia-Ghana. Prima di entrare allo stadio mi arriva una telefonata dalla Panini che mi chiede un’intervista per la tv tedesca. Come ringraziamento ci mandarono 3 biglietti per la finale.  Li rifiutai, non pensavo che saremmo andati in finale. 

Quanto hai speso per questa tua passione?

Esattamente non saprei, ma mia moglie dice sempre che abbiamo più valore economico in casa che in banca.

Ti hanno fatto delle offerte alte per qualche figurina?

Sì, mi è successo che il responsabile della Coca Cola in Italia è venuto a trovarmi perché sapeva della mia collezione. Mi ha messo sotto il naso un assegno in bianco e mi ha detto: metti la cifra che vuoi. Ho titubato per qualche centesimo di secondo e guardavo mia moglie seduta di fronte che scuoteva la testa.

Hai proprio tutto o ti manca qualcosa?

Mi manca un album paraguaiano del 2000 stampato dalla Panini ma sembra impossibile trovarlo. Avevo un album egiziano dell’86 . Era scritto in egiziano e io volevo tradurlo, così lo mandai ad un conoscente  per la traduzione, ma non mi ritornò mai indietro. Lui dichiarò di averlo spedito, comunque lo recuperai su Internet qualche tempo fa per 10 €.

Come ti è venuta l’idea delle mostre?

Sono stato ad una trasmissione di Fabrizio Frizzi e lui stesso mi ha consigliato di fare delle mostre. Quella che ha avuto maggior successo è stata a Cattolica, dove è venuto anche il corrispondente del Times a fare un servizio che è andato sul giornale. Ne ho fatte a Mantova, nel Veneto. Tutto questo mi ha permesso anche di conoscere  calciatori simpaticissimi come Boninsegna che è uno alla mano e cordialissimo o Saccani, l’ex arbitro, persona splendida .Tra le cose particolari, ho partecipato per un paio di volte alle trasmissioni di Mike Bongiorno come concorrente e ho ricoperto il ruolo di coprotagonista nel film-documentario “Mi manca Riva, viaggio di un collezionista di figurine”.

Passione, cordialità, competenza e grande umanità è quello che ci ha trasmesso Gianni che è riuscito a rallegrarci in un pomeriggio un po’ grigio e piovoso di questo febbraio.

Daniela Zanuso

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