Cervello, musica e biofisica del suono

di Roberto Dominici

La musica è il linguaggio universale dell’anima che unisce gli esseri umani. Nasce dal bisogno di esprimere emozioni profonde, comunicare senza parole e dare un senso alla vita attraverso i suoni, condividere gioia, dolore e stati d’animo.

Essa possiede anche un enorme potere terapeutico che soprattutto negli ultimi decenni, viene sempre di più utilizzato in contesti assistenziali, di cura e riabilitazione nell’ambito della fragilità.

Le basi della musica, ritmo-melodia-armonia, sono elementi strutturanti le esperienze pregresse di ogni persona, apprese già in fase prenatale e che costituiscono i prerequisiti evolutivi di una buona relazione con se stessi e gli altri. Vorrei qui ricordare l’importanza che ha assunto la musicoterapia che sfrutta la straordinaria capacità della musica di attivare in modo diffuso e simultaneo l’intero cervello, stimolando il rilascio di endorfine, di dopamina,cioè il sistema cerebrale del piacere, della motivazione, gratificazione e ricompensa (rewardsystem), aumentando lo spessore della materia grigia e rinforzando le connessioni tra i due emisferi tramite il corpo calloso.

Oltre 14 anni fa, nel 2012, nel contesto del servizio di Alzheimer cafè di Lissone, realizzato da ARAL APS in collaborazione con AVO, AUSER ed altre associazioni di volontariato operanti in Brianza, sono stati introdotti vari tipi di interventi non farmacologici, psicosociali.

Tra questi l’approccio musicoterapeuticoinsieme alla danzaterapia ladisciplina che utilizza il corpo e il movimento creativo come strumenti di cura, espressione e integrazione psicofisicaavvalendosi della musicacon il ritmo e i suoni per aiutare a canalizzare le emozioni, stimolare l’immaginazione e organizzare il movimento, sono stati riconosciuti tra quelli di maggiore efficacia nei laboratori rivolti alle persone con demenza. Più recentemente dal 2024, presso la Cooperativa sociale La Meridiana di Monza si è attivato il progetto  “Musica e Ricordi”  un laboratorio di musicoterapia ed emozionale in particolare presso la RSD San Pietro di Monza con la preziosa conduzione della mia amica Valentina Volpe Andreazza cantante mezzosoprano lirico, fondatrice di Music4Diplomacy e performer culturale.

L’iniziativa sfrutta il potere evocativo della musica e del canto come ponte per risvegliare emozioni e memorie profonde e la socializzazione degli ospiti della struttura.

Gli effetti e l’influenza della musica sugli esseri umani, hanno trovato negli ultimi anni una base scientifica biofisica e submolecolare che ha permesso di analizzare le interazioni fisiche tra onde e vibrazioni sonore e componenti molecolari dell’organismo biologico.Sulla base distudi effettuatianche in Italia dal gruppo del prof. Carlo Ventura, medico e biologo molecolare che lavora presso la scuola di Medicina dell’Università di Bologna, le molecole e le componenti cellulari agiscono come oscillatori elettromeccanici che vibrano e interagiscono nello spazio. Le vibrazioni sonore e le frequenze fisiche possono risuonare con queste strutture biologiche, offrendo nuove vie per la medicina rigenerativa senza l’uso esclusivo della chimica.

Le molecole sono cariche elettricamente e, muovendosi, generano campi elettrici ed elettromagnetici oltre a vibrazioni meccaniche.Gli oscillatori molecolari interagiscono e si riconoscono a distanza vibrando “in fase”, grazie a una rete intracellulare di microtubuli e actina.Questa rete modifica la propria rigidità per dissipare o armonizzare le differenze vibrazionali tra le molecole.

I ricercatori italiani hanno sviluppato la sonocitologia, la disciplina introdotta nel 2004 in California (UCLA) daJimGimzewski e Andrew Pelling, per comprendere lo stato di salute dei tessuti e valutare la possibilità di influenzare la differenziazione delle cellule staminali tramite l’energia sonora. Questi ricercatori hanno usato un microscopio a forza atomica per registrare e amplificare i movimenti o firme vibrazionali delle pareti cellulari (oscillazioni nanomeccaniche) trasformandoli in suoni udibili.Il suono è un’onda meccanica che si propaga facendo oscillare le molecole del mezzo (come aria o acqua) senza spostarle in modo netto.

A livello microscopico, le molecole e gli atomi stessi vibrano continuamente per natura, e l’arrivo di un’onda sonora trasferisce energia cinetica amplificando o influenzando queste oscillazioni. L’onda sonora trasmette energia urtando molecola contro molecola attraverso cicli di compressione e rarefazione.

Gli atomi legati nelle molecole vibrano a frequenze altissime (milioni di volte superiori a quelle udibili dall’orecchio umano), paragonabili a note acutissime dettate dal peso degli atomi e dalla rigidità dei legami.Questo tipo di studi si avvale di tecniche di analisi molto sofisticate oltre la microscopia a forza atomicacome la spettroscopia Raman che permette di illuminare un campione con un raggio laser; essa sfrutta il principio della diffusione anelastica della luce (scatteringRaman): la maggior parte dei fotoni rimbalza con la stessa energia, ma una minima parte scambia energia con le molecole, generando un’impronta digitale chimica unica.

L’energia sonora e le frequenze musicali possono essere recepite dalle cellule e guidare il differenziamento delle cellule staminali. Stimolare le cellule con frequenze adeguate apre alla possibilità di riprogrammare i tessuti e indurre processi di autoriparazione biologica. Dinanzi a noi si rivela tutto un universo fatto di “melodie” cellulari e vibrazioni armoniche che rivelano ancora una volta la meraviglia della macchina biologica umana.

Immagine da web

 

 

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