Che Dio vi illumini e lo faccia presto

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 parigi_0138_webParigi ancora Parigi … libertè, egalitè, fraternità”. Ha fatto bene il nostro amico Luigi Losa a ricordare dalle pagine de Il Dialogo la nostra storia. Le parole che hanno fatto grande la nostra cultura e sulle quali abbiamo costruito la democrazia e il nostro modo di vivere. E poi il richiamo di Losa alla pagina forse più oscura della storia della nostra Italia, la pagina del terrorismo. Riflessioni che mi ispirano a ricordare episodi terribili dai quali, paradossalmente, è nata una spinta, un desiderio collettivo che ha condotto al grande ripensamento, alla grande rinuncia ad opera degli stessi autori e ideatori di stragi e violenze.

Chi ha superato la cinquantina ricorda la contentezza di molti quando Prima Linea consegnò le armi al cardinal Martini. Anche fuori dall’Italia, gli anni ’80 passeranno alla storia per essere stati anni che hanno segnato la fine del terrorismo in Europa. Ricordate l’ETA in Spagna e l’IRA irlandese per non parlate della RAF, le brigate rosse tedesche. Tutti gruppi che han certo punto della loro tremenda storia si sono accorti dell’orrore e delle conseguenze nefaste delle proprie idee e delle proprie  passione  per maturare, poi,  l’idea di abbandonare la lotta armata.

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Tornano alla mente gli ultimi momenti della vita di Aldo Moro raccontati dal cinema e dalle carte processuali: quel terribile 9 maggio, Moro strinse la mano ai suoi carcerieri e consapevole del proprio destino disse: “che Dio vi illumini e lo faccia presto!”

Fabrizio Annaro

 

 

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