Chicco Paglionico: ironia ed allegria travolgenti

chicco-paglionicoAncora visite importanti e gradite presso il nostro Centro.

Tre giorni fa è venuto a trovarci Chicco Paglionico, conosciuto come “Ikea Man”, trent’anni, salernitano doc, ex lavoratore part-time dell’ Ikea di Baronissi, che  è riuscito a portare sul palco di Zelig il suo quotidiano  e trasformare il suo lavoro in un piacere: una passione che gli ha permesso di arrivare al grande pubblico .

Accompagnato dall’altrettanto simpatica e dolce Emanuela, la sua fidanzata, Chicco si è rivelato una persona piena di energia. Si è presentato subito con un’allegria travolgente  e si è sottoposto al nostro interrogatorio serrato con molta ironia, spronandoci lui stesso a fare domande.

E’ stata un intervista piacevole e scorrevole, eccola qui di seguito nel dettaglio.

Ci sei o ci fai?

Ci sono, il più delle volte ci sono. Per noi comici è così, bisogna esserci nati, io mi ci sento, più che mi ci faccio.

Ma tu lavori veramente all’Ikea?

Ci ho lavorato per anni e ho smesso da poco, sono stato in aspettativa, poi ho deciso di lasciare definitivamente  per dedicare più tempo al mio lavoro di comico, sperando di non pentirmi, ma o rischio ora a 30 anni o non rischio più. Certo è una scelta difficile e scomoda, lascio il certo per l’incerto.

Come sei riuscito a trasformare la quotidianità del tuo lavoro in una serie di sketch comici?

E’ venuto tutto naturalmente, io da sempre ho fatto animazione, avevo 16 anni quando ho iniziato nei villaggi turistici, poi ho fatto cabaret, ho lavorato anche da Expert, Euronics. Io ho un quaderno dove annoto tutte le “cazzate” dei clienti, che conservo perché è fonte di ispirazione. Il mio personaggio funziona perché la gente si identifica.WP_20150609_010

La richiesta più bizzarra che hai ricevuto all’Ikea?

I materassi “all’astice” e io ho risposto: no signora, però abbiamo quelli all’acqua pazza. La gente va nei centri commerciali come in un luogo di aggregazione. Anche i fidanzati si incontrano al centro commerciale.

Con quali colleghi hai legato di più?

Sicuramente “I senso d’oppio”,  Gianluca De Angelis, Alessandro Betti tra gli altri: soprattutto quelli più giovani, come dico io quelli sotto gli “anta”. Si sta benissimo anche con la parte un po’ più “di esperienza” ma quello che manca con loro è il rapporto dopo serata: noi giovani usciamo e loro vanno a casa a dormire.

A chi ti ispiri?

A me piace molto lo stile americano cioè una persona, un microfono. Io mi ispiro a Paolo Migone che è maestoso nel raccontare, nel mostrare con le parole le persone,  gli avvenimenti  e anche Giacobazzi è lo stesso,  ti disegna le situazioni senza scenografia: ascolti lui e vedi l’Emilia Romagna!

Con quale artista ti piacerebbe lavorare?

A Salerno abbiamo un collettivo con amici con cui lavoro, quindi già lo faccio. Di famoso probabilmente con Lillo e Greg e a teatro con Migone,  Giacobazzi  e Maurizio Lastrico.

I testi li scrivi tu o li scrive qualcun altro?

Tutta roba mia, ma nell’ultimo anno ho collaborato con un altro autore. Noi comici abbiamo  anche momenti bui e non è un lavoro facile.WP_20150609_003

Cosa preferisci televisione o teatro?

Il teatro sicuramente, ma Zelig è teatro ripreso dalle telecamere. Io preferisco il teatro al cinema o alla tv.

Quando uscirà il  film al quale stai lavorando?

Ho fatto un film con Maurizio Casagrande che uscirà a novembre  e che abbiamo girato a Salerno. Voi lo sapete che a Natale Salerno si illumina con luci d’artista? (vi invito a guadarle su Internet). Il titolo del film è “Babbo Natale non viene dal nord” .

Gesti o riti scaramantici prima dello spettacolo.

Mi lavo, anche se mi sono appena fatto la doccia. Mi piace sentirmi pulito prima di salire sul palco. Non è nemmeno un gesto scaramantico, è un’abitudine.

Hai mai partecipato a Zelig in qualità di spettatore?

E’ capitato, sono 10 – 12 serate e quando non ti tocca lo vedi come spettatore . La gente però ora è stanca di questo format, anche se rimane il miglior spettacolo dal vivo, è lo spettacolo più bello che la tv abbia offerto negli ultimi anni.

Cosa rappresenta per te Zelig?

Uno spartiacque, un trampolino di lancio,  spero ci sarà tanto altro. Zelig è un punto di partenza.

Sei sposato o hai intenzione di farlo?

Non sono sposato e io e la mia fidanzata siamo dell’opinione che il matrimonio non è così vincolante. Se due persone si amano non è necessario il matrimonio, ma credo che alla fine ci sposeremo.IMG-20150609-WA0002

A che squadra tieni?

Io tifo per la Salernitana e ora siamo tornati in B. Il Presidente Lotito? Sarebbe un ottimo Presidente… se parlasse un po’ di meno!

Quale musica ascolti?

Un po’ di tutto. Ora mi piacciono i Coldplay, ma ascolto anche Rino Gaetano, Bob Marley,  quando ero più giovane mi piacevano Vasco, Ligabue. Poi mi piace la musica latina. Tra le cantanti nuove Emma Marrone e Annalisa Scarrone che è con me nel film che uscirà a novembre.

Sei una buona forchetta: qual è il tuo piatto preferito?

La parmigiana di melanzane è la cosa più buona del mondo. Nella vera parmigiana la melanzana è sbucciata e fritta. Io cucino, mi diverto, sono bravo a fare gli spaghetti e vongole, la scaloppina al limone, a casa sono il re della scaloppina.

Che look ami?

Molto casual, non seguo le mode, non ho queste velleità, mi vesto in base a come mi sveglio.

Che scuole hai fatto?

Ho fatto ragioneria e un master post diploma. Amo molto l’autonomia e ho voluto subito lavorare e vivere da solo, ho avuto un desiderio di autonomia da subito. Forse con l’Università avrei preso altre strade. Ho studiato teatro con registi, ho fatto corsi a Salerno e Brescia. Ho fatto anche workshop e poi di studiare non si smette mai.

Se potessi vivere in un altro momento storico quale sceglieresti?

Mi piacciono tante epoche, quella romana, il Rinascimento e mi piacerebbe anche vivere all’inizio del primo ‘900 quando sono nati i cafè chantant. La parola cabaret prende il nome dal fatto che era sempre presente un cabaret all’ingresso dei locali in cui si faceva comicità e poi il nome viene anche dal  primo cabaret di Parigi che poi si è chiamato “Chat noir”.

Sogni nel cassetto?

Sicuramente il sogno di avere una vita senza troppi stravolgimenti, un vita con poche preoccupazioni, fare quello che ti piace che è un po’ il segreto.

WP_20150609_013La tua più grande  paura?

Quando manca la parmigiana! No, a parte gli scherzi…cerco di averne il meno possibile di paure, comunque ho paura del terremoto, che è una paura concreta, ma non ho paure nella vita.

Hai mai pensato di pubblicare il tuo quaderno?

No lo tengo stretto, è troppo prezioso,  forse un giorno lo pubblicherò, chissà.

Di Chicco ci ha colpiti soprattutto una frase:

“Fare del tuo lavoro una passione è una vera fortuna, ma ci vuole anche impegno e abilità”.

Pensiamo che il segreto del suo successo sia davvero racchiuso in queste parole, perché si vede benissimo quanto sia “vero” e si diverta in ciò che fa. Ed, ovviamente,  questo richiede anche un impegno e una buona dose di talento per poter avere successo.

Grazie Chicco, davvero una bella mattinata: quando vorrai tornare a trovarci sarai sempre il benvenuto.

Perché chi porta un sorriso è sempre il benvenuto qui da noi!

Daniela Zanuso, Salvina Candarella, Paolo De Gregorio

logo-sacra-famigliaA cura della Redazione di Inzago. Un progetto de Il Dialogo di Monza in collaborazione con la Fondazione Sacra Famiglia. La redazione di Inzago è una redazione speciale perché firmano articoli  persone che vivono in un Centro Residenziale per Disabili,  Simona Sorge della Fondazione Sacra Famiglia. Alcune di loro non possono scrivere con le loro mani, altre non possono parlare, altre ancora non possono camminare, ma tutti possono comunicare, con la forza della loro mente e del loro pensiero. Si, perchè raccontare e raccontarsi è un po’ come vincere la SLA, la sclerosi multipla, le altre malattie e neurodegenerative. Perché “noi siamo vivi!”

One thought on “Chicco Paglionico: ironia ed allegria travolgenti

  1. Ho letto che Chicco ha un passato da animatore turistico e mi viene la nostalgia dei tempi passati quando anche io facevo l’animatore .Iniziai come animatore per bambini in feste di compleanno, cerimonie,eventi vari e poi in estate, operavo in centri estivi. Però l’esperienza che più mi è rimasta nel cuore, fu quando feci l’animatore turistico,ricordo ancora le emozioni provate ad indossare quella divisa, fu una sensazione unica, è un’ esperienza che invito i giovani a fare. Ovvio non è che tutti gli animatori devono poi diventare artisti famosi, ma andrebbe considerato come un percorso di vita, educativo e formativo, d’altronde sappiamo tutti che ogni estate si ricercano animatori turistici e le possibilità di lavoro in questo campo sonodavvero tante. Conosco bene questa realtà, da anni collaboro con Animandia.it un sito del settore e posso assicurare che per un giovane trovare impiego estivo come animatore turistico non è affatto difficile,ci sono tante proposte anche per vcoloro che non hanno esperienza, basta avere un carattere estroverso, grinta e la voglia di mettersi in gioco. Chiedo scusa, magari sono stato inopportuno, ma la nostalgia ha preso il sopravvento… se potessi tornare indietro lo rifarei…

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