Christmas is coming…

Puntuale come sempre, Natale sta arrivando anche quest’anno. Come regalo (anticipato), da oggi e fino alla Vigilia, i racconti, le riflessioni, gli articoli, le poesie e gli auguri della redazione di Scaccomatto.

 

 

 

Mi scaldo dal freddo del mio niente con festoni e lumini.

C’è anche il presepe, Dio è bambino.

Forza!

Piedi per terra

Sogno ancora l’avvento di una nuova era con melodie e canti.

Forza!

Con i piedi per terra

“Compero” il Natale.

Loretta

 

NATALE CON I TUOI – Il Natale può essere considerata una festa bella o brutta, dipende molto dallo spirito con cui si affronta e con lui lo vivi, dalle persone che ti stanno intorno… Per questo il detto “Natale con i tuoi …” per me è molto vero.

Il Natale è una festa da passare se possibile in compagnia, e nessuno – almeno a Natale – dovrebbe sentirsi solo perché Gesù è nato per tutti e questo dovrebbe mettere nel cuore pace e serenità.

I giorni che lo precedono sono molto frenetici e dispendiosi, sia come energie fisiche e psicologiche, ad esempio spostare pesanti scatoloni contenenti abeti che si riempiono di led intermittenti e statuine che andranno a comporre il presepe, sia come dispendio economico perché è risaputo che il Natale crea ansia per il regalo da fare alle persone a cui si vuole bene.

Il Natale è una festa fatta per i bambini che rimarranno affascinati dalle carte dei regali e dai giochi, un po’ meno contenti saranno i genitori, che dovranno poi sistemarli, perché i giochi ricevuti si vanno a sommare ai giochi già presenti e bisognerebbe avere un “hangar” per contenerli tutti.

Il Natale è anche sedersi a un tavolo con tovaglie e tovaglioli rossi e fare il tipico pranzo di Natale con cibi preparati appositamente guardando le rubriche che alcune riviste inseriscono dal titolo: “Il menù delle feste”.

Cristina

 

NATALE: PASSATO REMOTO, PASSATO PROSSIMO, FUTURO ANTERIORE – Posso definirmi cattolica in quanto ho ricevuto alcuni dei fondamentali sacramenti: Battesimo, Comunione, Cresima. Praticante? No. Convinta? Ancor meno.

Ciò che mi fa alterare è la ricchezza smisurata della Chiesa in netto contrasto con la vita e gli insegnamenti di Gesù Cristo, San Francesco, San Martino… Ma evitiamo polemiche inutili e infinite.

Anche lo slogan “A Natale tutti più buoni” mi irrita alquanto, perché io applicherei questo imperativo morale a ogni singola giornata della nostra vita: cercare di migliorare noi stessi imparando ed aiutando gli altri, essere umili, altruisti, disposti all’ascolto e, perché no, a qualche sacrificio. Ma questa è pura utopia: il genere umano non è progettato in tal modo e la Società che ci circonda non facilita.

Finché i miei genitori erano in vita ed io vivevo con loro, il Natale per me è sempre stato più che speciale. Abbiamo sempre festeggiato alla “maniera del Nord”, scartando i regali il 25 mattina e imbandendo un succulento ed interminabile pranzo natalizio a casa dei miei, insieme a parenti, amici più cari e, ricordo un anno, anche con uno sconosciuto che si trovava solo e in difficoltà. Il 24 sera, viceversa, io e i miei fratelli festeggiavamo con i nostri amici, con il classico brindisi di mezzanotte con panettone e spumante. L’orario medio di rientro a casa erano le 2 o 3 del mattino. Tornando, vedevo l’albero illuminato ancora spoglio di regali. Questo perché i miei genitori, per aumentare la suspence e l’emozione, si svegliavano appositamente dopo che eravamo andati a letto per imbandire il salotto con pacchettini e pacchettoni, come se durante la notte fosse arrivato Babbo Natale, figura a cui ormai non credevo più da oltre 15 anni.

La mattina di Natale, con grande sorpresa, scendendo le scale, erano spuntati regali luccicanti per tutta la famiglia. Qui si potrebbe aprire una polemica sul consumismo natalizio, ma non mi sembra di essere la persona più adatta: ebbene sì, sono consapevole di essere sempre stata viziata e mi è sempre piaciuto ricevere e scartare regali nelle occasioni di festa. E poi colazione tutti insieme con panettone e caffelatte, io e mamma in cucina a terminare le leccornie del banchetto.

Successivamente sono nati i nipoti e mia figlia Giada, ed il Natale è divenuto ancor più magico: lo sguardo curioso e luccicante dei bimbi nel vedere pacchetti più grandi di loro, la foga nello strappare la carta, il montaggio dei doni di Babbo Natale con mamme zii e nonni. E’ proprio vero che il Natale diventa ancor più magico quando arricchito dall’innocenza e dall’entusiasmo dei bimbi.

Ed infine nota dolente: disgraziatamente ho perso la mia famiglia e ho passato tre Natali consecutivi in solitudine e depressione, senza alcuna voglia di festeggiare.

Fortunatamente ora ho ripreso contatti con alcuni parenti, zii e cugini, e ho ricevuto un invito a festeggiare questo Natale 2016 con loro. Sono molto emozionata, assai spaventata, ma estremamente grata di avere ancora la possibilità di condividere questa giornata così speciale con le persone a me più care.

Monica

 

 

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