Coco, un cartone animato che parla dell’aldilà

di Rebecca Casati

Rivolgiamo, questa volta, la nostra attenzione al mondo Disney Pixar e al loro recentissimo Coco, un film di Lee Unkrich e Adrian Molina ambientato in un vivace e colorato paesino messicano. Il protagonista della storia è Miguel, un ragazzino che sogna di diventare un musicista famoso proprio come il suo idolo Ernesto de la Cruz. Si da il caso, però, che la famiglia di Miguel disprezzi la musica in ogni sua variante ed è proprio a causa di questa avversione che il nostro protagonista sarà catapultato dall’aldiqua all’aldilà alla ricerca della sua identità.

Ci tengo a sottolineare che il film non è solo una bella storiella, ma è molto di più. Infatti gli autori sono riusciti a trattare il tema della morte e della scomparsa dei propri cari in un modo così dolce da far dimenticare un evento che spesso i genitori tendono a tenere nascosto ai propri figli a causa della sua diffusa accezione negativa.

La morte descritta nel film, infatti, è una non-morte. Viene dipinta con colori vivaci, vivi – appunto – e, più che perdita, è conservazione di ciò che i nostri cari erano nella vita terrena. Miguel, infatti, con il suo viaggio nel mondo dei morti, vuole rendere chiaro a tutti che la morte esiste ed è un fatto naturale, ma che nessuno scompare mai del tutto finché ne abbiamo il ricordo. E lo scopo del Dìa de los muertos (giorno dei morti messicano) è proprio quello di mantenere in vita i nostri cari. Un messaggio importante da trasmettere alle nuove generazioni. Un concetto che, considerato il pubblico a cui è destinato, non è semplice da inviare e far recepire.

Devo ammettere che sono rimasta piacevolmente sorpresa dall’abilità degli autori nel destreggiarsi tra situazioni comiche e altre dense di significato. Verso la fine del film, anche qualche lacrimuccia traditrice è riuscita a sfuggirmi, forse dovuta alla storia commovente della bisnonna Coco (da cui è tratto il titolo del film). Seppur nella sua immobilità, Coco ha un ruolo tale da mobilitare l’intera famiglia Rivera sia nel regno dei vivi che in quello dei morti. Un vero e proprio traît d’union che mette in evidenza il messaggio chiave dell’intero film: l’importanza della famiglia.

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