Coronavirus. Diamo un senso a questo tempo

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di Fabrizio Annaro

Parole, critiche, esperti improvvisati che pontificano a sproposito, paura, superficialità, pagine di articoli, programmi televisivi, blog, fake news, commenti sui social e per fortuna anche video e  vignette ironiche divertenti

Un virus invisibile minaccia la nostra salute e nel contempo un’ossessione mediatica di proporzioni inimmaginabili mette in difficoltà la coscienza del nostro paese.

Quanto stiamo vivendo interroga profondamente il mondo del giornalismo e della comunicazione. Per difenderci dal virus invisibile la prudenza non è mai troppa e sicuramente è necessario intensificare le norme igieniche. Mi chiedo come possiamo difenderci, invece, da quest’orgia di notizie, urlate, cariche di ansia e nervosamente diffuse. L’ironia ci aiuta, come dimostrano i video e le vignette che girano su WA, ma ancora di più l’intelligenza.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, il più importante organismo sovrannazionale del mondo, ha elogiato l’Italia per le misure precauzionali adottate. Misure drastiche, eccezionali e senza precedenti, ma condivise in modo unanime dalla comunità scientifica e dal mondo sociosanitario. Il nostro Presidente Mattarella ha ringraziato i medici in prima linea e tutti coloro che si stanno prodigando negli ospedali e nelle strutture sanitarie per curare e assistere i cittadini. L’OMS ha dichiarato l’emergenza sanitaria internazionale. La Cina si è difesa con drastiche misure che hanno messo in ginocchio il proprio sistema industriale e la stessa economia del gigante asiatico.

Un dubbio amletico fra difesa salute e disagi economici e sociali

Le nostre coscienze oscillano fra la consapevolezza che il rigore sanitario e di prevenzione sia necessario, con le esigenze della quotidianità, della produzione, del lavoro e del profitto. Questi giorni aiutano a comprendere quale sia la nostra visione e quale sia la nostra scala di valori. Tutti siamo concordi nell’affermare: la salute anzitutto. Ma poi molti introducono un “ma” un “però” con il quale affiora il disagio per i danni economici che le misure eccezionali provocano sul nostro sistema.

La prova della fiducia: il made in Italy non passerà di moda. Siamo il paese del Rinascimento

Ho una grande fiducia che il nostro sistema affronterà questa crisi e che il “made in Italy” (in ambito emergenza sanitaria) ora criticato presto sarà apprezzato ed elogiato in tutto il mondo. Dobbiamo essere fiduciosi che le misure precauzionali serviranno a limitare i contagi e a far sì che il sistema di cura non vada in tilt.

Noi italiani siamo campioni della critica e dall’autodenigrazione. Facciamo di tutto per svalorizzarci. Siamo propensi a vedere il bicchiere mezzo vuoto. Sottovalutiamo le nostre capacità. Eppure la storia ci ha insegnato che per secoli siamo stati la culla della cultura e della creatività. Ricordiamoci che siamo il paese del Rinascimento. Se la fiducia prevarrà diminuiranno le parole e aumenteranno le azioni concrete.

Valorizziamo l’attesa

Viviamo giorni, oserei dire, paradossalmente interessanti, perché fra i molteplici disagi c’è anche la possibilità di riscoprire il valore dell’attesa e di come impiegare proficuamente questo tempo. Un’attesa che chiede di essere accompagnata dalla speranza. La possibilità, poi, per chi potrà, di non perdere tempo e quindi riempirlo con conoscenze, letture, preghiere, azioni concrete di solidarietà e di volontariato.

Qual è la buona notizia

In ultima analisi mi chiedo in modo molto provocatorio quale sia la buona notizia che possiamo scrivere dalle vicende di questi giorni. A dire il vero faccio una grande fatica a cercarla nelle pagine dei media, della TV e dei social. Però mi vien da dire: anzitutto è sotto i nostri occhi apprezzare il sistema sanitario e di welfare pronto ad intervenire a difesa della salute dei propri cittadini. Protezione civile, medici, infermieri, volontari in trincea che curano, aiutano, consolano, assistono. Ci sono stati e ci saranno tanti gesti di solidarietà ed opinioni intelligenti che già, tra l’altro, abbiamo raccontato e pubblicato sul nostro giornale.

Confrontarsi sui valori

Abbiamo anche un’altra grande opportunità: dialogare sui valori. Perché se è vero che la salute è il bene comune primario da difendere, allora non hanno molto senso i “però” e i distinguo. Se abbiamo fiducia nelle nostre istituzioni allora dobbiamo attendere con fiducia e speranza che presto tornerà a scorrere la normalità della vita.

La crisi economica aumenta il disagio. Soldi lanciati dall’elicottero.

A fronte dei danni economici provocati dal virus, servono altrettante misure drastiche. Il governo di Hong Kong ha deciso di distribuire direttamente  ai propri cittadini 1.300 euro. L’ helicopter money potrà essere una possibile soluzione purchè l’obiettivo sia quello di riequilibrare le disparità economiche, affrontare il disagio che vivono molti lavoratori ed imprenditori che già hanno subito le conseguenze delle crisi del 2009 e del 2015. E’ aumentato il tasso di sfruttamento, il disagio, l’infelicità. Anche questo mina la salute.  

Ripensare al nostro rapporto con l’ambiente e la natura prima che sai troppo tardi

Infine, questi giorni ci rivelano come il nostro rapporto con l’ambiente e la natura sia un equilibrio molto precario a cui dobbiamo porre la massima attenzione se non vogliamo precipitare in una situazione senza ritorno.

Monza, 01 marzo 2020