Correva l’anno 2013: Grillo “rischia” di vincere le elezioni

beppe-grillo_7422Correva l’anno … 2013: Grillo “rischia” di vincere l’elezioni, Napolitano presidente per la seconda volta.

Febbraio 2013. Alla camera dei Deputati, Grillo con il suo Movimento 5 stelle, diventa leader del primo partito raccogliendo una percentuale di voti poco superiore a quella del Pd. Ma il premio di maggioranza è attribuito alla coalizione e non al partito e, per pochi voti, il centro sinistra batte il PdL e i suoi alleati per conquistare il controllo della Camera, ma non quello del Senato. E’ caos. Bersani, malgrado la vittoria della sua coalizione risulta il grande perdente e anziché lasciare, s’incaponisce e tenta disperatamente di formare un governo con Grillo.  Quest’ultimo fa “maramao” e lancia Rodotà al Quirinale come condizione per aprire una nuova stagione. Ma dentro il Pd succede di tutto: non votano né Rodotà, prestigiosa figura della sinistra italiana, né Prodi impallinato da cento franchi tiratori, accusati di essere i veri fans delle larghe intese.

Accade così che, per la prima volta nella storia repubblicana, viene riconfermato il presidente uscente Giorgio Napolitano, il quale come aveva simpaticamente raccontato il comico Crozza, deve disdire le vacanze a Capri per gestire una crisi difficile dalla quale si uscirà con Letta premier e Alfano vice. Molti ancora si domandano cosa sarebbe accaduto se Prodi fosse salito al Quirinale. Ma è noto il proverbio: “con i se e con i ma la storia non si fa”. Il governo Letta agisce sempre e costantemente fra Scilla e Cariddi, spesso bloccato dai veti incrociati, dai contrasti fra gli alleati e dalle divisioni interne delle singole coalizioni che sostengono il governo. Il Paese avrebbe bisogno di un salutare shock, con misure forti e coraggiose in grado di ridare fiducia e rilanciare l’economia. Un governo che con più decisone si faccia sentire a Bruxelles.

Fabrizio Annaro

P.S. Esser europeisti non significa accettare supinamente le politiche dei più forti. Anzi, i leader che si proclamano pro Europa, se ci sono, battano un colpo e accelerino verso gli Stati Uniti d’Europa

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