Cous Cous Klan in scena al Teatro Binario 7

Venerdì 12 ottobre alle 21.00, inaugura al Teatro Binario 7 la quattordicesima stagione di prosa Teatro+Tempo Presente, ideata da Corrado Accordino in collaborazione con Elio De Capitani.

In scena Cous Cous Klan della pluripremiata compagnia Carrozzeria Orfeo. Lo spettacolo sarà in scena fino a domenica 14 ottobre.Da poco vincitori del Bando Cultura Sostenibile di Fondazione Cariplo con il progetto triennale Tour De Force, volto al consolidamento e al potenziamento dell’attività di produzione e di tournée, Carrozzeria Orfeo si prepara a ripartire per una nuova ed intensa Stagione che inizierà a ottobre appunto al Binario 7 di Monza.

Anche con Cous Cous Klan la poetica persegue nel suo teatro pop, che trova ispirazione nell’osservazione del nostro tempo, in una costante ricerca sulla mescolanza dei generi, con l’obiettivo di fondere l’ironia alla tragicità, il divertimento al dramma, in una escursione continua fra realtà e assurdo, fra sublime e banale.Una delicata e commovente “commedia umana” della contemporaneità che Carrozzeria Orfeo opera, ritraendo un’umanità socialmente instabile, carica di nevrosi e debolezze. Un punto di vista sul mondo e sul presente in cui la comune mancanza d’amore dei protagonisti delle storie porta i dialoghi all’eccesso evidenziando gli aspetti tragicomici di esistenze che commuovono e fanno ridere nello stesso istante. I loro tormenti emotivi amplificano il loro aspetto umano, raccontando una realtà spinta all’assurdo ma in totale attinenza al nostro quotidiano.

Popolari e profondi, divertenti e irriverenti, crudi e grezzi ma allo stesso tempo fortemente poetici, si muovono su quel fragile confine dove, all’improvviso, tutto può inevitabilmente risolversi o precipitare.

SINOSSI

In tutto il mondo l’acqua è stata privatizzata. Ormai da dieci anni, fiumi, laghi e sorgenti sono sorvegliati dalle guardie armate del governo, che non permettono a nessuno di avvicinarsi alle fonti idriche.

Il divario tra ricchi e poveri è allarmante e mentre i primi vivono all’interno delle così dette recinzioni, ovvero città recintate da filo spinato e sorvegliate da telecamere di sicurezza, i secondi tentano di sopravvivere al di fuori di esse lottando ogni giorno contro la mancanza di cibo e di acqua.

In un parcheggio abbandonato e degradato dietro ad un cimitero periferico, sorge una micro comunità di senzatetto, all’interno della quale sono parcheggiate due roulotte fatiscenti. Nella prima ci vivono tre fratelli: Caio, ex prete nichilista e depresso, Achille, sordomuto e irrequieto, e Olga, la sorella maggiore, obesa e con un occhio solo. Nell’altra roulotte ci vive Mezzaluna, il precario compagno di Olga, un musulmano, immigrato in Italia ormai da dieci anni, che per sopravvivere seppellisce rifiuti tossici per un’associazione criminale di giorno e lavora come ambulante di notte. Presto alla comunità, già logorata da continui conflitti razziali ed interpersonali per la sopravvivenza, si aggiungerà Aldo, un medio borghese, elegante e maturo, che dopo un grave problema famigliare si è ritrovato a dormire per strada. Ma a sconvolgere il già precario equilibrio di questa comunità sarà Nina, una ragazza ribelle e indomabile, un’anima sospesa ed imprevedibile, che si rivelerà al tempo stesso, il più grande dei loro problemi e la chiave per il loro riscatto sociale.

 

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