Cristian Brocchi tiene a battesimo il libro su Vittorio Brambilla

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Calcio e motori a braccetto, mercoledì 6 marzo, nella sala stampa Tazio Nuvolari del Monza Eni Circuit, affollata da 250 sportivi, per la presentazione del libro ‘VITTORIO BRAMBILLA il mago della pioggia’,  scritto dai monzesi Enzo Mauri e Walter Consonni per Giorgio Nada Editore.

Alla presenza del sindaco di Monza Dario Allevi, del direttore generale dell’Autodromo Pietro Benvenuti, dell’ex pilota ufficiale della MV Agusta e della Ferrari Tino Brambilla, ora ottantacinquenne, gli autori e l’editore hanno raccontato appassionatamente,  le vicende motoristiche degli anni Sessanta, Settanta e anche Cinquanta. Di scena auto, moto e persino i kart, visto che Vittorio Brambilla nel 1961 è stato anche campione del mondo di questa specialità, classe 200 c.c., titolo conquistato sulla mitica Pista Rossa dell’Idroscalo di Milano.

A rappresentare il mondo del calcio  Cristian Brocchi, vincitore con la maglia rossonera del Milan, all’inizio degli anni Duemila,  di uno Scudetto, Champions League, Coppa Italia, Supercoppa italiana e Supercoppa UEFA ed ora allenatore del nuovo Monza 1912.

Vittorio Brambilla è stato uno degli ultimi, se non proprio l’ultimo, dei piloti romantici. Non importa se alla guida di una moto, di un kart, di una monoposto di F.3, F.2, F.1, di un Prototipo o di una vettura Turismo. Lui correva per soddisfare la sua innata passione di gareggiare, sempre ad alta velocità. Spesso riusciva ad andare più forte degli avversari, anche di quelli che disponevano di mezzi meccanici e finanziari decisamente superiori ai suoi.  Era quasi sempre una battaglia, dai mille risvolti umani, tecnici e strategici. 

Il tavolo dei relatori

Portava immancabilmente in pista quello che lui era nella vita di tutti i giorni, in officina a riparare le macchine di serie dei clienti o le monoposto del fratello maggiore Tino, come al bar ad organizzare i più incredibili scherzi o le sfide più impossibili tra gli amici. Provetto ballerino di rock and roll e di boogie woogie,  il driver monzese era soprattutto uno sportivo nato che sapeva distinguersi in ogni disciplina:  dall’hockey a rotelle al ciclismo, dallo sci alle bocce, dal motociclismo all’automobilismo, passando per i kart. 

La passione per le due e le quattro ruote, però, Vittorio ce l’aveva nel sangue. L’agognato traguardo della F.1 se l’era guadagnato col sudore di tanti anni di gavetta, fatta su tutte le piste d’Europa e con vetture spesso palesemente meno competitive di quelle in lotta per le prime posizioni, ma sempre con la consapevolezza tipica delle persone semplici e generose che sanno di poter arrivare, pur con tanti sacrifici. E lui, alla fine, ci è riuscito. Anche se avrebbe meritato risultati ancor più eclatanti di quelli raggiunti. 

Restano, comunque, per lui, nella storia del motorsport due titoli mondiali conquistati, uno con i kart e l’altro con l’Alfa Romeo nella categoria SportPrototipi. Inoltre, un Campionato Italiano di F.3, un quarto posto finale nel Campionato Europeo di F.2 , una vittoria in un G.P. iridato di F.1, quello d’Austria e d’Europa del 1975 a Zeltweg sotto la pioggia ed una pole position nel G.P. di Svezia meno di due mesi prima. In totale, conquistò, in sette anni di gare, 15,5 punti nelle classifiche mondiali della massima categoria.      

Mancava un libro da leggere tutto d’un fiato sul simpatico Vittorione, un volume che ponesse l’accento, oltre che sulle sue incredibili imprese, sulle incomparabili doti umane, importanti più di qualsiasi traguardo.

Una preziosa testimonianza delle corse di un tempo, quando si rischiava la vita ad ogni gara, su piste oltremodo pericolose, con lo spauracchio del fuoco sempre presente dietro l’angolo. Completano l’opera, che può vantare la preziosa prefazione di Giorgio Terruzzi, un’interessante raccolta di immagini, per lo più inedite ed uno spaccato della vita monzese degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta, con i suoi strani personaggi ed i suoi locali tipici, tutti legati in qualche modo al mondo dei motori.

 

 

 

 

 

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