Critica d’Arte si rinnova

di Daniela Annaro

Agli antifascisti e agli appassionati d’arte, il nome è noto. Carlo Ludovico Ragghianti  (Lucca 1910 – Firenze 1987)  è stato uno storico e critico d’arte e cinematografico, un partigiano,  un politico fra i fondatori del Partito d’Azione.  Un intellettuale brillante sin dai banchi del liceo, quando conosce Eugenio Montale e di lui si occupano, dopo la tesi  in storia dell’arte alla Normale di Pisa,  Benedetto Croce e Giovanni Gentile.

È una delle principali figure di riferimento della moderna critica d’arte e uno dei primi ad approfondire i rapporti tra arti visive e cinema,  tanto da realizzare lui stesso una serie di documentari,  i critofilm, termine da lui coniato.  Ancora lui tra i primi a riflettere sulle potenzialità del mezzo televisivo visto come forma di espressione artistica. Nonostante la televisione sembrasse essersi limitata, secondo lo studioso, ad uno strumento riproduttivo, illustrativo o come attrattiva commerciale, poteva assumere il ruolo di «plasmatore», di una nuova forma di critica della storia dell’arte fruibile da un pubblico più vasto. Nel 1955, scrive:

La televisione, analogamente e più del cinema, sembra soddisfatta e assorbita da funzioni e compiti che vanno dall’informazione sull’attualità allo svago, dalla documentazione all’educazione, dalla politica alla cultura, dal teatro alla musica, dalla rivista al balletto, dalla rievocazione cinematografica alla cronaca artistica, ma non dimostra […] di essersi posta […] il problema se il linguaggio televisivo in quanto tale, con le sue specifiche risorse e capacità e singolarità, possa essere artisticamente elaborato, avere una forma autonoma in sé significativa.

Insomma, un antesignano, un anticipatore, un promotore della divulgazione e della diffusione del sapere artistico, del valore e delle potenzialità dell’immagine. A 25 anni,  nel 1935, fonda  la rivista  Critica d’Arte con Ranuccio Bianchi Bandinelli, altra eminente figura del panorama culturale del  secolo scorso. Un’eredità impegnativa, quella che  lo studioso  ha lasciato al mondo della cultura italiano e internazionale. Un  patrimonio di idee e  di contributi che dal 1981 è fulcro delle attività della Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti.  fondazioneragghianti.it/storia

Ora Critica d’arte approda alla nona serie con alcune novità: innanzi tutto  ha un nuovo co-editore, la casa editrice Le Lettere,  insieme  alle Edizioni Fondazione Ragghianti.

Sul il sito di Critica d’arte si legge :

Mantiene il formato della precedente, ma ha introdotto un assetto e un’articolazione in parte differenti, anche con l’adozione di norme redazionali e di referaggio più perentorie.
Il Comitato scientifico è stato ampliato e reso ancor più prestigioso e internazionale. A esso si affianca un Comitato editoriale, con funzioni operative e d’indirizzo.
«Critica d’Arte» è una rivista aperta, e lancia una call for papers (richiesta di interventi, ndr) permanente per sollecitare l’invio di contributi da parte degli studiosi interessati, secondo la programmatica apertura d’interessi che fu peculiare di Carlo Ludovico Ragghianti. Il Comitato editoriale vaglierà le proposte pervenute mano a mano che arriveranno, accettandole o meno e destinandole al primo numero disponibile. Per richieste di informazioni e invio di proposte rivolgersi a laura.bernardi@fondazioneragghianti.it.

Sono attesi contributi di storia dell’arte dalla preistoria al contemporaneo, di storia della critica d’arte, d’architettura, di design, di museologia, di restauro e, ovviamente,  di cinema.