Il crollo di Wall Street: 29 ottobre 1929

walldi Fabrizio Annaro

Se c’è una lezione che scaturisce dal crollo di Wall Street del ’29, sicuramente gli americani l’hanno appresa. Noi europei questa lezione dobbiamo ancora scoprirla. Perché? Semplice: è stato Milton Friedman, economista americano, fondatore della scuola monetarista, ad elencare quanto di sbagliato  è stato fatto dalle autorità monetarie all’indomani dalla crisi che aveva sconvolto la vita degli americani.

Per Friedman occorreva  fare  esattamente l’opposto di quanto fatto dalla Federal Reserve subito dopo il memorabile 24 ottobre 1929, e cioè inondare i mercati di liquidità anziché optare per politiche restrittive.

Gli americani lo hanno capito e così, quando è scoppiata la super crisi del 2009, le autorità USA hanno reagito diversamente dai colleghi del ’29 optando per la ricetta Friedman: stampare moneta, salvare le banche, evitare i fallimenti.

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Una scelta vincente considerati i numeri: + 4% di PIL negli Stati Uniti e una ripresa stabile che chiude gli anni bui del dopo crisi del 2009. In Europa, invece, gli insegnamenti della scuola monetarista sono rimasti lettera morta e l’UE ha preferito politiche di bilancio recessive (tagli su tutto) abbinate a politiche monetarie “prudenti” che hanno prodotto scarsi benefici sull’economia reale.

Da noi, in Europa, in particolare a Bruxell e dintorni, si hanno le mani legate: la BCE non ha potere di esprimere una vera e propria autonoma politica monetaria, frenata dal dogma, molto tedesco, che la Banca Centrale deve impedire le impennate inflazionistiche e non occuparsi di altro. Un’idea semplicistica e riduttiva che ha provocato ulteriore recessione, sfiducia e soprattutto deflazione.

Che fare quindi? Fin quando le banche non sono al riparo da terremoti finanziari è difficile che il sistema economico possa ripartire. E’ proprio questa la ricetta Friedman: mettere in sicurezza il sistema bancario,  creare moneta, assorbire titoli tossici e debiti impagabili. Una volta che le banche sono protette e al riparo da tempeste finanziarie, allora il sistema è pronto per ripartire e uscire dall’impasse.

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Perché in Europa non è stato fatto come in  America? Il ricordo della grande inflazione tedesca, subito dopo la Prima guerra mondiale, inflazione che ha generato povertà e favorito l’ascesa di Hitler è l’incubo dell’Europa, in particolare dei tedeschi.

Quindi per chi comanda in Europa la parola d’ordine è  prudenza che, tradotto, significa evitare che la BCE si accolli i debiti delle banche, come voleva fare Draghi, evitare la creazione di moneta come hanno fatto gli americani, il tutto per evitare inflazione. E allora? Attendiamo gli sviluppi, ma la fiducia in Italia e in Europa è ai minimi.

 

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