Da dove suona la campana

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Il campanile del Duomo di Monza, alto circa 79 metri, possiede un concerto di 8 campane fuse nel 1741 dal milanese Bartolomeo Bozzi, successivamente autore anche delle campane della Basilica di Sant’Ambrogio. Questo campanile ha la caratteristica di avere le campane che suonano a “slancio”, un’eccezione nella Diocesi di Milano, che invece usa il sistema “Ambrosiano”.
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Il sistema di suono a Slancio identifica comunemente i sistemi a battaglio volante. Il termine “slancio”, infatti, indica il movimento compiuto dal battaglio, il quale, per l’inerzia di movimento, colpisce il bordo superiore del vaso sonoro. La campana è appesa ad un ceppo di sostegno di tipo leggero, in legno o in metallo, che permette un movimento libero e veloce.
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La campana, durante il suono, raggiunge un arco di rotazione compreso tra i 90° e gli ideali 180°, ed il battaglio, descrivendo a sua volta un arco di rotazione più ampio, colpisce il vaso sonoro nel bordo superiore staccandosi subito dopo la battuta, permettendo un’ideale espressività sonora e un’appropriata lettura della struttura tonale. La resa della campana, inoltre, è beneficiata sensibilmente dall’Effetto Doppler, grazie alla notevole velocità ed ampiezza di spostamento della sorgente sonora.
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Nel sistema ambrosiano invece e
lemento caratteristico è la presenza di una sbarra di arresto fissata alla ruota, ed una molla a balestra posizionata sull’incastellatura, grazie alle quali la campana può salire in posizione verticale in uno dei due sensi di rotazione, e può restare ferma in tale posizione senza dovervi essere trattenuta con la forza delle braccia. Inoltre il battaglio è di tipo cadente, in quanto colpisce la campana nel bordo inferiore.

©fotografie di Giovanna Monguzzi e Stefania Sangalli

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