De Bello gallico

Giulio Cesaredi Luigi Picheca

Mi sono immaginato di andare indietro nel tempo e di riportare Giulio Cesare ai nostri tempi e fargli vedere come si sia ridotta la grande Roma.  Certamente si fermerebbe sulla riva sinistra del Rubicone e non proclamerebbe la sua celebre frase: “Alea iacta est!”.
Anzi, penso proprio che non varcherebbe neppure il Po e che tornerebbe nella più civile Gallia o che andrebbe pure lui in Germania, come fanno oggi i siriani e coloro che cercano fortuna in Europa.
Giulio Cesare si troverebbe sicuramente a disagio nel vedere Roma in mano a quel “mondo di mezzo” che ben conosciamo noi, cittadini di un Paese abituato a vedere questo ed altro.
Ma se Roma piange, certo Milano non ride.
Il malaffare regna sovrano ovunque in Italia e ci dobbiamo sforzare di convivere dentro questa situazione aspettando che una nuova forza politica ci aiuti  a trovare la forza e la determinazione per uscirne.
Sembra un “arrendiamoci” ma non lo è!
Credo ancora che noi cittadini italiani dovremmo cercare quelle nuove forze politiche che stanno crescendo e che stanno aspettando la nostra fiducia per dare un colpo di timone e cercare di far cambiare direzione al nostro Paese.
La situazione che si è venuta a creare a Roma, la nostra capitale conosciuta in tutto il mondo, deve portare le nostre coscienze a prendere atto che stiamo vivendo un momento al limite del tollerabile e che il nostro comportamento permette che questo malaffare continui a prosperare col nostro tacito consenso.
Pensavo di tutto come uomo informato di scienza ma non credevo che, dopo aver visto le numerose clonazioni che alcuni studiosi ci hanno mostrato, la più famosa e capostipite è la pecora Dolly,  avrei visto la clonazione anche della nuova mafia.
Roma è l’esempio lampante di come alcuni personaggi senza alcun senso morale si possa improvvisare padrone di una città e di una Regione solo distribuendo denaro a qualche personalità compiacente.
Roma è l’esempio ma nelle altre città, appena si scava, si scopre la medesima situazione. Lo è stato per Milano con l’EXPO, lo è stato Venezia col MOSE e lo saranno le città dove si andrà a scavare.
Purtroppo è comprensibile che la gente volti le spalle a questa politica ma devo gridare in faccia a quanti non si recano a votare, il partito che hanno abbracciato coloro che si astengono e che conta ormai una percentuale importante di cittadini onesti, che proprio loro non ci permettono di tentare di cambiare pagina e consentono a una esigua parte di personaggi di continuare a farla da padroni.
Perdonaci Giulio Cesare, non siamo stati capaci di fare della tua eredità tesoro, anzi, abbiamo dimenticato di avere un po del tuo sangue nelle vene e che non siamo più, neanche lontanamente, degni di appartenere a quella civiltà che tu, valoroso condottiero prima e Imperatore poi, hai fondato più di 2000 anni fa!

Luigi Picheca

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