Il Decamerone con Stefano Accorsi in scena al Teatro Manzoni

Da giovedì 15 a domenica 18, va in scena al Teatro Manzoni Stefano Accorsi in Decamerone: vizi, virtù e passioni in sette novelle tratte dalla più famosa opera di Boccaccio.

Sulla scena è parcheggiato un carro-furgone, “casa” e teatro viaggiante della compagnia che si appresta a mettere in scena l’opera.

La modularità del carro, favorirà la messa in scena di sette novelle del Decamerone, permettendo di volta in volta la creazione degli spazi e delle suggestioni necessarie alle storie che si vanno a narrare.

Le storie servono a rendere il mondo meno terribile, a immaginare altre vite, diverse da quella che si sta faticosamente vivendo.

Le storie servono ad allontanare, per un poco di tempo, l’alito della morte.

Finché si racconta, e c’è una voce che narra siamo ancora vivi, lui o lei che racconta e noi che ascoltiamo. 

Per questo nel Decamerone ci si sposta da Firenze verso la collina e lì si principia a raccontare. La città è appestata, servono storie che facciano dimenticare, storie di amori, erotici, furiosi, storie grottesche, paurose, purché siano storie, e raccontate bene, perché la morte là fuori si avvicina con denti affilati e agogna la preda. 

Abbiamo scelto di raccontare alcune novelle del Decamerone di Boccaccio perché oggi ad essere appestato è il nostro vivere civile.

Percepiamo i miasmi mortiferi, le corruzioni, gli inquinamenti, le mafie, l’impudicizia e l’impudenza dei potenti, la menzogna, lo sfruttamento dei più deboli, il malaffare. 

In questa progressiva perdita di un civile sentire, ci è sembrato importante far risuonare la voce del Boccaccio attraverso le nostre voci di teatranti.

Per ricordare che possediamo tesori linguistici pari ai nostri tesori paesaggistici e naturali, un’altra Italia, che non compare nei bollettini della disfatta giornaliera con la quale la peste ci avvilisce. 

Per raccontarci storie che ci rendano più aperti alla possibilità di altre esistenze, fuori da questo reality in cui ci ritroviamo a recitare come partecipanti di un globale Grande Fratello.

Perché anche se le storie sembrano buffe, quegli amorazzi triviali, quelle strafottenti invenzioni che muovono al riso e allo sberleffo, mostrano poi, sotto sotto, il mistero della vita stessa o quell’amarezza lucida che risveglia di colpo la coscienza. Potremmo così scoprire che il re è nudo, e che per liberarci dall’appestamento, dobbiamo partire dalle nostre fragilità e debolezze, riconoscerle e riderci sopra, magari digrignando i denti. (Marco Baliani).

I biglietti sono acquistabili:

–   on-line tramite BigliettoVeloce dal sito www.teatromanzonimonza.it

–   presso il Botteghino del Teatro Manzoni (in via Manzoni, 23 a Monza), nei seguenti giorni e orari di apertura al pubblico:

o   tutti i martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle ore 11 alle 13 e dalle 15 alle 18

o   tutti i mercoledì dalle ore 15 alle 19

o   nel giorno dello spettacolo mezz’ora prima dell’inizio

Telefono: 039.386500

E-mail: info@teatromanzonimonza.it

www.teatromanzonimonza.it

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