Donne, che storia! Santa Caterina da Siena

di Virginia Villa

“L’amore più forte e più puro non è quello che nasce dall’impressione, ma quello che discende dall’ammirazione.”

Caterina Benincasa, questo era il nome di colei che sarebbe passata alla storia come Santa Caterina da Siena. Nella sua breve vita ebbe un ruolo centrale nella politica del suo tempo e nella storia della Chiesa. Si preoccupò di lavorare per la pace in un periodo dominato da guerre e lotte, e fu grazie a lei se il Papa fece ritorno a Roma, dopo il lungo periodo ad Avignone.

La storia di Santa Caterina da Siena si può definire un amore folle, una vocazione più che mai ardente. Il Centro Studi Cateriniani ha raccolto tutti i suoi scritti svolgendo un lavoro accurato di rilettura delle lettere e da queste si apprende della passione totalizzante che la spinse a soli sette anni a fare un voto segreto di castità.

Nascita e ingresso nell’ordine delle Domenicane Mantellate

Caterina nasce a Siena il 25 marzo 1347, era la penultima dei 25 figli di Iacopo di Benincasa, tintore e commerciante in stoffe, e di sua moglie Lapa de’ Piagenti. A quel tempo, la Toscana viveva un periodo florido, ma i problemi politici che attanagliavano l’Europa, rischiavano di minacciarne la religiosità.

La giovane Caterina passava le sue giornate a pregare, rinunciando ai giochi con le coetanee e i fratelli. La sua famiglia la considerava un po’ strana, ma i genitori erano certi che il matrimonio avrebbe risolto la “particolarità” della figlia. Giunta al compimento del dodicesimo anno di età confessò ai genitori il suo desiderio di votarsi a Dio.

Non avendo a disposizione una dote, che le avrebbe consentito l’ingresso in convento, inizialmente la giovane sembrò arrendersi ai progetti nuziali. Tuttavia, scorgendo il genuino fervore cristiano nella figlia, suo padre decise di cedere alle sue richieste. Così Caterina chiese di unirsi alle Domenicane Mantellate, che però la rifiutarono perché troppo giovane e bella. Si rivolse dunque alle Sorelle della Penitenza di san Domenico, ma loro accettavano solo donne adulte e vedove. Affranta, la ragazza si ammalò gravemente e la febbre altissima le causò gravi conseguenze, sfigurandola in volto e facendola apparire più vecchia dei suoi sedici anni. Debole e sfregiata dalla malattia, Caterina implorò la madre di andare dalle Domenicane e chiedere loro di accettarla, altrimenti sarebbe morta. Queste, mosse da compassione vedendo l’ardore della vocazione della giovane, la accettarono e, una volta guarita dalla malattia, poté finalmente indossare la tonaca.

L’impegno religioso e politico di Caterina

Divenuta una Mantellata, Caterina iniziò a dedicarsi a tempo pieno ai poveri e ai malati che nessuno voleva curare. Da giovinetta semplice, si trasformò in una donna caritatevole e saggia, che diceva di parlare direttamente con il figlio di Dio. Si narra che l’erudizione sia scesa su di lei mentre si trovava in una piccola località del senese chiamata Rocca d’Orcia, che la ospitò nel 1377.

Qui, in una delle sue tante estasi, Caterina imparò improvvisamente a scrivere, e non si fermò più. Iniziò a scrivere personalmente le sue lettere, che fino a quel momento si era limitata a dettare. Nelle 383 missive e nel suo libro, il Dialogo della Divina Provvidenza, Santa Caterina da Siena si occupò di svariati temi, che riguardavano anche la politica e la morale, oltre che la religione. Scriveva a tutti, persino a papi, alte cariche ecclesiastiche, regine e nobili, e per questo qualcuno provò a fermarla, considerandola solo una strega. E’ grazie a lei se si firmò la tregua tra  papa Gregorio XI e i fiorentini ed è sempre merito suo se il papa fece ritorno a Roma dopo più di trent’anni ad Avignone.

La morte e le Reliquie

Alla sua morte, dovuta ai lunghi digiuni e penitenze, nel 1380 Caterina era a Roma. Viene sepolta nella magnifica Chiesa Domenicana di Santa Maria Sopra Minerva.  L’anno successivo, nel 1381, i senesi rivendicano la sue reliquie, le verrà quindi staccata la testa per portarla a Siena nella Basilica di San Domenico.

Numerose sono oggi le reliquie attribuite a Caterina. Sembra che  il piede sinistro sia  conservato a Venezia e una scapola nel santuario di Caterina a Siena.  La mano sinistra della santa, che porta il segno delle stigmate, è custodita nel monastero del Santo Rosario di Monte Mario a Roma. Santa Caterina è compatrona di Roma, d’Italia e d’Europa.

Caterina da Siena fu canonizzata dal papa senese Pio II nel 1461. Nel 1970 Papa Paolo VI proclama Santa Caterina Dottore della Chiesa. Caterina è la prima donna a ricevere tale titolo nella Storia della Chiesa.