Donne che storia! Silvia Bolzoni

di Irene Bonzi

La storia di Silvia è una storia di coraggio e intraprendenza, una carriera volta all’inseguimento dei propri sogni. Per questo abbiamo parlato con lei, perché ci raccontasse da dove è nato il suo percorso e la sua storia.

Nel 2003 Silvia Bolzoni fonda Zeta Service, azienda specializzata in amministrazione del personale e consulenza del lavoro, con la convinzione di dover mettere al centro la persona. Sulla scia di questa volontà nasce più di dieci anni dopo, nel 2020, Fondazione Libellula, che agisce concretamente nelle aziende per combattere la violenza e discriminazione di genere.

Da dove nasce il suo percorso professionale?

Spesso si dice “la mia azienda è nata da un sogno”: nel mio caso invece posso dire che la mia azienda sia nata da un rimprovero. Ho sempre lavorato nel mondo dell’amministrazione del personale e, in una precedente esperienza, in una multinazionale, mi è stato rimproverato di avere un eccessivo orientamento al cliente. Questo mi ha fatto male, ma mi ha dato anche la spinta per guardare oltre.

Grazie all’aiuto di alcune persone ho tradotto quel mio eccessivo orientamento al cliente in un concetto concreto e positivo, ovvero l’empatia. E così nel marzo 2003 ho dato vita a Zeta Service.

Oggi guido l’azienda con i miei figli Debora e Ivan Moretti, e in questi anni quella che era una piccola realtà è cresciuta fino a contare oggi 1500 affezionati Clienti, 9 sedi e 330 collaboratori.

Silvia Bolzoni, creatrice di Zeta Service e Fondazione Libellula

Qual è la vostra filosofia di lavoro?

Da sempre vogliamo essere un’azienda felice e leale verso i propri collaboratori, affinché ogni giorno abbiano spazi di crescita e serenità. Prima di tutto, quindi, il mio pensiero è rivolto al nostro interno, alle nostre Persone. Abbiamo scelto i colori, il benessere, l’empatia, benefit e tanta formazione: abbiamo scelto di guardare prima alle persone e dopo ai numeri.

In un bellissimo circolo virtuoso, la stessa attenzione ricevuta in azienda si riversa nella relazione con i clienti, seguiti con un altissimo senso di responsabilità, gentilezza, ascolto.

Le aziende sono dei veri e propri micro cosmi, fulcri di umanità. Quali sono i valori che secondo lei dovrebbero essere integrati e rinnovati all’interno di queste?

Sono convinta che i valori di qualsiasi azienda debbano ruotare attorno alle persone. Possono essere declinati in mille modi e tradotti con mille parole, ma alla base di ogni azione deve sempre esserci rispetto, uguaglianza e non discriminazione, empatia, ascolto e gentilezza. Come nella vita, così sul lavoro.

Partendo proprio da questa considerazione abbiamo dato vita alla nostra Fondazione Libellula, nata con lo scopo di agire su un piano culturale per prevenire e contrastare la violenza sulle donne e la discriminazione di genere dentro alle aziende.

Cosa significa essere oggi donna e a capo di un’azienda tanto innovativa? È vero che non bisogna smettere di ripensare e prendersi cura del ruolo della donna nel mondo del lavoro?

Penso di essere una persona fortunata perché, con impegno, determinazione e passione, sono riuscita a realizzare il mio sogno.

Per indole non smetto mai di pensare oltre, credo sia necessario non fermarsi mai, cercare sempre nuovi spunti per fare di meglio per sé, per le proprie persone e per i clienti. E anche per altre donne che, come me, hanno un sogno e vorrebbero crearsi uno spazio di azione.

Penso che le donne oggi abbiano opportunità per crescere grazie agli esempi di altre, credo molto nella forza degli esempi e dei network, e nell’importanza di fare squadra: promuovere storie di successo di donne “normali” porta senza dubbio a riflessioni e azioni costruttive.

E proprio sulla base di questo ragionamento quest’anno, da un’idea di mia figlia Debora, abbiamo dato vita a Empow HER Camp, un percorso di crescita e di empowerment femminile rivolto a tutte le donne under 35 di Zeta Service.

Iniziato a aprile 2022, il percorso durerà otto mesi e aiuterà le partecipanti a riscoprirsi e stupirsi di loro stesse e delle loro potenzialità attraverso incontri in presenza, workshop online, lavori di gruppo, speech con Role Model, group coaching con trainer esperte.

Da quale volontà o desiderio nasce Fondazione Libellula? Di quale cambiamento si fa portatrice?

Fondazione Libellula, nata come un progetto di responsabilità sociale di Zeta Service nel 2017 e diventata Fondazione nel 2020, è nata dal desiderio di agire concretamente su un piano culturale per prevenire e contrastare la violenza sulle donne e la discriminazione di genere.

Attraverso il Network Libellula lo fa all’interno dei luoghi di lavoro, fuori dalle organizzazioni offre sostegno alle donne in difficoltà e contrasta la violenza di genere con progetti di cura dedicati.

Che lavoro svolge Fondazione Libellula insieme alle aziende?

Attraverso il Network Libellula (che ad oggi conta oltre 70 aziende tra cui Barilla, Furla, Montenegro, Randstad e TIM) la Fondazione nelle aziende sviluppa progetti e attività sulla decostruzione degli stereotipi, l’empowerment delle donne, sul linguaggio, lo sviluppo di un ambiente di lavoro e di una managerialità inclusiva e attenta alle diversità.

Questa azione è mossa da una convinzione profonda: l’importanza di lavorare sulla cultura per portare un reale cambiamento e del ruolo fondamentale delle aziende nella lotta contro la violenza e la discriminazione di genere, in quanto i luoghi le persone trascorrono la maggior parte del loro tempo.

Un’azienda che si dimostra attenta e coinvolta sul tema della violenza non solo incoraggerà un clima di dialogo e confronto, ma farà prevenzione e diffonderà al suo interno consapevolezza. Darà coraggio alle persone in difficoltà dimostrando di potere e volere accogliere i loro racconti.

Perché proprio ‘libellula’?

La libellula rappresenta trasformazione e libertà: trascorre parte della sua esistenza nel fango, ma a un certo punto emerge e impara a volare. È il simbolo del cambiamento che la Fondazione intende realizzare: un mondo equo, fatto di rispetto, gentilezza, accoglienza e ascolto sincero. Un mondo di parole e pensieri consapevoli, di rispetto della diversità, equilibrio e sensibilità.